Eccellenza, Maiorana: "I paragoni con Biggi? Un incentivo a far bene"
L'attaccante del Castelnuovo parla di come si è inserito nella squadra e dei suoi obiettivi
“Adda passa’ a nuttata”. Questo modo di dire, seppur non propriamente garfagnino, è stato nelle scorse settimane il più in voga tra fans e addetti ai lavori del Castelnuovo. E’ passato esattamente un girone dalla esaltante vittoria allo stadio dei Pini di Viareggio, quando la squadra di Walter Vangioni aveva battuto la corazzata viareggina, con un successo esterno che aveva fatto sognare una stagione di vertice. Erano altri tempi: la crisi di risultati e l’esagerato numero degli infortuni non era ancora iniziato e il Viareggio non era al top della condizioni ma ancora un cantiere aperto dopo i ritardi di inizio preparazione.
Ci sono stati gli infortuni, le amare sconfitte, le incertezze arbitrali e qualche difficoltà fisica a penalizzare il Castelnuovo, ripartito nel mese di dicembre grazie anche al calciatore più atteso: Luca Maiorana, sentito davanti al taccuino di toscanagol e da cui abbiamo raccolto le impressioni personali sul Castelnuovo.
Ventidue anni, individuato dal Direttore Sportivo Valiensi e dal suo entourage per fare da spalla ad Edoardo Micchi, una vera e propria istituzione in squadra e nel calcio garfagnino. Quali caratteristiche tecniche hanno a tuo avviso fatto la differenza per il suo arrivo a Castelnuovo? “Mi considero una seconda punta, a cui piace attaccare lo spazio creato dal centravanti e inserirmi per raccogliere pizzicate e lanci. Con Vangioni abbiamo anche lavorato per la posizione di esterno offensivo. Qui lo spazio da attaccare è quello della fascia, con la consapevolezza che è importante anche rientrare a dare manforte a centrocampo”.
Nell’ambiente del pallone provinciale si è parlato molto della partenza dell’attaccante Damiano Biggi, altra istituzione del calcio lucchese e garfagnino, ora passato alla Pieve Fosciana, ma che a Castelnuovo ha fatto sempre bene. Con il tuo arrivo, sono stati fatti tantissimi paragoni tra voi due. Questo continuo accostamento, come è stato accolto da lei? “Appena sono arrivato, già avevo sentito il confronto. Mi ero subito reso conto che la cessione di Biggi è stata dura da accettare sotto il profilo sentimentale e quello tecnico. Biggi ha fatto bene, è stato apprezzato attaccante e con lui la squadra ha raggiunto l’anno precedente buoni risultati. Io non ho tanti anni di esperienza alle spalle, avevo però nel frattempo colto l’occasione per cogliere positivamente quanto stava accadendo: ho lavorato sodo per emulare il mio predecessore e per portare il pubblico anche dalla mia parte e a mio favore. Tecnico e dirigenti mi hanno aiutato anche in questo, oltre a trovarmi una valida sistemazione abitativa, visto che è impossibile rientrare a casa mia tutti i giorni”.
Il gol segnato a Lammari è stato importante per questo? “Un attaccante può segnare anche con la costola o con una lunga serie di rimpalli fortunosi, ma quando segna trova la miglior medicina per tutti i mali. Quelli di Lammari sono stati tre punti molto importanti, soprattutto per la classifica”.
Quali i problemi avuti dal Castelnuovo per una classifica non buona, ma comunque in fase di miglioramento? “Abbiamo avuto infortuni a catena. Fontana si è fatto male subito, poi Pennucci e tutti gli altri. Dobbiamo tenere duro, poi la società è stata presente con acquisti mirati e continuando ad infondere fiducia allo spogliatoio e a tutti noi”.
Ora il Viareggio. “Gara difficilissima, che giocheremo senza l’assillo e le pressioni dei favoriti. Quella contro la capolista, sarà una gara come le altre, ovvero che dobbiamo giocare tutte finali fino al raggiungimento di posizioni più tranquille”.
Scritto da Michele Citarella il 10/01/2015





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