Carriera finita per Fabbri, promettente bomber del Castelnuovo
Problemi cardiaci e di idoneità fisica per l'attaccante classe 1995 preso dall'Atalanta

Una storia davvero triste che riguarda un ragazzo di neppure vent'anni. E' quella di Massimiliano Fabbri, garfagnino doc di Gramolazzo, attaccante cresciuto nel Piazza al Serchio, passato poi al Margine Coperta, quindi all'Atalanta e da questa stagione tornato a "casa", a Castelnuovo, in Eccellenza. Fabbri aveva iniziato la stagione in maniera beneagurante, segnando quattro reti e offrendo prestazioni sempre convincenti, prima di venire fermato da un infortunio. La lenta ripresa e, ad inizio 2015, il ritorno in campo con i gialloblu: poi, gli ultimi giorni di gennaio, di Fabbri si perdono le tracce.
Filtrano voci sui motivi dello stop e per questo la società garfagnina, assieme allo stesso calciatore, ha convocato una conferenza stampa per spiegare le ragioni. Non si tratta di uno stop bensì, purtroppo, di un addio al calcio giocato.
"Per noi è una storia triste che ci amareggia tanto - spiega il direttore sportivo del Castelnuovo Massimo Valiensi - perchè c'è un aspetto umano pazzesco per un ragazzo di neppure venti anni che si vede crollare un mondo addosso. Secondariamente per un fatto tecnico perchè avevamo puntato tanto su di lui, per noi era il futuro, un giocatore su cui costruire il nuovo Castelnuovo. Lo abbiamo perso già da diversi mesi e ne abbiamo pagato le conseguenze. Quella di Massimiliano è una perdita davvero grande."
Fabbri deve dire stop al calcio agonistico per un problema cardiaco, precisamente “miocardiopatia ipertrofica”, ovvero un ispessimento della membrana del cuore. Va sottolineato per tranquillizzare, che il giovane potrà condurre una vita sana e normale, tuttavia nessun medico sportivo può rilasciargli l’idoneità sportiva agonistica: è un problema non rarissimo, che ha fermato, per esempio, il nuotatore Fioravanti.
Il Castelnuovo sta pensando di proporre a Massimiliano un nuovo incarico. "Lo vogliamo tenere con noi - aggiunge Valiensi - e gli proporremo di lavorare all'interno del settore giovanile, magari insegnando i gesti tecnici ai nostri ragazzini. Potrebbe mettere al loro servizio le sue conoscenze."
Aggiunge Il dirigente della società Alvaro Pieroni: “Fabbri rappresenta un patrimonio tecnico ed umano del Castelnuovo. Siamo dispiaciuti perché Fabbri era un esempio per tanti giovani per la serietà e la voglia, dava sempre il massimo sia negli allenamenti che quando scendeva nella Juniores. Avevamo investito in un calciatore che meritava e avrebbe potuto ancora raggiungere palcoscenici maggiori ma comunque sarebbe potuto diventare la bandiera di questa squadra nel futuro. I nostri rapporti vanno comunque avanti e già da ora, Fabbri sarà messo a disposizione dei nostri ragazzini e del settore giovanile”.
Fabbri, dal suo canto, ha poche parole: “Per me è un grande dispiacere smettere di giocare a calcio ma, in questo tempo, ho assorbito la situazione, sono sereno. Rimarrò comunque nel calcio, nello sport, ho già parlato con la società mettendomi a disposizione per una collaborazione con i più giovani”.
Il medico sociale Yuri Micchi spiega meglio la situazione clinica: “Tutto è iniziato con l’annuale visita di idoneità sportiva, dove è stata riscontrata un’anomalia nel tracciato dell’elettrocardiogramma. Abbiamo fatto fare a Fabbri ulteriori accertamenti, all’ospedale di Castelnuovo, a Careggi e a Pistoia e tutti hanno confermato questo problema. Tecnicamente possiamo dire che si tratta di una membrana del cuore che aumenta di spessore in seguito all’affaticamento fisico. Non comporta, comunque, problemi particolari nella vita quotidiana, ma nessun medico può dare l’idoneità agonistica”.
Scritto da La Redazione il 13/03/2015





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