Promozione Girone A, la Lastrigiana passa nella ripresa (2-0)
Una doppietta di Montagni stende il Fucecchio

Lastrigiana – Fucecchio 2-0
LASTRIGIANA: Flauto, Guerrini Giacomo (56’ Zanobetti), Burgnich, Flora, Paoli, Innocenti, Guerrini Michele, Chiesi, Maurello, Terzani, Montagni. A disposizione: Nerozzi, Ciolini, Gabbrielli, Rossi, Ghelli, Maio. Allenatore: Alessandro Calderone
FUCECCHIO: Remedi, Cenci (84’ Palma), Orsini (60’ Sorini), Baldaccini, Sarmiento (78’ Callari), Mucci, Quiriconi, Mazzanti, Ceciarini, Michelotti, Palazzolo. A disposizione: Iuliucci, Petri, Sassi, Cambi. Allenatore: Massimiliano Pisciotta
ARBITRO: Conti di Firenze, coadiuvato da Napolano e Angelini di Empoli
RETI: 50’ e 87’ Montagni (L)
ESPULSI: Michelotti (F) al 32’ e Flora (L) al 79’ per doppia ammonizione
Uscendo ancora una volta dal sintetico della Guardiana senza punti nel carniere, ne siamo certi, ai dirigenti del Fucecchio sarà venuta l’idea di affidarsi, in vista del prossimo impegno con la Lastrigiana, a uno di quegli stregoni specializzati nel togliere fatture e malocchi. C’è poco da fare. Quando di fronte ai giocatori bianconeri si presentano quelli biancorossi, la sconfitta sembra inevitabile. Lo scorso anno, la Lastrigiana era stata capace di portar via sei punti alla super corazzata bianconera che poi avrebbe vinto il proprio girone di Prima categoria senza soverchie difficoltà. Nel frattempo, è cambiata la categoria, sono cambiati i giocatori e la formazione fucecchiese ha persino cambiato l’allenatore. L’unica cosa che è rimasta uguale, è il risultato. Ancora una volta, la Lastra è uscita vincente da entrambi i confronti e questa volta, un Fucecchio che poi tanto corazzata non lo è più, resta pericolosamente invischiato nella lotta per evitare i play out. Dopo il pari ottenuto sul sempre insidioso campo delle Piagge, questi tre punti rappresentano una bella boccata d’ossigeno per i ragazzi di Calderone che allungano in classifica nei confronti di rivali di giornata, assestandosi in una ben più tranquilla posizione di centro classifica.
Il match è stato sostanzialmente equilibrato e come sempre accade in queste occasioni, la differenza l’hanno fatta i cosiddetti “pezzi da novanta”. Un grande Montagni, grazie a due autentiche magie estratte come coniglietti dal proprio cappello a cilindro, trascina la Lastrigiana alla vittoria. Sul fronte opposto, invece, un irriconoscibile Palazzolo fallisce in maniera clamorosa il rigore che poteva portare i bianconeri in vantaggio e forse, dare una diversa svolta a una gara che si è poi decisa nei secondi quarantacinque minuti di gioco. Le due formazioni affrontano la sfida a viso aperto con il chiaro intento di portar via l’intera posta in palio che tanto ossigeno darebbe alla classifica di entrambe. A trarne giovamento, è il gioco; forse non spettacolare ma veloce e divertente. Calderone ripropone il 4-2-3-1 con Paolino Montagni unica punta supportato da Michele Guerrini esterno di centrocampo a destra, Maurello sulla corsia opposta e Terzani a fungere sia da cervello in fase d’impostazione, sia da raccordo fra difesa e centrocampo. Il roccioso Capitan Flora e il giovane Diego Chiesi completano la linea mediana, mentre il quartetto difensivo è composto dai centrali Innocenti e Paoli e dagli esterni Giacomo Guerrini (a destra) e Lorenzo Burgnich (a sinistra) con quest’ultimo cui è affidato, vista la velocità e il dinamismo che ne contraddistinguono il gioco, il compito di alternarsi proprio con Maurello in fase di spinta. Molto offensivo è però, anche l’atteggiamento di mister Pisciotta che si schiera con un ardito ma potenzialmente efficacissimo 4-3-3 le cui tre punte di diamante sono Quiriconi (a sinistra), Ceciarini (al centro) e l’ex attaccante del Vallicisa Palazzolo (a destra). Le chiavi della cabina di regia sono affidate a Mazzanti, mentre, nel sempre impegnativo ruolo di “guastatori” troviamo l’accoppiata formata da Michelotti e Baldaccini (con quest’ultimo che opera prevalentemente davanti alla linea difensiva bianconera). Il quartetto che protegge i pali difesi da Remedi, è, infine, composto da Cenci, Orsini, Sarmiento e Mucci.
