"Nessuna morale, Nardini non ha colto il significato delle mie parole"
Paolo Bosi interviene ancora: "Ho solo denunciato un fatto grave e il comportamento scorretto di una società professionistica"

Ha letto le dichiarazioni del presidente dell'Olimpia Nardini (CLICCA QUA) e Paolo Bosi chiede nuovamente la parola per replicare. "Non ho la presunzione di fare la morale a nessuno - dice il diesse del San Michele Cattolica Virtus - ho solo denunciato un fatto molto grave. Mi dispiace che Nardini non abbia colto il significato delle mie parole, capisco che possa sentirsi tirato in causa, ma il mio riferimento era ad una società professionistica che chiama "a tappeto" i tesserati di qualche società non tanto avendo interesse nel valorizzare i ragazzi, ma piuttosto quello di danneggiare le loro società di appartenenza a vantaggio di qualcun'altra. Qui si aprirebbe il capitolo di certe incompatibilità. Così si lede il principio di lealtà e probità sportiva."
Quanto al fatto che la Cattolica si comporti al pari delle altre società dilettantistiche, Bosi precisa che "per prima cosa noi non ci siamo mai preoccupati se qualche ragazzo decide di cambiare, poiché siamo concentrati su quelli che sono felici di fare sport a Soffiano; sono tanti ed alcuni di loro preferiscono stare con noi rifiutando proposte da club professionistici. addirittura abbiamo liberato anche ragazzi vincolati: Nardini lo sa bene visto che, negli ultimi 3 anni, ci hanno richiesto di liberare o trasferirgli 3 tesserati con vincolo e li abbiamo accontentati senza fare problemi. Quando è capitato un caso inverso non c'è stata la stessa disponibilità da parte loro. Ma lungi da me fare polemica."
Poi il diesse giallorosso sposta nuovamente il tiro. "Nella mia intervista mi riferivo ad un club professionistico che tra il 1° ed il 6 luglio ha contattato 18 famiglie dei nostri bambini. La selezione ed il reclutamento sono ben altre cose. Il 20 di luglio, per esempio, abbiamo ceduto 3 nostri tesserati (2 alla Fiorentina ed 1 all'Empoli) strafelici di averli aiutati a raggiungere questo traguardo ; anche se ci siamo indeboliti non importa: queste sono le vittorie più importanti. Tutti gli anni cediamo molti ragazzi alle principali realtà professionistiche italiane con le quali abbiamo un ottimo rapporto. Però vorrei chiedere ai tanti amici che hanno commentato se gli è mai capitato di subire un attacco mirato su ben DICIOTTO ragazzi contemporaneamente, non uno, da parte di un'unica società alla vigilia delle firme. Il perché ?! È facilmente intuibile. Questo non ci ha arrecato alcun danno poiché di questi 18, soltanto due hanno deciso di andare, ma è giusto comunque sollevare un problema ormai insopportabile. Chi non lo capisce o addirittura si risente, rischia di apparire connivente. Comunque ben venga un confronto su questa tematica."
Scritto da La Redazione il 06/08/2015














