Vota il sondaggio

Inserisci la tua email per votare

Puoi votare solo una volta per questo sondaggio e la tua email deve essere valida.
La tua email non sarà resa ne pubblica ne visibile.

Consenso al trattamento dati:

Accetta il trattamento dei dati.

 
×

Accedi al Sito !

Usa le tue credenziali di accesso:
Non ricordi più la password?

Registrati

 Resta connesso

 

oppure

Accedi con Facebook

×

Edizione provinciale di Lucca


MORGIA e gli INVISIBILI del CALCIO:"Quei DILETTANTI ora senza TUTELA"

"Molti calciatori fanno vite da professionista ma guadagnano 700 euro al mese. Ora non prenderanno più neanche quelli. Con l'epidemia il calcio cambierà: meglio un supercampionato europeo e uno italiano"

Romano di nascita, ma toscano ormai d'adozione (vive a Lucca da tanti anni), Massimo Morgia è molto conosciuto nella nostra regione, avendo allenato tra l'altro il Pisa, la Pistoiese e la Robur Siena. Nei giorni scorsi è stato intervistato da Enrico Currò di REPUBBLICA dove sono stati toccati alcuni concetti davvero importanti.

I suoi 69 anni Massimo Morgia, allenatore del Chieri, Serie D piemontese, li ha trascorsi quasi tutti da esploratore del calcio italiano cosiddetto di provincia, prima da calciatore e poi moltissimo in panchina, da Nord a Sud, serie C e dintorni, anche se Siena, Foggia, Mantova, Pisa e soprattutto Palermo non sono stati di sicuro palcoscenici minori.

Morgia, dentro questa pandemia lei difende gli invisibili del pallone. "Non parlo per me, che ho una pensione da professionista. Sulla mia pagina Facebook ho ripreso le parole del mio amico Cristiano Lucarelli sui poveri. Gli invisibili sono quelli che appunto non si vedono. In serie D sono la maggioranza, ma ce ne sono anche nel campionato di Eccellenza: accanto a calciatori e allenatori mascherati da dilettanti, che scendono di categoria per guadagnare qualcosa in più, ce ne sono tanti altri che invece prendono 700-1000 euro al mese. E che non li prenderanno mai più, in questa situazione".

I famosi rimborsi spese. "Si chiamano così, ma in serie D ci sono anche trasferte di 7-8 ore: è una vita da professionista mascherato. Non esistono tutele giuridiche, se non magari una vertenza finale, che conta pochissimo. Fino alla serie C le società pagano i contributi, c’è un fondo pensionistico, in questa fase ci sono gli ammortizzatori sociali. Io ho avuto la fortuna di potere scegliere, rinunciando a panchine di categorie superiori, perché privilegio sempre i progetti dove posso lavorare anche coi giovani, non solo con la prima squadra. Ma un invisibile non sceglie mai di esserlo. Va così da quasi trent’anni".

Da quando? "Dal 1995, dalla sentenza Bosman sulla libera circolazione dei calciatori comunitari tra i Paesi europei, con l’effetto a catena: stranieri sempre più numerosi, ultratrentenni che per trovare spazio scendono di categoria, giovani che spazio non ne trovano più. Quando presi anche il diploma da direttore sportivo al corso di Coverciano, la mia tesi partiva proprio da lì. Poi è diventata un libro: “Ricominciamo a giocare a pallone”. Niente di più attuale, in questo momento".

In che senso? "Che è l’occasione per una grande ristrutturazione. Quando giocavo io, fino a metà degli anni Ottanta, c’era una differenza minima tra serie A e C, infatti i Rivera e i Mazzola non sono mica diventati miliardari: la distanza retributiva era giusta. Oggi io non contesto il cambiamento, dico solo che adesso i due mondi sono troppo lontani per potere restare insieme. Gli interessi dei grandi club, i loro legami internazionali, non sono più gli stessi della maggior parte delle altre società. Conviene prenderne atto: meglio un supercampionato europeo e uno italiano, con maggiore equilibrio e stadi meno deserti, dove torni il concetto di campanile".

Una riforma minimalista? "No, al contrario. Questa crisi è l’occasione giusta per raddrizzare la direzione, restituire allo sport il suo ruolo popolare. C’era una volta l’oratorio, le società di calcio ti rifornivano di tutto, scarpe, magliette. Oggi le società dilettantistiche fanno business, i ragazzini pagano per andare a giocare. Serve una riforma che restituisca al calcio la sua funzione di aggregazione sociale. Non è retorica affermare che il pallone abbia tolto tanti ragazzi dalla strada. Posso ben dirlo io, da romano cresciuto alla Garbatella e a Tor Marancia negli anni Cinquanta, quelli della ricostruzione dopo la guerra".