Nei primi venti minuti di gioco, i due collettivi badano, più che altro, a studiare le mosse dell’avversario senza peraltro lasciare il segno sul taccuino del cronista. In pratica, sembra di assistere a un incontro di scacchi fra Carpov e Kasparov; due campionissimi dell’ex Unione Sovietica che sarebbero stati capaci di rimanere per giorni fermi sulla solita mossa. L’incontro si accende in maniera improvvisa al 25’ quando le due compagini decidono di autoflagellarsi gettando alle ortiche due incredibili opportunità che avrebbero potuto disassare i due piatti della bilancia. E’ la Lastrigiana a provarci sul settore di sinistra con Burgnich che va via in velocità a Orsini che non può far altro che stenderlo guadagnando il cartellino giallo. Sul punto di battuta della punizione si presenta lo specialista Chiesi che pennella con il contagiri un insidioso pallone che ricade proprio al centro dell’area bianconera. Il centrale difensivo Niccolò Paoli, salito dalle retrovie nell’intento di sfruttare le proprie qualità aeree, si ritrova sui piedi un pallone che chiede solo di essere sospinto in rete. Basterebbe….che so; un leggero tocco con una coscia o un ginocchio, poiché il numero cinque biancorosso si trova a due passi dalla linea di porta. Paoli opta, invece, per la soluzione più difficile; colpire di collo pieno. Il pallone si alza e terminando sopra la traversa, fa gridare dalla rabbia i tifosi assiepati in tribuna. L’azione riparte e sul fronte opposto, è Quiriconi a sgusciar via sul settore di sinistra. Il numero sette ospite entra deciso in area e il giovane Giacomo Guerrini, commettendo nell’occasione un grave peccato d’inesperienza, invece di temporeggiare e sbarrargli la strada, lo affronta irregolarmente mettendolo a terra. Conti assegna al Fucecchio un rigore ineccepibile che Palazzolo s’incarica di trasformare. L’esperto attaccante ex Vallicisa Succisa si porta sul dischetto ma anche lui, al pari di Paoli, getta al vento in maniera clamorosa la più limpida delle occasioni facendo arrabbiare non poco i sostenitori bianconeri che lo apostrofano con epiteti non ripetibili in sede di commento. Come se tutto ciò non bastasse, al 32’, i ragazzi di Pisciotta decidono pure di penalizzarsi da soli. Un Michelotti sin qui impalpabile, decide di lasciare a suo modo il proprio nome in cronaca commettendo un ingenuo fallo su un avversario e rimediando, lui che già era ammonito, il secondo cartellino giallo. Il Fucecchio si trova adesso di fronte alla prospettiva di giocare per più di un’ora in dieci. Un cammino tutto in salita che però, gli ospiti, approcciano come meglio non potrebbero giacché nei minuti successivi, i bianconeri dimostrano di saper giocare meglio in dieci che in undici. La Lastrigiana non riesce, infatti, ad imporre il proprio ritmo alla gara e sono ancora i bianconeri a farsi vedere pericolosamente dalle parti di Flauto pochi secondi prima che Conti fischi la fine del primo tempo. Bella l’idea di Ceciarini che da destra, taglia un bel suggerimento in verticale che premia il puntuale scatto in profondità di Quiriconi il quale, dopo aver raccolto la sfera in piena area, incrocia di poco fuori alla destra di Flauto un insidioso rasoterra diagonale.
