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FRANCESCHINI e l'ambizioso progetto del MONTECARLO

"Vogliamo fare calcio giovanile senza dare pressioni al ragazzo e crescere degli uomini"

Trent’anni. Quasi una vita. Quasi una vita spesa per lo sport, quella di Massimo Franceschini, prima calciatore, poi nel delicato ruolo dell’allenatore, tanto mistificato quanto anche demonizzato ed arrivato poi alla figura del Direttore Sportivo, soprattutto con lo sguardo rivolto al settore giovanile: “Il futuro ed il benessere di ogni disciplina sportiva” – esordisce.

Franceschini si è imbarcato in una nuova avventura, per la stagione 2020-2021, che si spera possa riprendere senza troppi vincoli e senza troppe costrizioni. Lasciata l’Academy Porcari, dove è stato “diesse” per due stagioni, non ha fatto poi troppa strada per proseguire che per certi versi per lui è una “missione”, quella di far crescere i giovani calciatori, quella di dar modo alle loro squadre di essere veri e propri maestri di vita per i ragazzi, collaborando al loro benessere in stretto contatto con le famiglie.

Franceschini è da pochi giorni il nuovo “diesse” della ASD Montecarlo, che da poco ha annunciato un ambizioso e articolato progetto di rinascita della scuola calcio, un settore “vacante” nella città del vino da quindici anni.

Una nuova sfida, dunque, stimolante: "Contattato dal presidente dell'ASD Montecarlo, Giacomo Carrara per allestire un settore giovanile che in questo paese manca ormai da molti anni sono bastate poche parole per farmi decidere a sposare il progetto. E’ stata la filosofia di questa società che mi ha fatto scattare la classica molla: una filosofia che ha come scopo primario la formazione, fin dai più piccoli giocatori, all'educazione sportiva: un calcio senza pressioni, genuino, dove il ragazzo non deve avere l'ossessione della vittoria a tutti i costi e una sconfitta non deve essere un momento di amarezza ma un momento di crescita perché anche da un risultato negativo bisogna trarne utili insegnamenti”.

E’ un po’ l’essenza che forse molte società che lavorano con i giovani hanno perduto. “Noi non cerchiamo di creare campioni ma, in sinergia con le famiglie, futuri uomini con valori e regole che purtroppo nella società civile stanno venendo meno. Rispetto per il prossimo, serietà e dedizione, considerazione agli impegni presi, valorizzare il NOI e non l'IO”.

Partite praticamente da zero: “Anche se è un'esperienza nuova per questa società, il gruppo dirigenziale è formato da persone che hanno alle spalle anni di militanza nel calcio giovanile. La sfida è ardua, ne siamo consapevoli, ma del resto penso che niente sia facile e nulla impossibile. Ci crediamo fortemente e gli stimoli non mancano”.

L'attività come verrà strutturata? “Stiamo creando gruppi di ragazzi nati tra il 2003 ed il 2015, ovviamente parteciperemo ai campionati ufficiali FIGC. L’attività si svolgerà sul campo sportivo di Montecarlo, dove abbiamo un centro sportivo di alto livello, strutture idonee a gestire l’attività al massimo possibile ed in sicurezza. Per i più piccoli mettiamo a disposizione la palestra scolastica che il Comune ci ha gentilmente accordato e che dista poche centinaia di metri dall'impianto principale”.

Il settore tecnico, un punto cardine dell’attività dei ragazzi: “Sarà organizzato uno staff tecnico di alto livello, usufruendo della collaborazione di allenatori che hanno ampia esperienza nel settore dei giovani calciatori. L'attività, cosa molto importante, sarà coordinata anche da tecnici del Genoa Calcio a cui l’ASD Montecarlo si è affiliata, ed ovviamente il lavoro sarà seguito dai loro tecnici, che certamente terranno “sott’occhio” i nostri ragazzi. Interessante anche l’avere possibilità, nel corso della stagione calcistica di serie A, di partecipare a partite ufficiali di quella che è la più antica squadra di calcio in Italia, tra l’altro caratterizzata dall’avere un settore giovanile di alto livello”.

Infine, domanda impertinente: perché un giovane dovrebbe venire alla ASD Montecarlo? “Ci rivolgiamo a ragazzi – ed alle loro famiglie - che vogliono praticare il calcio con equilibrio, entusiasmo e serietà. Troveranno una società che crede fortemente allo sport che educa, unisce, insegna, fa crescere. Da queste basi si parte poi per arrivare alle soddisfazioni sul campo, che sono sicuro arriveranno presto".

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  Scritto da La Redazione il 15/06/2020
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