Vede analogie? "Sostanziali. Anzi, questa è peggio di una guerra. Cambierà tutto. A Lucca, dove vivo, non c’è in giro anima viva, solo qualche persona con la mascherina. Ma il rimedio medico alla pandemia arriverà. Invece economicamente, per ricostruire, ci vorrà una vita intera: non per tirare su i palazzi, come allora, ma per restituire i posti di lavoro alla gente".

Nel calcio, ha detto proprio Bosman a Repubblica, si moltiplicheranno i disoccupati. "Condivido. Il calcio, tolto quello di alto livello, si regge sulle sponsorizzazioni. Non sono un economista, ma la soluzione mi sembra una sola: che le grandi aziende vengano obbligate, magari con la detassazione, a sostenere lo sport. Non solo il calcio, ma anche pallavolo, pallacanestro, atletica e via dicendo: lo sport è fondamentale per i ragazzi".

I campionati, dalla serie C in giù, usciranno dimezzati dal coronavirus? "Per forza di cose, a meno che non ci sia una ridistribuzione delle risorse dei diritti televisivi alle categorie inferiori. Non potranno più esserci i mecenati dello sport. La crisi economica non lo consentirà, le loro priorità saranno altre. Io, poi, vedo anche un altro rischio".

Quale? "La deriva verso il calcio televisivo, cioè la morte della partita come aggregazione di una comunità. Lo stadio vuoto, le porte chiuse, sono un’altra cosa. Il pubblico è una componente essenziale: immaginate un concerto di Vasco Rossi a San Siro deserto o un attore di teatro che recita senza platea?".

Non teme che la sua battaglia tra gli invisibili sia perdente? "Gianni Mura, nel 2000, venne a intervistarmi a Palermo, perché conosceva le mie idee, e alla fine mi disse: sei bravo, non farai carriera. Io lavoro solo dove mi si dà la possibilità di allenare insieme vecchi e giovani, perché per i ragazzi è l’unico modo di imparare, come all’oratorio. Mura aveva ragione. Ma io non cambio".

fonte repubblica.it

Print Friendly and PDF
  Scritto da La Redazione il 07/05/2020
 

Altri articoli dalla provincia...



DOLORE per l'improvvisa scomparsa del giovane padre di un CALCIATORE

Lavorava come magazziniere nello stabilimento LUCART di Porcari (Lucca). E proprio qua, questa mattina, ha avuto un malore improvviso Massimo Del Dotto, 52 anni, soccorso poi vanamente dai colleghi di lavoro che l'avevano visto accasciarsi a terra.  Massimo Del Dotto viveva a Saltocchio ed era molto conosciuto nell'ambiente calcistico per essere tifoso della Lucchese, nonch&eg...leggi
18/06/2020


CALCIO in LUTTO per la SCOMPARSA del presidente del BARGA

Lutto nel mondo del calcio. E' scomparso all'età di 85 anni Guido Mori, da tanti anni dirigente prima e presidente poi del Barga, storico club della provincia di Lucca.  Ecco il toccante saluto del figlio Leonardo. "Oggi, il nostro presidente ci ha lasciato, “Il Nonno” ha attaccato le scarpette al chiodo. In qualità di presidente facen...leggi
16/06/2020

Si torna a "PARLARE" di CALCIO a VIAREGGIO: ecco le NOVITA'

Il Marco Polo Sports Center e lo Sporting Viareggio 86 hanno raggiunto un accordo di collaborazione finalizzato al rilancio del calcio a Viareggio. Due società ormai radicate sul territorio, che partono dalla volontà di garantire ai giovani di Viareggio la possibilità di avviarsi alla pratica del calcio fin dalla giovane et&...leggi
16/06/2020

Indagine della PROCURA: terremoto nel CALCIO TOSCANO

Un nuovo terremoto fa tremare il calcio dilettantistico toscano. L’epicentro è a Viareggio: è qui che la procura di Lucca contesta alla spina dorsale della defunta società bianconera costituita nel 2014, niente meno che l’associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Nella stagione 2018-2019, quella conclusasi con...leggi
12/06/2020

