Alberto Francesconi: "O hai gli sponsors oppure non alleni"
E' tornato a giocare perchè gli avevano chiesto di portarsi la "dote": "Non facciamo nomi, ma sono in tanti quelli che oggi fanno così"
Il primo sasso nello stagno lo ha tirato qualche settimana fa Alessio Miliani in un'intervista a TOSCANAGOL. Ora il concetto lo ribadisce Alberto Francesconi, classe 1970, apprezzato attaccante con una lunghissima carriera (è considerato il "re dei dilettanti", con quattordici promozioni e una valanga di gol, è stato anche capocannoniere d'Italia con la Sestese in D nel 2009 con 25 reti) che dopo un paio d’anni da allenatore, è tornato in campo. Gioca in Promozione con gli amici del Bagni di Lucca.
Francesconi è uno “diretto”, non gira intorno alle cose e a TOSCANAGOL dice che "tutti lo sanno, ma nessuno lo dice, ci si nasconde dietro un dito. Per allenare a certi livelli oggi serve… lo sponsor. Succede anche a livello di C o Lega Pro come si chiama oggi.”
Francesconi non ha peli sulla lingua. “Ho avuto diversi contatti in questo periodo, anche con società di presidenti amici. Ci siamo trovati per una chiacchierata, per capire se ci poteva essere la possibilità di lavorare per loro. Si arrivava alla fine e la domanda era sempre la stessa. “Ma qualcuno che ti dà una mano ce l’hai”. A quel punto io mi sono sempre tirato indietro.”
E’ una questione di principio. “Non fraintendetemi. Io non sono quello certo che sputa nel piatto dove mangio. Io capisco i presidenti di ora. Nel calcio e in giro non ci sono soldi. Hanno esigenze ben precise di far quadrare i conti. A loro non importa che l’allenatore sia bravo o sappia insegnare certe cose. Le risposte che ricevevo erano che tanto si salvavano ugualmente e che avevano il vantaggio economico. Non serve far nomi, sono tanti in Toscana quelli che fanno così.”
La crisi economica è sotto gli occhi di tutti. “Anch’io quando ho fatto il dirigente alla Lucchese in Eccellenza mi sono adoperato per cercare soldi dagli sponsor. E’ giusto che le società cerchino risorse. So che il sistema è fatto così.”
Ad allenare così sono sempre i soliti. “E’ così, forse perché hanno il nome. Chi è giovane e ha voglia di fare, ma non ha un nome come allenatore è tagliato fuori. E’ un cane che si morde la cosa. Avrei potuto allenare tranquillamente ancora se avessi avuto chi mi dava una mano… Ma io non voglio certo che mi si dica dietro che “Francesconi allena solo perché porta i soldi”.
Dopo tanti anni da calciatore, Francesconi due stagioni fa ha iniziato ad allenare: Juniores Nazionali della Lucchese (vittoria nel girone e poi eliminazione nella fase successiva), quindi nel 2013-2014 l’arrivo a Forcoli in serie D. “Ci sono stato solo quattro partite, era un’impresa impossibile.”
Così dopo alcuni mesi di contatti mai definiti, di panchine mai arrivate per quanto scritto prima, ecco la decisione di tornare al calcio giocato, “Amo il calcio, se non posso allenare, allora torno a giocare”. Ecco il Francesconi-pensiero. Quasi il grido di dolore di chi non vuole abbandonare questo mondo. “Ho vinto quattordici campionati, penso di avere tante cose da poter trasmettere a dei calciatori. Ho 44 anni, non posso certo pensare di fare la gavetta da allenatore. O entro dalla porta principale, oppure sto fuori. Intanto gioco questa stagione a Bagni di Lucca, poi vediamo che proposte avrò.”
Scritto da Gino Mazzei il 24/10/2014





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