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E ora c'è chi vuole RIFORMARE i CAMPIONATI GIOVANILI

La proposta è di eliminare la divisione "PROVINCIALI-REGIONALI" e tutto il "MERCATO" che ogni anno genera tensioni e false illusioni

Tempo di coronavirus ed è il periodo anche delle riflessioni e perchè no, anche delle riforme. Sta circolando nelle regioni Lazio e Umbria una PROPOSTA di RIFORMA del calcio GIOVANILE lanciata da alcune società. La riprendiamo per proporla anche alle società della Toscana per un'opportuna riflessione.

Questa arriva dalla Polisportiva Castello, club di Roma che l'ha pubblicata sul proprio sito con un preambolo.

"La lettera è una proposta di riforma dei campionati giovanili Under 14-15-16-17. La riforma presentata riprende, con le dovute modifiche, la lettera già inviata al comitato regionale Umbria da parte dei nostri amici della A.S.D. Santa Sabina (PG), la quale ringraziamo per averci coinvolti in questa battaglia per la riforma del calcio giovanile. Pensiamo che il cambiamento e la riforma del calcio giovanile non possa più aspettare!!!

Chiediamo a tutti coloro che condividono la nostra idea di pubblicare la lettera sulla propria bacheca per dare voce e forza alla voglia di cambiamento dei settori giovanile che ormai sono troppi anni che se ne parla ma non è mai stato fatto nulla.

Dobbiamo aprire una discussione forte in merito a questa questione e ci riusciremo solamente se saremo in tanti a volerlo veramente fare!"

Caro presidente,

le scriviamo in questo momento di forte disagio (sia economico, che sociale), determinato dalla pandemia di COVID-19, per sottoporre alla sua attenzione alcune proposte operative sullo svolgimento dei campionati giovanili. Come spesso accade nei periodi di grande crisi, si è portati a ripensare alle modalità comportamentali ed organizzative, cogliendo elementi che potrebbero essere utili esaminare e riformare. In particolare, la nostra riflessione è relativa alla riorganizzazione dei campionati del settore giovanile che da più anni viene sussurrata, ma sulla quale non si è mai fatta una attenta ed esaustiva analisi.

In considerazione dell’imminente interruzione di tutti i campionati di settore giovanile, reputiamo questo il momento ideale per avviare una attenta e accurata riflessione. Riteniamo, infatti, che uno dei problemi attuali sia la decisione su come definire le classifiche al fine della ricostruzione dei campionati per la prossima stagione sportiva (con la speranza ovviamente che ci sia almeno una stagione 2020/2021!!).

Crediamo che sia giunto il momento di rispondere alla domanda: “Chi sarà promosso, chi sarà retrocesso nella categoria elite/regionale ecc??”, con una semplicissima risposta: nessuno!

Ma in che modo? Semplicemente applicando quell’organizzazione che da molti anni parecchi dei dirigenti dei settori giovanili si auspicano e cioè che ogni campionato di settore giovanile (UNDER 17 / UNDER 16 / UNDER 15 / UNDER 14) riparta ogni anno da zero, senza prevedere distinzioni di Elite/Regionale/Prov. ma semplicemente sviluppandosi in due fasi distinte, autunnale e primaverile nella seguente modalità: 

La prima fase autunnale. Supponiamo di dividere il Lazio in 4 o più macro “Distretti”, ogni distretto viene suddiviso in gironi composti in ambito locale (max 12 squadre per girone) con la disputa di circa 10/11 gare di sola andata da chiudere entro dicembre;

La seconda fase primaverile. Sempre all’interno dello stesso “Distretto”, in questa fase, si formeranno gironi composti in maniera OMOGENEA cioè ad esempio: GIRONI ELITE o A1 o SERIE A (Credo che il nome abbia poca importanza): 1^ e 2^ – A2 : 3^ e 4^ e via dicendo; in pratica raggruppando squadre posizionatesi nella stessa maniera durante la prima fase tenendo ovviamente conto del numero massimo possibile di squadre per girone in considerazione del numero di partite effettivamente disputabile nel corso della stagione. In questa seconda fase il numero di squadre potrebbe essere anche maggiore (14/15) con un numero di gare anche in questo caso di sola andata pari a circa 13/14. si può prevedere anche il ripescaggio di squadre classificatesi in una posizione inferiore (ad es. nel girone A1 potrebbero accedere tutte le squadre classificatesi prime e seconde nei vari gironi più una o due migliori terze, nel girone A2 potrebbero andare tutte le terze e quarte più alcune migliori quinte e così via), facendo dipendere questo ovviamente dal numero di squadre componenti i singoli gironi".

