"Sono Cesare Arzelà e vi racconto la mia storia"
Intervista al superbomber dell'Eccellenza: dal professionismo ad una carriera a suon di gol nei dilettanti

Che storia quella di Cesare Arzelà, 37 anni a Giugno, il superbomber in questa stagione nel girone A dell’Eccellenza: 22 gol in campionato, 1 in Coppa Toscana, un media pazzesca visto che sono venti le giornate e lui ne ha saltate due.
Con i suoi gol sta rilanciando la squadra del presidente Mussi, quattro vittorie consecutive, i play-offs da conquistare, il primo posto lontano ora solo sette punti…
E’ l’uomo del momento Arzelà, un attaccante diventato prima punta “in vecchiaia”, uno di cui vale la pena raccontare i trascorsi per un carriera calcistica che poteva essere ben diversa da quella che poi ha avuto.
Ligure di frontiera, Sarzana, i primi passi calcistici nel settore giovanile del Brugnato, una società della zona, poi il Don Bosco Spezia, quindi la Berretti della Carrarese, poi quella dello Spezia. Qua l’esordio in C1 a Modena, stagione 1996-1997. “Vincemmo 0-1, segnò Ciccio Grabbi, l’allenatore era Antonio Sassarini, quella era una “vera” C, non quella di ora dove giocano tutti i ragazzini.”
Lo Spezia però retrocesse in C2, Filippi in panchina, Cesare colleziona 15 presenze tra campionato e coppa Italia dove segna pure due gol, uno al Viareggio. Quindi la stagione successiva, va in prestito alla Massese in Interregionale, 22 presenze e 6 gol. “Facevo l'esterno, ero da moda il 4-4-2, giocavo come quarto di centrocampo, qualche volta come seconda punta.”
Arzelà era così un promettente calciatore che poteva giocarsi le sue carte almeno a livello di C. “A quei tempi era un po’ il sogno di tutti, altro che la serie A. Arrivare a fare la C era un’aspirazione importante. Ed erano campionati completamente diversi da quelli di ora, c’erano giocatori “veri”.”
Ma questo “ambiente” non gli piacque. “Mi resi conto di come funzionavano le cose: giochetti di procuratori, promesse di allenatori, stipendi promessi e non pagati. Mi cercavano per andare di qua o di là con mille discorsi. Io ero arrivato a giocare in C, mi sentivo realizzato. Avevo 20 anni, ma il calcio non era più una priorità. Oggi posso dire di aver fatto una cazzata o di aver perso tante occasioni, ma la testa era questa. Sentivo che quello non era il mio mondo.”
Decise che il calcio poteva essere solo divertimento, iniziò a lavorare come rappresentante nel settore infissi, serramenti ecc, quello che poi diventerà il suo mondo. Provò per una ventina di giorni per il Ponsacco in Eccellenza, ma era troppo lontano. Troppi sacrifici. “Avevo 20 anni, oggi potrei dire di aver perso tante occasioni, ma la testa mi diceva questo. E’ stata una stupidaggine, una scelta di vita.”
Per Arzelà inizia così una seconda carriera, sui campi del calcio dilettantistico, nello spezzino, nel genovese, solo dove poteva allenarsi di sera, un mix con il lavoro diventato per lui priorità. “Ho giocato a Brugnato, a Rapallo, ad Ortonovo e dove sono sempre andato ho fatto tanti gol. A Fezzano (La Spezia) in tre anni ho segnato quasi 60 gol. Sono venuto in Toscana nel Pietrasanta che faceva la Prima categoria, ho realizzato 50 gol in due stagioni. Ho giocato in Eccellenza a Sarzana, ho rifiutato Foce Vara in serie D perché richiedeva troppo impegno.”
Quindi le tre stagioni al San Marco Avenza in Promozione, la vittoria del campionato e la rottura della tibia. “Era diventata casa mia. Per due anni sono stato capocannoniere, poi in Eccellenza 9 gol in campionato e uno in Coppa, ma prima di Natale il grave infortunio e lo stop per tanti mesi. “
E arriviamo a giorni nostri. Estate 2013, la chiamata del Real Forte Querceta, salvato ai playout in Promozione, con tanti progetti di risalita. “Per me era una scelta ideale. Con il lavoro ora riesco a ritagliarmi degli spazi nel pomeriggio, anzi, oggi questa è la soluzione migliore per me. Poi a 30 chilometri da casa e un progetto in cui credere, dirigenza seria e poi Spagnoli in panchina che conoscevo bene avendolo avuto ad Avenza.”
