DS SQUALIFICATO per aver messo la NOTIZIA di un "ACQUISTO" sui SOCIAL
Tre mesi, poi diventati uno e mezzo con il patteggiamento, per un post. La storia di Alessandro Genovesi

Società attenzione, c'è una nuova "minaccia" per voi. L'uso dei social si sa talvolta può risultare pericoloso. Negli ultimi anni si è fatta diffusa la "moda" di annunciare sulle proprie pagine gli acquisti di questo o quel giocatore, con tanto di foto. Si è arrivati persino a mostrare le firme sul cartellino di ragazzi del settore giovanile... Una maniera anche esagerata per mostrare quello che si fa, anche per creare un "ambiente favorevole" intorno ad esse e favorire l'arrivo di altri giocatori.
Un qualcosa, diciamolo pure francamente, che a noi giornalisti del settore ha fatto anche gioco, visto che da metà maggio in poi abbiamo avuto notizie in abbondanza sui movimenti di mercato. Un qualcosa però che le rigide norme della FIGC non contemplano, in quando fino al 30 Giugno valgono i tesseramenti e un giocatore è legato.
E qua viene meno il buon senso, perchè succede poi quello che, pensiamo caso unico, capita ad Alessandro Genovesi, Direttore Sportivo dell'Asd Guasticce 2020, militante nel girone D di Seconda Categoria, squalificato per aver fatto postare sui social l'ingaggio di un nuovo giocatore prima del primo luglio, e quindi quando era ancora tesserato per un altro club.
Genovesi e la sua società probabilmente devono aver qualche "nemico", perchè qualcuno ha puntualmente fatto lo screen shot e ha fatto la segnalazione. Non conta poi se l'autore dell'ignobile gesto sia risultato proprietario di un profilo inventato, la Procura Federale (suo malgrado, pensiamo noi...) ha dovuto far scattare l'indagine che poi ha portato alla squalifica.
A raccontarci nel dettaglio lo "strano" caso è proprio Genovesi. "In data 14 giugno ho contattato un giocatore per cercare di farlo venire nell’Asd Guasticce, ben sapendo che da oltre un mese la società per la quale era tesserato gli aveva comunicato la non riconferma. Il ragazzo si è reso disponibile e, chiaramente commettendo un errore, ho fatto fare un post su Facebook e su Instagram comunicando il prossimo arrivo, così come fino a quel momento gran parte delle società hanno fatto tramite i propri canali social, oppure con conferme su quotidiani locali o su siti web specializzati nel calcio dilettantistico".
Il rammarico per quanto accaduto è tanto. "Tutti o quasi fanno questo prima del 30 giugno, ben sapendo che si sta commettendo un errore, ma a nessuno è mai capitato che una persona, dopo soli venti minuti dall’uscita del post, possa inviare lo screenshot di questo post praticamente “denunciando” la società che ha commesso il fatto".
Le cose come sono andate poi? "Dopo un paio di mesi abbiamo ricevuto una pec dalla procura federale con la quale io e il presidente siamo stati convocati per essere interrogati dal Sostituto Procuratore Federale, alla quale non ho potuto che confermare il mio errore assumendomene la totale responsabilità, spiegando che il modo di agire era dettato dal fatto che i miei giocatori erano allarmati notando il nostro immobilismo nei confronti di altre società che da giorni postavano nuovi arrivi. Circa un mese fa, abbiamo ricevuto altra pec e sono entrato in contato con la Procure Federale, dove ad onor del vero ho trovato persone molto gentili e comprensive. Siamo arrivati alla conclusione che avrebbero chiesto il minimo di tre mesi di squalifica, ridotti del 50% se avessi chiesto il patteggiamento, cosa ovviamente che ho fatto. Puntuale un paio di giorni fa è arrivata la squalifica di quarantacinque giorni".
Genovesi vuole sfruttare il suo caso per essere da monito, ma non risparmia qualche frecciatina... "Scrivo quanto accaduto perché sia magari d’esempio alle tante società che hanno commesso il mio stesso errore e far presente, che basta che una persona abbia sulle scatole qualcuno e parte la denuncia, proprio come ha fatto un certo Marco Polaretti, ovviamente nominativo falso e email aperta solo per questo con credenziali sempre false. Ecco, forse la cosa più amara della storia è non avere la possibilità di poter ringraziare chi non ha avuto la dignità di metterci la faccia, forse meglio così, anche se ovviamente io qualche idea su chi possa essere ce l’ho e la tengo per me, sicuro anche che non riguardi società o persone vicine a squadre del mio girone".
Scritto da La Redazione il 27/10/2023









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