"I nostri TESSERATI hanno SBAGLIATO, ora però raccontiamo i FATTI"
Comunicato della Popolare Trebesto dopo i fatti che hanno portato al DASPO di un dirigente e di un calciatore

Dopo il vasto eco suscitato dalla notizia del DASPO inflitto a due tesserati della Popolare Trebesto LEGGI QUA, arriva la risposta della società lucchese militante nel girone A della Terza Categoria. Importanti due cose: la prima che riguarda la presa di distanza della società dai due tesserati, la seconda il racconto dei motivi che avrebbero portato al litigio e alla collutazione.
COMUNICATO UFFICIALE SUI FATTI DEL 03/01/2026
La ASD Popolare Trebesto, alla luce delle notizie uscite sulla stampa locale e nazionale in merito all’applicazione di due DASPO ai danni di un proprio atleta e un proprio dirigente, ritiene necessario chiarire esattamente la dinamica dei fatti, purtroppo semplificati nell’eco mediatico dei giorni scorsi.
Si premette che la Popolare Trebesto ha già a suo tempo preso le distanze dal comportamento dei suoi associati, non ritenendo le loro azioni riconducibili all’espressione collettiva della Società.
Gli episodi che hanno portato ai DASPO sono avvenuti in data 3.1.2026, a seguito della partita di calcio della Terza Categoria Maschile tra la Popolare Trebesto e il San Vito, nel corso della quale la tifoseria ospite ha tenuto dei gravi comportamenti antisportivi, intimidatori e violenti. Tra le cose più gravi si segnalano: cori ripetuti di marcata natura fascista come “Boia chi molla”; bicchieri lanciati sul terreno di gioco durante la gara; ripetute offese e minacce ai nostri giocatori e tifosi, tra cui l’intimidazione a una ragazza di 12 anni, a cui il gruppo di tifosi ha intimato di togliersi la sciarpa della Trebesto.
Si sottolinea che, nei mesi precedenti a quanto stiamo riportando, il campo sportivo “Stadio Bardo” e le macchine di alcuni soci della Popolare Trebesto sono stati più volte danneggiati con simboli che inneggiano al fascismo e al nazismo (svastiche, croci celtiche, fascio littorio e varie frasi tipiche degli ambienti di estrema destra), situazione che si è riproposta prontamente la notte del 3.1.2026.
Alla fine della partita il giocatore, poi oggetto di DASPO, ha accompagnato la sua compagna e le loro figlie piccole alla vettura. In tale occasione un gruppo di tifosi ospiti si è avvicinato e uno di loro ha chiesto a gran voce di fare le “foto alle macchine dei giocatori Trebesto”, lasciando chiaramente intendere che dovevano essere in seguito ben identificabili. Solo a questo punto, il giocatore ha deciso di richiamare il Presidente del San Vito, persona conosciuta e stimata da diversi soci della Trebesto, alla responsabilità rispetto alle azioni della sua tifoseria. Certo, i toni adottati dal giocatore sono stati agitati e alti ma senza un intento minatorio, anzi, la conversazione fra il giocatore e il Presidente ha previsto uno scambio di opinioni in cui lo stesso Presidente condivideva parzialmente le ragioni del tesserato.
La gravità dei fatti ha spinto anche il nostro ex Dirigente a cercare il confronto con il Presidente della squadra ospite dicendogli che, se i tifosi gli avessero spaccato la macchina, avrebbe dovuto assumersene la responsabilità. A questo punto, il Presidente del San Vito ha lanciato la propria carta di identità in faccia all’ex Dirigente della Popolare Trebesto, che ha risposto con una reazione fisica la cui entità verrà discussa nelle sedi opportune, sicuramente non riconducibile alla gravità di due pugni come apparso sui giornali. Gli articoli che hanno trattato la vicenda fanno riferimento ad una prognosi di 15 giorni di malattia, causata dal comportamento dell’ex Dirigente. Una malattia di tale gravità non appare congruente con i fatti, ma anche queste saranno valutazioni che verranno affrontate nelle sedi competenti.
Inutile ribadire che la Popolare Trebesto non intende difendere il comportamento del proprio ex Dirigente. Entrambi i soggetti coinvolti, nonché la Trebesto stessa, hanno tempestivamente indirizzato le proprie scuse sia al Presidente che ad altre persone indirettamente coinvolte e il Dirigente ha rassegnato le dimissioni già in data 7.1.2026, ben prima di conoscere dell’esistenza di un procedimento penale a suo carico.
Ci sembrava doveroso dare una narrazione più completa e veritiera dei fatti, data l’estrema parzialità con cui è stata riportata la notizia nella settimana scorsa.
Popolare Trebesto
Scritto da La Redazione il 18/03/2026












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