Lo volevano in tanti, Ghivizzano, Larcianese, Valiensi diesse del Castelnuovo che da anni gli dà la “caccia”. “All’inizio è stata durissima. Venivo dall’infortunio alla tibia, ho fatto una fatica incredibile per ritrovare la condizione. Nel girone di andata ho segnato solo 4 gol, le classiche situazioni in cui la palla non ti va mai dentro. E’ chiaro che avevamo problemi generali anche come squadra. Tutt’altra musica nel ritorno dove iniziammo a volare e io segnavo sempre. Alla fine 18 gol, secondo posto e promozione agli spareggi. E pensare che Dicembre mi era venuta quasi la voglia di smettere: la società e l’allenatore però mi sono sempre stati vicino. Ricordo pure che, nonostante il mio rendimento non all’altezza, mi cercarono ugualmente tante squadre e io non capivo il perché.”
Un passaggio importante in questi anni, da non dimenticare, è stata la “trasformazione” di Arzelà che da ottima seconda punta, è diventato uno spietato “killer” d’area di rigore. “E’ vero, è successo nelle ultime quattro-cinque stagioni, merito di allenatori come Spagnoli e Perego. Onestamente come gioco ora mi piace di più. In ogni caso penso di avere un record: nelle ultime quattordici-quindici stagioni sono sempre andato in doppia cifra alla fine.”
Ed ecco al presente, a questa stagione in Eccellenza nata sotto grandi attese in casa Real Forte Querceta con un “mercato” estivo scoppiettante e l’arrivo di big come Redomi, Mazzone, Tosi e poi anche Ighli Vannucchi. “Voglio essere sincero e dire che ero preoccupato in vesti di capitano della squadra che ci potessero essere problemi con l’arrivo di tanti elementi di così forte personalità. Devo invece dire che a livello di spogliatoio non c’è mai stato niente: ho sentito tante volte vociferare di discorsi del genere, di Tosi che non legava con noi. Non è niente vero. I problemi sono stati invece altri e di livello puramente tattico. Non era facile mettere insieme tutti questi giocatori. Ighli era reduce da sei mesi di inattività, Federico ha sofferto tantissimo la preparazione.”
E a proposito della coabitazione Tosi-Arzelà se ne sono sentite tante. “Siamo due prime punte, serviva che qualcuno si sacrificasse o di giocare in tutt’altra maniera. All’inizio ho fatto io la seconda punta, poi l’ha fatta Federico. Fatto sta che io sono riuscito a segnare subito, ma l’equilibrio di squadra non l’abbiamo trovato. Con Federico c’è stato e c’è tuttora un rapporto magnifico. Lui è assolutamente il miglior giocatore della categoria. Il problema è farci giocare tutti insieme, come pure con Vannucchi in avanti. Non riusciva la squadra a supportarci.”
Non ci è riuscito mister Del Nero nelle poche partite in panchina, ci sta riuscendo invece ora mister Cerasa che è tornato sulla panchina del Real Forte Querceta. “Lui ha ritrovato una squadra diversa. Già nell’ultima gara prima che fosse esonerato aveva provato Vannucchi come centrocampista centrale e questa è stata una mossa vincenti. Poi sono arrivati due attaccanti come Piacentini e Galligani che danno anche copertura. In difesa ci sono due esterni che sono un lusso come Mazzone e Bugliani. Ora abbiamo un altro equilibrio, c’è forse meno qualità, ma sicuramente più “gamba”. “
E Cesare Arzelà continua a segnare a raffica… “Il merito è dei miei compagni. Ripeto, è un gruppo importante con giocatori di spicco. Domenica Bugliani mi ha messo un paio di cross in mezzo bellissimo, da uno è nato il gol. Dall’inizio dell’anno Vannucchi mi ha fatto almeno quattro-cinque assist decisivi. E’ facile per me poi fare gol.”
Ora nessun traguardo sembra vietato per il Real Forte Querceta. “Ci godiamo questo momento ripensando ai tanti momenti difficili superati tutti uniti, sia nella scorsa stagione che in questa. Continuiamo ad avere stima e rispetto per tutti, però è chiaro che ora siamo un avversario ostico per tutti. Il nostro obiettivo resta quello di entrare nei play-offs, non possiamo certo nasconderci. Poi, se davanti rallentano, dobbiamo essere bravi ad essere lì, il campionato è lungo, ci sono tanti scontri diretti e tutto può succedere.”
Scritto da Gino Mazzei il 28/01/2015





.jpg&width=135)


.jpg&width=130)
 (2).jpg&width=135)
.jpg&width=135)




