Eccellenza Girone A, parla il team manager del GhivizzanoBorgo Stefani
"Il mio è un ruolo di interfaccia tra il tecnico e la società"
Sembra che abbia fatto un passo indietro, ma egli stesso non sembra preoccuparsene. Anzi, non ritiene affatto di aver fatto un passo indietro rispetto a quando era Direttore Sportivo ed aveva ottenuto importanti risultati nel campionato di prima categoria facendo parte dello staff di Piano di Coreglia e Pieve San Paolo. Il personaggio in questione è Simone Stefani, che al momento ha rinunciato alla carica di Direttore Sportivo per prendersi quella di team manager del Ghivizzano Borgoamozzano che vola in eccellenza ed insidia il Viareggio in testa alla classifica.
Simone, partiamo dal far comprendere il ruolo di team manager in una società di eccellenza a chi ci legge.
Che compiti ha e quanto lo impegna questo ruolo? “E’ un ruolo di appoggio all’allenatore e al direttore sportivo. Se questi avessero bisogno, in particolare nei momenti di maggiore concentrazione di impegno, possono far riferimento a me per delegare alcune cose. Un ruolo di interfaccia tra tecnico e società, impegnato nell’organizzazione delle trasferte e nella scelta del materiale che può essere utile al tecnico in sede di allenamenti”.
Quanto lo impegna ogni settimana questo ruolo? “Mediamente, tre volte a settimana più la domenica”.
La domenica va a vedere il Ghivizzano Borgoamozzano oppure “osserva altre formazioni rivali? “Spesso sono a vedere il GhiviBorgo. A fare il ruolo di osservatore delle squadre avversarie ci pensa Alessio Merciadri, il vice di Fanani ed ex difensore del Borgo a Mozzano prossimo all’ottenimento del patentino di allenatore. E’ lui che ci relaziona su avversari e caratteristiche delle squadre che incontreremo”.
Tra i giocatori under che ha osservato, quali fino ad ora la hanno maggiormente impressionata? “Trotta, difensore centrale del Forcoli e Falleni, ’95, centrocampista della Pro Livorno mi hanno sorpreso. Il Cenaia ha validi under, come il Lammari, che ha trovato in Marchetti una quota di assoluta affidabilità nella sua difesa a tre”.
Tra i veterani ormai conosciuti in queste categorie? “Rodriguez del Castelfiorentino è sicuramente una spanna superiore agli altri. Mordagà e Bozzi in attacco fanno ancora parlare di loro, mentre Pennucci resta ancora valido catalizzatore di gioco e regista per il Castelnuovo”.
Un po’ di background: in passato è stato direttore sportivo. Rimpianti per non essere più al centro del mercato e delle scelte societarie in ambito di cessioni e acquisti? “Sono in eccellenza, il massimo per quanto riguarda la conoscenza dei calciatori, il meglio per quanto riguarda la tattica e la qualità degli allenatori. Per ora, va benissimo così, in futuro, mai dire mai”.
E’ stato Direttore Sportivo a Piano di Coreglia, Pieve San Paolo, Borgo a Mozzano e Villa Basilica. L’impresa di Pieve S. Paolo è fino ad ora la più importante? “Dalla terza categoria, la squadra in tre anni raggiunse i playoffs di prima categoria. Allenatore Giordani, una squadra con elementi di spicco quali Roberti e Picchi, Magistrelli, Segnalini in attacco e Ragghianti in porta. Credo però che quanto fatto a Piano di Coreglia l’anno precedente fu ancora più importante. Ricordo che iniziammo ad allestire la squadra intorno a ferragosto, quando tutte le questioni societarie si sbloccarono. Walter Vangioni allenatore, Sartini in porta, Lenzi al centro della difesa e Giovanni Gonnella sulla trequarti. In attacco c’era Puccetti, ora al Fornaci. Facemmo un girone di andata importante, con 21 punti in 15 gare: l’obiettivo era evitare l’ultima posizione e ci riuscimmo, nonostante cinque sconfitte consecutive nelle prime cinque gare di ritorno. Ci salvammo ai playout battendo l’Atletico Carrara”.
NELLA FOTO SIMONE STEFANI
Scritto da Michele Citarella il 25/11/2014





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