La terza fase ‘Le finali’: Il criterio è simile alle prime due fasi solamente che questa volta l’incrocio è tra i 4 differenti “Distretti” esempio: le prime due dei quattro gironi di A1 (8 squadre in tutto il Lazio da cui uscirà la squadra campione regionale) si affronteranno in scontri diretti di sola andata partendo dai quarti di finale giocati in casa delle prime classificate e successivamente semifinali e finali in campo neutro. Per permettere a tutti i ragazzi di giocare ed avere giustamente una motivazione di classifica fino alla fine, le finali si possono disputare per le squadre di tutti i “Distretti”: per le 3^ e 4^ per la 5^ e 6^ dei quattro gironi di A1 – A2-A3-A4 ecc.

Riteniamo che, oltre ad eliminare le criticità decisionali in merito alle classifiche di quest’anno, questa riorganizzazione determinerebbe altre importanti favorevoli conseguenze:

1) eliminare lo squallido “mercato estivo” di ragazzi che si spostano da una società all’altra, lasciando magari ambienti e amicizie consolidati, solo per l’ambizione (proprie o dei propri genitori!!!) di partecipare a campionati di categoria “superiore”. Il diritto dei ragazzi e delle famiglie di spostarsi è sacrosanto ma la motivazione deve essere la ricerca di una migliore qualità e non di una categoria migliore!!!

2) Costringere le società dilettantistiche a puntare sulla loro Scuola Calcio, migliorando la qualità dei propri istruttori e della propria proposta didattica, favorendo di conseguenza una crescita globale di tutto il movimento calcistico

3) Eliminare le tensioni e le pressioni, derivate dalle promozioni/retrocessioni, a cui sono sottoposti i ragazzi, che danneggiano la loro crescita sportiva condizionando negativamente il loro modo di giocare a calcio compromettendone la loro crescita.

4) Eliminare le tensioni e le pressioni, derivate dalle promozioni/retrocessioni, a cui sono sottoposte le società e di conseguenza gli allenatori delle stesse, che si pongono come obiettivo primario non tanto la crescita sportiva dei ragazzi quanto il risultato finale.

5) Eliminare le tensioni e le pressioni, derivate dalle promozioni/retrocessioni, a cui sono sottoposti, anche se non legittimamente, i genitori, che determinano ogni settimana episodi gravissimi negli spalti ( ….basta leggere le decisioni del Giudice Sportivo nei vari comunicati).

6) Consentire ad ogni gruppo squadra di partecipare a campionati per i quali lo stesso gruppo squadra ha acquisito il diritto di partecipazione, evitando quindi situazioni nelle quali alcune annate debbano essere penalizzate/privilegiate dai risultati conseguiti dai ragazzi dell’annata precedente;

7) Consentire a tutti i ragazzi di misurarsi ogni anno con un numero maggiore di squadre facendo anche conoscenza di realtà diverse del territorio.

8) Garantire, così come indicato nell’articolo 9 della “Carta dei diritti dei bambini” (Diritto di misurarsi con giovani che abbiano le stesse probabilità di successo), almeno nella seconda fase, a tutti i ragazzi di misurarsi con ragazzi più o meno dello stesso livello evitando competizioni assolutamente disomogenee che non risultano formative per NESSUNO!! (….lo stesso principio che potrebbe/dovrebbe essere applicato anche nella “Scuola Calcio!!!).

In conclusione, caro Presidente, riteniamo utile aprire un confronto per rivedere lo svolgimento dell’attività agonistica del settore giovanile e riteniamo di non essere gli unici a farlo, che questo sia il momento giusto per iniziare.

Certamente la proposta è da sviluppare. Ad esempio si potrebbero inserire delle teste di serie in base al piazzamento raggiunto dallo stesso gruppo squadra nella stagione precedente, in modo che nella prima fase non vengano inserite più squadre che hanno partecipato al girone A1. Capire come suddividere le squadre in 4 o più “Distretti” uguali, se utilizzare sempre lo stesso criterio o cambiarlo a seconda della categoria.

La stessa divisione in “Distretti” è solamente una idea per facilitare l’organizzazione ma non è indispensabile. Ciò che invece a nostro avviso è indispensabile è che si superi questa divisione in categorie, che sta affossando il nostro amato calcio giovanile.

In questa fase storica, abbiamo il tempo per ragionarci. Se c’è la volontà di ripartire cercando di provare a cambiare le cose in meglio e dare veramente una svolta al sistema Calcio, è questo il momento!!!

Solo per conoscenza, siamo pronti a dare la nostra disponibilità, qualora lo si ritenga necessario, anche ad un supporto operativo per la riorganizzazione suddetta e a tal fine alleghiamo un file excel che consente, inserendo i parametri:

  1. numero delle squadre partecipanti al campionato (prima e seconda fase);
  2. il numero di gare che si intende far svolgere nelle due distinte fasi

La distribuzione automatica, per ogni distretto, dei gironi e del numero di squadre che li compongono. La simulazione impostata ora immagina un totale di 70 squadre a Distretto.

Fiduciosi in una attenta valutazione della suddetta richiesta inviamo cordiali saluti.

                                                                       Il Responsabile Sezione Calcio Claudio Morlupo

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  Scritto da La Redazione il 05/05/2020
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