Le primissime battute della ripresa ripropongono, più o meno, lo stesso canovaccio che viene, però, improvvisamente stravolto, al 50’, dalla prima grandissima magia di Paolino Montagni. Corner da sinistra molto ben tagliato verso il primo palo da Burgnich, intervento sottomisura del super bomber biancorosso e micidiale deviazione volante di tacco che non lascia scampo a Remedi. Un autentico pezzo di bravura in stile Roberto Mancini, quello realizzato dal numero undici biancorosso, che manda letteralmente in visibilio i sostenitori di casa. La gara prosegue e al 56’ Calderone decide di modificare il proprio assetto difensivo togliendo dal campo il giovane Giacomo Guerrini che è rimpiazzato dall’ex signese Gabriele Zanobetti che prende posto sul settore di sinistra invertendo dunque la posizione con Burgnich che passa a destra. La strada, per i ragazzi id Pisciotta, si fa ora ancor più in salita ma il tecnico bianconero decide di giocarsi il tutto per tutto inserendo Sorini (un attaccante) al posto del difensore Cenci. La mossa sembrerebbe dare i primi frutti al 60’ quando il Fucecchio conquista un interessante calcio piazzato dal limite. S’incarica della battuta Palazzolo e la sua conclusione mette in seria difficoltà Flauto che è costretto a gettarsi in tuffo sulla propria sinistra per deviare in angolo un insidiosissimo pallone che era rimbalzato davanti alle mani protese dell’estremo difensore lastrigiano. Resterà questa una delle pochissime insidie portate dal Fucecchio alla porta lastrigiana. I minuti scorrono inesorabili e il nuovo assetto difensivo disegnato da Calderone regge l’urto senza subire grandi scossoni. Al 79’, però, anche i biancorossi decidono di complicarsi la vita. Capitan Flora sguscia in area di rigore, un difensore lo contrasta e il numero quattro si lascia cadere a terra. L’episodio fa gridare al rigore non ingannando, però, l’occhio attento del Signor Conti che sventola sotto il naso dell’ex giocatore di Vicchio e Montale il secondo cartellino giallo. Anche Flora, dunque, raggiunge anzitempo gli spogliatoi e il gioco prosegue con le due squadre che, negli ultimi dieci minuti di gioco, tornano in parità numerica. Il Fucecchio, però, non riesce ad approfittare della situazione lasciando che sia la Lastrigiana ad impostare il proprio gioco. All’87’ c’è un lungo rilancio dalla trequarti sul quale un difensore bianconero interviene respingendo corto. Un’occasione troppo ghiotta per l’accorrente Paolino Montagni che piomba come un falco sulla sfera giungendo in piena corsa e senza pensarci due volte, si coordina per la conclusione al volo lasciando poi partire un autentico missile “terra – aria” che si insacca sotto la traversa senza lasciar scampo a Remedi. E’, questa, la seconda magia dell’ex attaccante del Signa. Un fuoco d’artificio di quelli che ti fanno lustrare gli occhi e ti lasciano a bocca aperta. Un colpo da K. O. in conseguenza del quale il Fucecchio non è in grado di rialzarsi. Negli ultimi minuti di gioco, Flauto fa buona guardia chiudendo con bravura in un paio di occasioni lo specchio della propria porta e a un Fucecchio sempre più in bilico sull’orlo del baratro della zona play out, non resta altro che chiamare un bravo esorcista. La “maledizione biancorossa” ha colpito ancora!
Fonte: www.lastrigiana.it
Scritto da La Redazione il 02/02/2015
















