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Edizione provinciale di Lucca


"Era un nostro DIRITTO richiedere il PAGAMENTO del PARAMETRO"

Il Luccasette replica al padre del ragazzo che non è andato a giocare nei professionisti a causa del mancato accordo

Tiene banco la "vicenda-Romiti" e la storia raccontata dal padre (LEGGI QUA) di un ragazzo che ha scelto di non giocare nei professionisti dopo una trattativa per il pagamento del suo parametro da parte di una società professionistica. Chiede il diritto di replica l'Ac Luccasette, società tirata in ballo da Romiti. E' il presidente Barsali a a scriverci.

Buongiorno, 

Con la presente la società AC LUCCASETTE replica al sig. Massimo Romiti quanto segue, ciò a rettifica di quanto da lui scritto e per fare chiarezza su questo argomento che ogni anno riguarda tutte le società. Rivediamo quanto accaduto:

Il figlio del Sig. Massimo Romiti è stato tesserato per due anni della nostra società sportiva. Al termine dell'ultima stagione sportiva il Sig. Massimo Romiti ,esercitando un suo libero diritto di scelta, ha preferito insieme a numerosi altri tesserati della categoria 2005 e all'allenatore dell'epoca passare presso un'altra società sportiva.

La nostra società non ha chiamato nessuno e non ha divulgato alcun articolo in quanto quello che è accaduto è perfettamente normale, la stagione sportiva termina al 30 di giugno di ogni anno e dopo, se il tesseramento è annuale, uno è libero di fare e di andare dove vuole. Ciò è sancito dalle carte federali FIGC.

Ed arriviamo ai tempi attuali, oggi la società sportiva Lucchese decide di tesserare il figlio del Sig. Massimo Romiti.
Per poter perfezionare il tesseramento è necessario, secondo le carte federali FIGC che regolano il nostro sport, il pagamento di un corrispettivo da parte della società professionistica Lucchese alla società dilettantistica (all'epoca del tesseramento del figlio del Sig. Massimo Romiti) Luccasette.

La società Lucchese (per il tramite del Sig. Vito Graziani) avvia una trattativa con la società Luccasette presso la sede della società Luccasette. Nel corso dei due incontri avvenuti si delinea un accordo di massima consistente nella rinuncia da parte della società Luccasette alla metà dell'importo economico del cosiddetto "premio di preparazione" in cambio dell'utilizzo dello stadio per una giornata per effettuare una nostra manifestazione sportiva.

Ad oggi la società Lucchese non ha dato risposta. E fino al giorno che questa risposta non sarà data, e ovviamente in termini positivi, la società Luccasette esercitando un suo elementare diritto garantito dalle carte federali non ha la minima intenzione di rilasciare alcun nullaosta a chicchessia. Appare chiaro come anche in questo caso la nostra società non faccia altro che esercitare un suo libero diritto di scelta.

Conclusioni: Capisco perfettamente l'amarezza di un genitore che vede impedito l'accesso al professionismo al proprio figlio. Capisco molto meno la scelta del destinatario delle proprie lamentazioni. Infatti il tesseramento per la società Lucchese ha un costo sancito dall'organismo federale FIGC. Questo costo non é a carico dei genitori ma a carico delle società che operano il tesseramento (la Lucchese). Questo costo, nel caso che ci riguarda, la società professionistica o non intende pagarlo in prima richiesta oppure intende pagarlo come vuole lei in ipotesi. Quindi per qualsiasi genitore, compreso il sig. Massimo Romiti, la colpa dovrebbe essere della società Luccasette che, dimostrando la sua buona volontà rinunciando al cinquanta per cento dell'importo dovuto, non si vuole piegare alle richieste unilaterali della società professionistica.

Continuando il filo del ragionamento devo quindi pensare che per quanto si evince dalle parole del Sig. Massimo Romiti e cioè che l'onere economico dell'ingresso del proprio figlio nella società professionistica Lucchese, che l'importante opportunità che viene negata, che i meravigliosi scenari e palcoscenici professionistici che si intravedono dinanzi al cammino sportivo del proprio figlio, devono essere sempre e comunque a carico economico delle spalle della società Luccasette (che invece sarebbe quella che dovrebbe beneficiare di un giusto ritorno economico).

Quindi in conclusione, secondo il sig. Massimo Romiti, tocca al Luccasette l'onere finanziario del sogno professionistico di ogni ragazzo, compreso il suo, e non alla società che lo tessera (Lucchese nel nostro caso). Ma stiamo scherzando? Quando si chiamano ragazzi per tesserarli le società che devono provvedere al pagamento del premio di preparazione dovrebbero parlare immediatamente con le altre altre società aventi diritto e cercare un rapporto di collaborazione e non fare intervenire i genitori con richieste assurde e destituite inoltre da ogni fondamento normativo. Invece cosa si fa? si chiamano i ragazzi , si fanno allenare, si illudono e poi che si fa? si dice a ragazzi e genitori: la colpa è del Luccasette che non vuole fare la liberatoria, sono cattivi. Fai una trattativa seria con il Luccasette e vedrai che la liberatoria te la darà. Continua a comportarti come sempre è stato fatto, cioè mettimi davanti al fatto compiuto e il Luccasette eserciterà i suoi diritti alla lettera.

Penso che prima di scrivere bisognerebbe pensare a quello che si scrive ed essere informati sui fatti. I regolamenti federali possono essere sbagliati ma fino che non vengono cambiati hanno valore di legge.                                                                                                                                               

                                                                                                     AC LUCCASETTE
                                                                                             ll Presidente pro-tempore
                                                                                                Dr. Germano Barsali

 

Fermo restando il diritto legittimo di una società dilettantistica di aver riconosciuto il proprio lavoro formativo con il pagamento di un premio preparazione (nella misura e nella maniera poi da stabilirsi anche mediante una contrattazione...), alla luce di quanto ci scrive Barsali, va capita principalmente una cosa altrimenti in questa vicenda non si arriva a niente: aveva o meno il diritto il Luccasette di chiedere il pagamento del parametro? Romiti dice che l'ufficio premio preparazioni della FIGC di Roma a precisa risposta abbia spiegato che lo status attuale del Luccasette sia quello di una "società pura". Barsali in questo intervento non fa alcun accenno a questo. Il caso è controverso, perchè il Luccasette fino alle stagione 2019-2020 era invece una società dilettantistica, avendo una Prima squadra in Seconda categoria e una nel campionato Juniores. Nella stagione 2020-2021 invece la società ha rinunciato alla Seconda categoria (LEGGI QUA) e, a quanto risulta alla FIGC è diventata di "puro settore" perdendo ogni diritto sui premi preparazione. Il Luccasette ha una squadra iscritta al campionato Juniores? Chiariamo questo aspetto fondamentale e poi da lì si potrà disquisire sui comportamenti avuti in questa vicenda dal Luccasette e dalla Lucchese, perchè anche il club rossonero è stato chiamato in causa e dovrà spiegare la sua posizione.

Gino Mazzei

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  Scritto da La Redazione il 24/09/2020
 

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