"Bosi non faccia la predica, la Cattolica si comporta come tutti noi"
Il presidente dell'Olimpia Firenze Pierfranco Nardini replica al diesse giallorosso e attacca i genitori: "Sbavano per portare i loro figli nei professionisti senza pensare ad altro"

E' un Pierfranco Nardini carico e con tanta voglia di parlare quello che ai microfoni di TOSCANAGOL vuole fare alcune precisazioni. Il presidente dell'Olimpia Firenze tiene però a precisare che il suo non vuole essere un intervento polemico, ma costruttivo e lancia anche una proposta per un futuro tavolo di concertazione.
Il primo argomento riguarda l'articolo uscito su TOSCANAGOL nel quale il diesse del San Michele Cattolica Paolo Bosi poneva l'accento su un comportamento poco ortodosso, tenuto a suo parere da un club professionistico (CLICCA QUA) nei confronti della sua società. Un intervento che ha innescato una serie di commenti sulla nostra pagina facebook, aprendo una discussione sull'argomento.
"Bosi però non può venire a farci le prediche - afferma Nardini - e a farci la morale. Qua nessuno può permettersi di farla. Qua dobbiamo smetterla di sentirci pecore quando ci portano via i ragazzi e lupi quando lo facciamo noi. Il discorso vale per tutti, Cattolica compresa. Loro non sono abituati ad essere attaccati e devono capire che il gioco è questo. Bosi fa il moralista, ma a me non mi ha chiamato quando mi ha preso dei ragazzi e io non l'ho fatto certamente con lui. Siamo tutti diavoli qua, non ci sono angeli. In ogni caso è una polemica estiva che non ha senso. Questo è il sistema, tutti ci comportiamo così."
Bosi però voleva porre l'attenzione sul comportamento avuto da un club professionistico. "Che esistono club professionisti di serie A e altri di B è arcinoto. Penso che tolti Fiorentina e Empoli sul cui lavoro e correttezza a livello di settore giovanile si può essere garantiti, con le altre società si potrebbero fare tanti discorsi. Il problema però a mio avviso riguarda i genitori: sono loro che non devono cadere in certe logiche. Sono novelle i discorsi per cui sono i bambini che vogliono andare via. E' una favola che decidano i ragazzi di dieci anni."
C'è una voglia spasmodica di portare i propri figli nel club professionistico... "E questo veramente non lo riesco a capire. I genitori dovrebbero valutare tante cose, tipo l'ambiente dove portano i figli, il grado di preparazione degli istruttori che trovano, ecc ecc. Sono loro che devono capire che le promesse che gli fanno saranno poi disattese. Senza poi pensare a quanti di questi ragazzi poi ritornano e in quali condizioni: sono distrutti, molti non hanno più voglia di giocare, come se il calcio per loro finisse così."
Nardini poi lancia un'interessante idea per le società di settore giovanile. "Mettiamoci intorno ad un tavolo a ragionare per trovare soluzioni e far crescere un movimento serio. E' giusto che in campo ci si scanni, ma fuori parliamo, non inneschiamo inutili polemiche."
Scritto da Gino Mazzei il 05/08/2015





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