Promozione Girone A, altro passo verso la vittoria finale per il Signa
Un goal di Tomberli a metà ripresa regala il successo alla capolista sul campo della Lastrigiana

Lastrigiana - Signa 1914 0-1
LASTRIGIANA: Flauto, Guerrini Giacomo, Gabbrielli, Flora, Ciolini (84’ Burgnich), Innocenti, Guerrini Michele, Terzani, Maurello (73’ Caroti), Chiesi (73’ Ghelli), Montagni. A disposizione: Nerozzi, Paoli, Vezzosi, Rossi. Allenatore: Alessandro Calderone
SIGNA 1914: Cappelli, Ammannati, Balestri, Cirenga (66’ Landi), Gabrielli, Alderighi, Renieri, Strupeni (84’ Gori), Mansour (56’ Bartolozzi), Coppola, Tomberli. A disposizione: Gjoli, Pacini, Nesi, Diop. Allenatore: Roberto Castorina
ARBITRO: Emmanuele di Pisa, coadiuvato da Del Vigna e Ricci di Pistoia
RETE: 69’ Tomberli (S)
NOTE: espulso Ammannati (S) al 66’ per doppia ammonizione
Di fronte al pubblico delle grandissime occasioni, come da tanto tempo non si vedeva alla Guardiana, il Signa di Roberto Castorina si comporta da capolista di razza. Con grande lucidità e autorevolezza, i canarini hanno ragione di una Lastrigiana parsa sin troppo timorosa. Il buon gioco espresso dalla formazione ospite ha imbavagliato gli schemi di Calderone. La Lastra è stata spesso costretta a giocare nella propria trequarti riuscendo raramente a ripartire. Giocando palla a terra, il Signa ha potuto far valere le ottime doti tecniche dei propri giocatori esaltandone, di conseguenza, anche il collettivo. La Lastrigiana ha faticato specie quando si è trattato di allargare il gioco sulle fasce. Né Maurello, né Michele Guerrini sono stati in grado di creare problemi alla retroguardia canarina e così, un Paolino Montagni spesso isolato in avanti, ha toccato pochissimi palloni. Una clamorosa svista difensiva ha poi completato l’opera permettendo al guizzante Tomberli di firmare la rete che ha permesso ai “cugini d’oltrarno” di far propria l’intera posta in gioco e continuare così il loro volo solitario in vetta alla classifica del Girone A. Alessandro Calderone, che deve fare a meno dell’esperto centrocampista Davide Carfora, in fase di riscaldamento perde anche uno dei grandi ex di turno. Il difensore Gabriele Zanobetti, infatti, accusa un malore ed è così costretto a lasciare il proprio posto in squadra al giovane classe ’96 Andrea Gabbrielli. L’ex esterno canarino non ce la fa neppure a prendere posto in panchina lasciando anche la casacca numero quindici al centrocampista classe ’94 Giulio Rossi. Nonostante i problemi di formazione e gli imprevisti, però, calderone non rinuncia al suo ormai canonico 4-2-3-1 che prevede, oltre a Gabbrielli, l’utilizzo, nel reparto arretrato, dei due centrali Innocenti e Ciolini (altro grande ex signese) e di Giacomo Guerrini che prende posto sulla corsia esterna sinistra. A Flora è affidato il ruolo di mediano davanti alla linea difensiva mentre Terzani supporta, in fase d’impostazione, il trio formato dal centrale Chiesi e dai due esterni Giacomo Guerrini (a destra) e Maurello (a sinistra). Il compito di far paura a Cappelli è affidato, come da copione, a Paolino Montagni che si ritrova perciò nuovamente di fronte quelle maglie giallo blu che ne hanno segnata la carriera e i grandi successi personali. Fuori, dunque, elementi importanti quali Vezzosi, Caroti, Ghelli (l’autore dello splendido gol che in occasione del match d’andata giocato al Bisenzio, aveva portato momentaneamente in vantaggio la Lastrigiana) e Burgnich che inizialmente siedono in panchina. Castorina risponde con un equilibratissimo 4-4-2 che però, in fase di possesso palla, si trasforma, grazie ai frequenti sganciamenti offensivi proposti di Alderighi, in un più spregiudicato 3-5-2 che mette sovente in seria difficoltà il centrocampo biancorosso. Come ogni derby che si rispetti, anche questo match parte all’insegna della prudenza. Entrambe le squadre sanno bene che la posta in gioco è altissima ma oltre a ciò sono anche ben consapevoli del fatto che, in virtù della sana rivalità sportiva che regna da sempre fra i due paesi, sbagliare davanti ai propri tifosi ha una valenza ancor maggiore. Anche se le occasioni si contano sulle dita di una mano, sin dai primissimi minuti di gioco, s’intuisce assai bene quale sarà il filo conduttore lungo cui si dipanerà l’intera sfida. Da gran capolista quale si è sempre dimostrata, la squadra di Castorina prende subito il controllo del gioco a centrocampo guadagnando metri preziosi sul terreno di gioco. L’abile regia di Strupeni, l’esperienza di Cirenga, gli sganciamenti a supporto di Renieri da parte dell’esperto ex giocatore di Modena e Torino Jacopo Balestri, i piedi buoni di Coppola e i guizzi di Tomberli, fanno sì che il baricentro della formazione canarina si alzi notevolmente costringendo di conseguenza quello biancorosso ad arretrare. La difesa di casa, ottimamente guidata da Innocenti, risponde però da par suo bloccando spesso e volentieri le iniziative avversarie. Peccato che poi, in fase di ripartenza, i ragazzi di Calderone non riescano a dar sfogo e profondità al proprio gioco utilizzando gli esterni d’attacco. Michele Guerrini ma soprattutto un Maurello apparso sin dall’inizio in grande difficoltà, non riescono a superare l’attenta guardia montata su di loro dal giovane esterno ex Sporting Arno Ammannati a destra e dall’espertissimo Balestri a sinistra.
