Venturelli si confessa: "Dimissioni meditate, il mercato è lontano"
TOSCANAGOL intervista il tecnico il giorno dopo la sua sofferta decisione
Emanuele Venturelli il giorno dopo. A circa 24 ore dall’annuncio ufficiale delle dimissioni da tecnico del PdC Pescaglia, il capitano e bandiera della rinascita della Lucchese analizza la sua scelta di non proseguire ad allenare la squadra, fino ad ora autrice di un campionato ben al di sotto delle aspettative di inizio stagione.
La nuova realtà societaria, nata dalla fusione della dirigenza tra il “vecchio” Piano di Coreglia” con la dirigenza del Pescaglia, ha raccolto cinque punti in questo primo scorcio di campionato, mostrando evidenti impacci. “Limiti – analizza Venturelli – che dopo un avvio così negativo è soprattutto di tipo psicologico, perché subentra la paura di perdere, il senso di impotenza quando vedi che l’impegno durante gli allenamenti non produce frutti e quando fatichi a recuperare lo svantaggio”.
La professionalità e la bravura di Emanuele Venturelli è fuori discussione: tra gli allenatori in categoria, è quello che vanta il miglior curriculum di calciatore ed ha mostrato di aver appreso molto dal punto di vista della conduzione di allenamenti durante i suoi anni di professionismo. Venturelli ringrazia per i complimenti ma è realista. “Al di là del curriculum e del valore tecnico dei singoli, ci sono altri aspetti, tra cui quello mentale e la dose di fortuna, che a noi è mancata ed è stata una delle cause degli scarsi risultati”.
Tra le critiche che vengono fatte dagli addetti ai lavori, c’è quella dell’assenza di una punta centrale classica. Bianucci è out ed indisponibile. Si poteva fare di più? “La squadra ha assolutamente bisogno di un attaccante con le caratteristiche di punta centrale. Serve come il pane un giocatore del genere. Non che gli altri attaccanti siano scarsi, ma per esprimersi al meglio è importante che abbiano al loro fianco una prima punta che faccia salire la squadra e giochi spalle alla porta”.
Se il mercato fosse stato vicino? “Se apriva la prossima settimana, sarei rimasto proponendo alla società un ricambio di calciatori necessario in alcuni ruoli. Purtroppo mancano ancora quattro partite prima dell’apertura del calciomercato: la scossa ci vuole adesso, prima che sia troppo tardi e la stagione sia compromessa”.
Lo scorso anno ha vinto con pieno merito il campionato di Seconda categoria con il Piano di Coreglia. E’ stato un campionato difficile e combattuto, dove la sua squadra l’ha spuntata. Possibile che di quella squadra vincitrice del torneo appena pochi mesi prima sia rimasto soltanto un calciatore? Perché non confermare altri big? “Il salto dalla Seconda alla Prima categoria è importante. Oltre alle esigenze di giovani under, c’è il ritmo maggiore. Fatta questa premessa, da annotare che i confermati del Piano di Coreglia 2013- 2014 erano dieci. Per motivi di lavoro e per motivi personali, è rimasto soltanto Stefano Santini. Oltre alle scelte societarie, ci sono anche quelle dei singoli calciatori”.
Confessiamo che avere nel nostro calcio dilettantistico l’ex capitano della Lucchese ed un ex professionista era giornalisticamente parlando carina. Come pure il fatto che era un tecnico autoctono, essendo di Piano di Coreglia. Come si è lasciato con la società? "Sono rimasto in ottimi rapporti con Alfredo Turicchi e con tutto l’ambiente di Piano di Coreglia. Nessun problema nemmeno con “la parte di Pescaglia”, in particolare con il DG Luciano Pascolini e il DS Luigi Passèra”.
Cosa farà in queste domeniche Emanuele Venturelli? “Staccherò la mia testa dal calcio per alcune settimane. Poi non mancherò sui campi per vedere partite e tenermi aggiornato. Con l’augurio che il Pescaglia Piano di Coreglia possa raggiungere la salvezza”.
Scritto da Michele Citarella il 07/11/2014










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