Lutto nel CALCIO GARFAGNINO per la scomparsa di MARCO CAVILLI

Grande tristezza in Garfagnana ma in tutto il calcio della provincia di Lucca per la prematura scomparsa di Marco Cavilli, per tanti anni importante dirigente del Castelnuovo Garfagnana e molto conosciuto. Lottava contro una brutta malattia da parecchio tempo. Questo il triste conunicato della società gialloblù: "La nostra società si unisce al dolore della f...leggi
28/05/2020

VIDEO, vanno a RUBA le MASCHERINE PERSONALIZZATE della LUCCHESE

Vendute in appena tre ore oltre 1000 mascherine rossonere anti Covid-19. Un successo enorme, che va al di là delle più rosee aspettative della Lucchese e che testimonia l'entusiasmo della città verso la squadra protagonista di una stagione esemplare conclusa con la promozione in C. In considerazione dell'eccezionale trend la società ha già ordinato altre 2000 ...leggi
26/05/2020

Il LAMMARI cerca PARTNERS per proseguire la sua ATTIVITA'

E' una delle società storiche del calcio nella provincia di Lucca. Per anni il "miracolo" Lammari si è confrontato con realtà cittadine e di livello in Eccellenza, poi un inevitabile ridimensionamento, la retrocessione in Promozione e una dura gavetta anche in questa categoria. Nel frattempo una squadra Juniores sempre protagonista a livello regionale con un gruppo di ragaz...leggi
25/05/2020

E' morto il padre dell'ex arbitro e dirigente CARLO DINELLI

E' scomparso questo pomeriggio Silvano Dinelli, padre di Carlo, ex arbitro con presenze in serie A e in passato dirigente di società come Castelnuovo e Ghiviborgo. Silvano Dinelli aveva 95 e si è spento all'ospedale di Lucca dove era stato trasportato nella tarda mattinata. I funerali si terranno lunedì 25 Maggio alle ore 17 presso la Chiesa di Vorno. AL...leggi
23/05/2020

A BARGA partiti i lavori per il RIFACIMENTO del TERRENO da GIOCO

Per l'A.S.D.  Barga questa è una settimana speciale perché per la prima volta dopo 40 anni viene rifatto tutto il terreno di gioco del campo, il “Johnny Moscardini“. Questo è stato possibile grazie al contributo di sponsorizzazione che l'azienda Sipack di Barga ci garantisce anche quest'anno. Sipack è un'azienda del territorio specializzata n...leggi
20/05/2020


CALCIO LUCCHESE in LUTTO per la SCOMPARSA di uno STORICO DIRIGENTE

E' un momento davvero difficile per tutti. Oltre all'emergenza coronavirus, ci sono altri mali, come quello che ha colpito Luciano Dini, per anni attivo dirigente della società lucchese del Lucca 7, scomparso all'età di 64 anni.  Nelle due FOTO che abbiamo messo qua, IN ALTO, quella al "Ciocco" con la squadra del 1984 dove giocava il figlio Luca e di cui Luciano (&egr...leggi
07/05/2020

Attacco HACKER al sito del CENTRO GIOVANI CALCIATORI VIAREGGIO

‘Non sappiamo proprio che cosa pensare: anche in un momento come quello che il mondo sta vivendo, c’è qualcuno che trova il tempo e ha voglia di compiere nefandezze". E’ sconsolato il presidente del Cgc Viareggio, Alessandro Palagi nel verificare che il sito della società bianconera – dove sono raccolte le informazioni e l&rsqu...leggi
06/05/2020

E' morto il padre di GIOVANNI GRANELLI

Brutta notizia in casa Pontedera. Nella giornata di ieri è venuto a mancare il padre di Giovanni Granelli, magazziniere e figura fondamentale della famiglia Pontedera. Aurelio Granelli aveva 96 anni e viveva a Capannori (Lucca). Giovanni Granelli è un personaggio molto conosciuto nell'ambito del calcio toscano: dopo una carrieradi calciatore, è diventato un apprezzato dirig...leggi
06/05/2020

"REGNALLA rinasce, accuse assurde"

"Nessun inciucio con il Comune: per anni le varie amministrazioni hanno buttato via soldi senza mai risolvere la situazione del campetto di Regnalla, perchè si svegliano tutti ora?". Il Presidente dello Sporting Pietrasanta 1909 (Prima girone A) Serafino Coluccini sente il bisogno di intervenire dopo la querelle sull'affidamento alla sua società dello stor...leggi
05/05/2020


Vai all'edizione provinciale
Tempo esecuzione pagina: 0,07534 secondi