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ITALIA IN CRISI, la "ricetta" di ZINI: "E' il momento di cambiare"

L'allenatore dell'UNDER 17 del Pontedera interviene sul dibattito aperto da TOSCANAGOL

E' l'attuale allenatore dell'Under 17 del Pontedera che partecipa al campionato nazionale della categoria. Daniele Zini è un personaggio molto conosciuto in Toscana a livello di settore giovanile. Per lui anche una lunga militanza nell'Empoli e anche al Pisa. Allenatore UEFA A, è stato anche responsabile del settore giovanile del Pontedera. E' di San Miniato Alto come l'attuale vice presidente della FIGC Renzo Ulivieri che di fatto è di San Miniato Basso.

Importante sapere il suo pensiero su quanto sta accadendo nel calcio italiano. La sua è una riflessione a 360°.

"In questo momento l'amarezza e la delusione per non esserci riusciti a qualificare per i campionati del mondo è tanta, l'anima e il sentimento del tifoso prende il sopravvento sulla ragione razionale che dovrei avere. Dobbiamo però iniziare a fare un attenta e profonda riflessione, andando a ricercare prima i problemi e non i colpevoli,che ci hanno portato a toccare il fondo, altrimenti si corre il rischio di eliminare i colpevoli e non risolvere i problemi.

Non penso che le Dimissioni del Presidente Federale Tavecchio siano, nell'immediato, una soluzione corretta, per me l'eliminazione da questo Mondiale parte da più lontano che dall'elezione di Tavecchio, ricordo ancora i Mondiali del 2010, dove pareggiammo da Campioni del Mondo con Paraguay e Nuova Zelanda e poi riuscimmo addirittura a perdere dalla Slovacchia, quelli del 2014 dove vincemmo con l'Inghilterra ma perdemmo con Uruguay e Costarica, i segnali erano già forti e chiari.

Sul tavolo ci sono delle riforme importanti che riguardano il futuro del calcio italiano e della nazionale, e non è il momento di avere vuoti di potere o commissariamenti. Io non ho, ne la competenza ne la conoscenza di chiedere le dimissioni del Presidente ne tanto meno di consigliarle, c'è un consiglio federale che è l'organo che decide sulla prosecuzione del mandato, credo sia giusto che il Presidente Federale si presenti al cosiglio con il Programma che intende fare per risollevare il Calcio Italiano e vedere se c'è o no la fiducia.

E' arrivato il momento di prendersi delle responsabilità, di invertire la rotta che lo faccia Tavecchio, che lo faccia Malagò, che lo faccia Albertini, che lo faccia Tommasi, che lo faccia Gravina, che lo faccia Ulivieri, basta che qualcuno inizi! Bisogna mettersi a un tavolo rotondo e iniziare a avere idee, a fare una programmazione seria sul futuro del nostro calcio. E' il momento delle idee, delle proposte, del lavoro condiviso, non serve ora abbandonare i tavoli come è stato fatto da Tommasi, altrimenti si cade in una fase di stallo e non se ne esce, dobbiamo trovare delle soluzione, delle idee, si deve avere il coraggio di cambiare, di dire cosa non funziona e perchè, e quali saranno rimedi, poi il Consiglio Federale ci dirà chi sarà la persona più indicata per farlo, Se questo o un altro presidente. Siamo ad un bivio importante della nostra storia calcistica.

La storia ci insegna due cose: ripetere gli stessi errori del passato come dal 1950 al 1962 (dove ci fu una non qualificazione 1958 e 3 uscite al primo turno) che io ritengo il momento più buio di sempre, oppure prendere spunto dai Mondiali del 1966 dove uscimmo sconfitti (sempre al primo turno) contro la COREA DEL NORD, da quella sconfitta risorgemmo prima diventando Campioni d'europa nel 1968 e poi vice Campioni del Mondo nel 1970 in Messico !!!!!

La SVEZIA deve essere la COREA del nuovo millennio, abbiamo tutto per poter risorgere, la miglior scuola allenatori del Mondo a Coverciano che tutti ci invidiano, i Tecnici più bravi e preparati del mondo. Quello che manca è la programmazione, sono i campio. Le strutture, bene i nuovi centri federali (copiazzati malamente dai tedeschi) ma da soli non basteranno, abbiamo ancora molte cose che non funzionano, dobbiamo cambiare totalmente il sistema, riformare i campionati e iniziare a pensare alle doppie squadre o squadre di serie C controllate dalle squadre di Serie A per far giocare i talenti. Dobbiamo eliminare le quote giovani nei dilettanti perchè sono la tomba dei ragazzi, dobbiamo rivalutare su come far giocare i ragazzi giovani, dobbiamo riformare anche dal basso.

Le società Professionistiche devono iniziare a mettere il professionismo nei settori giovanili con tecnici qualificati, sotto contratto, esclusivamente per il settore giovanile che sappiano far crescere talenti e accompagnarli nella loro crescita, dobbiamo tornare a fare Scouting serio e non fare le squadre per conoscenza, per sponsor o per procuratori, dobbiamo avvicinare le società dilettanti a quelle professionistiche, dobbiamo avere il coraggio di far esordire i ragazzi del proprio vivaio nelle prime squadre, dobbiamo fare controlli sulle societa che dicono di investire e poi non lo fanno, dobbiamo diffondere la cultura del rispetto, dobbiamo riportare le persone allo stadio, dobbiamo fare una rivoluzione programmatica e culturale."

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  Scritto da La Redazione il 16/11/2017
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