E’ proprio a causa di queste problematiche che Calderone, a metà primo tempo, prova a invertire i due poli spostando Michele Guerrini a sinistra e Maurello a destra. Nonostante quest’aggiustamento tattico, però, la luce non si accende. Cappelli continua a vivere un pomeriggio relativamente tranquillo ed è il Signa ad andare vicinissimo al vantaggio quando il cronometro ha da poco compiuto il suo dodicesimo giro. Coppola trova un buon varco sul settore di sinistra, vi s’infila senza incontrare troppa resistenza da parte dei difensori biancorossi, giunge quasi sul fondo e poi tocca a centro area dove, nel frattempo, si è inserito Renieri. Il numero sette canarino raccoglie il pallone, lo controlla e spara forte a rete dalla media distanza. Flauto è irrimediabilmente superato ma proprio nei pressi della linea di porta, è provvidenziale l’intervento del giovane Giacomo Guerrini che respinge salvando la Lastra da un gol sicuro. Il gioco prosegue così senza nuovi scossoni fino al 36’ quando è una bella iniziativa di Alderighi a seminare lo scompiglio nella trequarti campo biancorossa. Il numero sei signese, sganciatosi dalla retrovie, trova un corridoio centrale giungendo, senza che nessun avversario gli si faccia incontro per sbarrargli il passo, al limite dell’area. Alderighi prova la battuta a rete ma la sua conclusione è centrale e per Flauto non è difficile bloccare la sfera accartocciandosi a terra.
Neppure il copione della ripresa si discosta, almeno inizialmente, da quello recitato dai due collettivi nel primo tempo. Il gioco ragionato, compassato, quasi “portoghese” proposto dagli uomini di Castorina, permette al Signa di mantenere il pieno controllo della gara mentre la Lastrigiana, badando più che altro a difendersi, tiene il proprio baricentro piuttosto basso sperando in qualche ripartenza che però stenta a concretizzarsi. L’ingresso di Bartolozzi (match winner in occasione della sfida d’andata) al posto di Mansour, è pensato dal tecnico ospite al fine di dare nuova linfa vitale alla fase offensiva canarina. Calderone, invece, non cambia cercando di mantenere la posizione e, se possibile, portare a casa almeno un punticino che sarebbe preziosissimo per la classifica ma anche per il morale di giocatori, tifosi e dirigenti biancorossi. In ogni sceneggiatura scritta da un grande autore, però, l’imprevisto è sempre in agguato e anche questo derby è destinato a non fare eccezione. Al 66’, infatti, gli equilibri del match subiscono uno scossone che potrebbe risultare decisivo. Ammannati, ammonito in precedenza, rimedia il secondo cartellino giallo lasciando così i suoi in inferiorità numerica. Castorina non ci pensa troppo su inserendo subito Landi al posto di Cirenga nell’intento di ridare equilibrio alla propria formazione. Adesso la Lastrigiana potrebbe giovarsi del vantaggio derivante dalla superiorità numerica ma via via che i minuti passano, nessuno pare accorgersi che il Signa è in dieci. I canarini non solo tengono il campo con la consueta autorevolezza ma, al 69’, sfruttano una gravissima ingenuità difensiva biancorossa per passare in vantaggio. Sugli sviluppi di un lungo lancio in profondità, i difensori di casa e il portiere Flauto non si capiscono. Il più lesto ad approfittare della situazione è Tomberli che dopo aver recuperato il pallone ed essersi incuneato in area, sorprende Flauto fuori dai pali superandolo poi con un delizioso tocco. La palla gonfia la rete biancorossa e la gioia esplode incontenibile fra i numerosissimi tifosi signesi giunti a piedi in corteo dal vicino comune separato da quello di Lastra solamente da un ponte sull’Arno che qualche volta divide ma che molto spesso, invece, unisce. Lo svantaggio manda momentaneamente in corto circuito la formazione di Calderone che un minuto più tardi, rischia di subire anche la seconda rete. Coppola calcia bene una punizione dal limite e Flauto si salva in maniera un po’ fortunosa, aiutato anche dal palo sinistro della propria porta. Poco prima della mezz’ora, Calderone prova a cambiare inserendo Caroti al posto di uno spento Maurello e Ghelli al posto di Chiesi. Nonostante la Lastra abbia la possibilità di poter giocare l’ultimo quarto d’ora in superiorità numerica utilizzando forze fresche, la gara non cambia volto.
Alla fine il Signa festeggia una vittoria sostanzialmente meritata. Alla Lastrigiana resta il rimpianto di non averci provato. Se alla fine, sul nostro taccuino, non si sono registrati tiri verso la porta difesa da Cappelli, un motivo dovrà pur esserci.
Fonte: www.lastrigiana.it
Scritto da La Redazione il 16/02/2015
















