Andrea Petroni torna in Lucchesia e approda al Lammari
"Opterò per due moduli e valuterò soluzioni diverse in difesa"
Andrea Petroni si presenta: il tecnico torna in lucchesia dopo diversi anni in cui ha allenato nella provincia di Pistoia. Guiderà un Lammari con tanti confermati della passata stagione a cui vorrà apportare soltanto qualche soluzione tattica.
49 anni e abitante a Porcari, vanta una carriera fatta di dodici anni di professionismo. Il pallone della Serie C lo ha portato, oltreché alla Lucchese anche a Reggio Calabria e Vercelli (con la “Pro”), ricoprendo il ruolo di attaccante esterno.
Superati i 34 anni, continua a divertirsi nelle categorie dilettantistiche, dove intraprende la carriera di allenatore. Inizia con il Pieve a Nievole (prima categoria), si toglie soddisfazioni nell’Anchioneponte, dove vince l’accoppiata campionato e coppa di prima categoria. Le soddisfazioni proseguono: ad Uzzano si regala una promozione in eccellenza, dove resta per un triennio, bissa il salto di categoria con la Lampo, dove resta altri tre anni. Lo scorso anno si è preso un periodo cosiddetto “sabbatico”, utile per ricaricare le pile e partire con la giusta energia per l’avventura con il Lammari.
Mister, lo scorso anno ha visto mai giocare la sua nuova squadra? “Sì, essendo senza panchine, ho avuto occasione per vedere diverse partite di eccellenza in zona. Sono venuto ai Laghetti diverse volte ed ho sempre visto una formazione compatta, grintosa e con diverse individualità valide”.
Contento di essere approdato in gialloblu? “Certo, una piazza di eccellenza con valide aspettative e in un ambiente che conosco”.
Ha una idea di gioco che fino ad ora ha applicato nelle squadre che ha allenato? “Ho sempre difeso con quattro giocatori, con tre centrocampisti davanti. La variante che apportavo di volta in volta riguardava l’attacco. Ho fatto giocare squadre con un centrocampista avanzato e due attaccanti, due trequartisti ed un solo attaccanti, oppure ancora due esterni molto larghi e una sola punta centrale. Le varianti nel reparto avanzato sono dipendenti spesso dalle caratteristiche degli uomini a disposizione, dalla gestione degli under e dalle caratteristiche delle difese avversarie”.
Confermerà questa filosofia? “Non credo, almeno inizialmente. Viste le caratteristiche dei giocatori, vorremmo provare una linea difensiva a tre, con due esterni di centrocampo capaci di interpretare bene le due fasi di gioco. Questo non toglie la possibilità di tornare al 4-3-3, pur con tutte le varianti prima citate”.
Avendo conosciuto questa squadra, si può pensare che la mossa del 3-5-2 possa essere quella giusta, vista la presenza di due esterni di assoluto valore quali Battistoni e Anzilotti. E’ questo che ha in mente anche Petroni? “E’ una delle scelte, dobbiamo anche valutare i giovani che avremo a disposizione e le loro caratteristiche”.
Ha visto i giovani che aveva in rosa lo scorso anno il Lammari? “Sì, lo scorso anno ho anche avuto occasione di seguire la formazione juniores. Zuncheddu, Mancino, Pellegrini, Curumi, sono tutti elementi che ho apprezzato. Una buona base di partenza in chiave Under 1996. Dobbiamo completare i giovani della rosa, per questo ci penseranno il DG Vittorio Andreoni e il Direttore Sportivo Simone Pisani”.
Una ultima domanda: anche se è presto per fare giudizi sulle squadre concorrenti e sul loro calciomercato, cosa pensa del prossimo campionato di eccellenza? “Lo scorso anno erano già stabiliti i posti estremi. La Fortis Lucchese è stata condannata fuori dal campo all’ultima posizione, il Ponsacco era nettamente la squadra più forte. Quello che inizierà il prossimo 7 settembre sarà un campionato più equilibrato. Il Marina La Portuale ha ingaggiato Michael Carusio, sicuramente un ottimo elemento per la difesa. Vedo molto agguerrite le neopromosse, in particolare il Real Forte Querceta e il Seravezza”.
Scritto da Michele Citarella il 03/07/2014





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