Terza Lucca, Tessieri e il campionato altalenante della Pieve S. Paolo
Dal successo contro l'Esperia Viareggio ai k.o. con le piccole
Rendimento altalenante, fatto di cocenti sconfitte contro formazioni “alla portata”, interrotte da esaltanti vittorie: il rendimento della Pieve San Paolo 2014 – 2015 è una variabile impazzita, lontana dalla squadra che nella passata stagione stupì tutti gli addetti ai lavori nel girone pisano di terza categoria e che arrivò alla finale playoffs di S. Giuliano Terme.
Protagonista di ambedue i campionati è Piergiorgio Tessieri, tecnico della giovane squadra e miglior interlocutore per raccontare i motivi per cui questa stagione, ancora viva per l’obiettivo della Coppa Provinciale, è caratterizzata da vittorie esaltanti come contro l’Esperia Viareggio ma anche da sconfitte contro le “piccole”.
“Il motivo di tale classifica – esordisce Tessieri – si spiega con le tante defezioni avute durante l’estate, che hanno decimato la squadra della passata stagione”.
Senza Casentini, Pagnini, Galli, Quilici, i dirigenti hanno ricostruito la squadra quando i giochi erano già fatti. Il primo agosto i dirigenti hanno iniziato la ricerca, ma nel frattempo ci sono state le volontà di lasciarci anche di Martini e Gianneschi, ovvero altri due ragazzi che sarebbero stati per noi molto utili.
Gli uomini a disposizione di mister Tessieri, ad inizio della stagione erano tredici: “Sufficienti per iniziare con il piede giusto la Coppa, tanto che siamo ancora in corsa e giocheremo la semifinale contro il Filecchio. E’ pur vero che questo numero è insufficiente per affrontare una intera stagione, tanto che abbiamo continuato a prendere molti giocatori dalla formazione juniores”.
Ed infatti, ecco puntuali i vari acciacchi e le defezioni: “Di Vito è un elemento di valore per la difesa, ma si è rotto una costola, Macchia ha giocato poche partite, Piegaja ha saltato tre partite a causa di una forte influenza mentre Simone Polpetta, arrivato dall’Aquila S. Anna, è stato fermo per uno stiramento”.
Viste queste defezioni, il ricorso alla formazione juniores è stato quindi massiccio? “Dico solo che a volte abbiamo prelevato otto giocatori dalla juniores e giocato con cinque 1997 contemporaneamente in campo”.
Nei fasti della passata stagione, vedevamo la squadra messa in campo con il 4-3-3. Lo schema è stato confermato anche per quest’anno? “Russo, Piegaia e Polpetta sono solitamente i centrocampisti su cui ho fatto affidamento a condizioni normali. Il centrocampo è fondamentale, a volte abbiamo pagato dazio adattando giocatori con altre caratteristiche”.
In attacco è rimasto Ghilarducci, corteggiato da tantissime squadre di categorie superiori e goleador della squadra che raggiunse l’anno scorso i playoffs? “E’ un elemento importante per noi. Ghilarducci ha pagato dazio per il calo di qualità evidente che c’è stato, poi si è ripreso".
Dati alla mano, non è il giocatore che segna di più in squadra, cosa che fa quasi tutti gli anni. Cambia il modo di giocare? “Segna di più Jacopo Tessieri, che parte dalle corsie esterne per calciare in porta. L’importanza tattica e umana di Ghilarducci in questa squadra resta comunque importante. Lui, insieme al quartetto difensivo Di Vito, Macchia, Panattoni e Pracchia rappresento punti di forza di valore per la Pieve San Paolo”.
NELLA FOTO PIERGIORGIO TESSIERI, TECNICO DELLA PIEVE SAN PAOLO
Scritto da Michele Citarella il 20/01/2015






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