"Questo calcio giovanile mi fa schifo: è solo una tratta di bambini"
L'accusa senza mezzi termini di Marcello Bucaioni che non è più il diesse del Calenzano

Era già stato molto duro in un'intervista rilasciata a TOSCANAGOL lo scorso 14 Novembre 2014 (LEGGI QUA) sul settore giovanile. A distanza di alcuni mesi Marcello Bucaioni non ha cambiato opinione, anzi: le sue sono accuse pesantissime su un ambiente che non conosceva e che lo ha profondamente deluso. Lo fa dopo il suo addio ufficiale al Calenzano dove in questa stagione si è "inventato" direttore sportivo proprio del settore giovanile.
"Avevo già dato le dimissioni alla fine di novembre (LEGGI QUA) dopo che la società voleva esonerare Bruscoli dagli Allievi. Il mio fu un atto di forza, se andava via lui, andavo via io. Il presidente ci ripensò e allora tutto si sistemò."
La stagione è proseguita, ma Bucaioni ora vuole tornare ad allenare. "Assolutamente sì, a me piace stare sul campo e fare quello che ho fatto per tanti anni. A Calenzano non ci sono le premesse per un discorso futuro, così da lunedì ho rassegnato il mandato, Voglio dare il tempo alla società di trovare un adeguato sostituto e fino in fondo alla stagione darò una mano per gli accordi presi e suggerirò alla società un personaggio che possa sostituirmi. Nomi? No, mi dispiace, non ne faccio."
Secondo le prime voci potrebbero così arrivare a Calenzano o Sabatini che è alla Galcianese o Cardaropoli che è al Mezzana. Bucaioni vuole invece tornare in panchina. "Ho trovato un mondo difficilissimo, per me è stata un'esperienza sconvolgente. C'è un sacco di falsità e questo non mi piace. Un direttore sportivo come me deve sempre raccontare un sacco di cose non vere, non mi sento assolutamente portato per questo lavoro."
E' un "attacco" pesante quello di Bucaioni verso il settore giovanile. "Ora ho capito perchè in Italia c'è difficoltà a creare nuovi calciatori. La gente fa finta di non vedere, i genitori vivono di illusioni, il fatto è che non vanno avanti i più meritevoli, ma altri che hanno altre qualità. I colpevoli sono i diesse, le società e tutto il movimento. Ci si tappa invece gli occhi, ai genitori si dà l'illusione di portare i loro ragazzi a giocare chissà dove. E invece..."
Va a ruota livera Bucaioni. "Ho scoperto come tanti allenatori vendano fumo e quanti non sappiano allenare. Non è che io sia quello bravo, però ho l'esperienza e le capacità per vedere se uno sa stare con i ragazzi e possa trasmettergli qualcosa. Qua c'è gente che pretende rimborsi spesa e che invece non è all'altezza. Qua si cerca solo il risultato finale che poi è fine a sè stesso."
Poi ricorda la "vicenda" Bruscoli. "Lo volevano mandare via perchè aveva perso due partite consecutive ed era secondo in classifica. Mi sembrava un'eresia, qua si seguono le mode delle società professionistiche."
Non ha paura a dire cosa pensa. "Sto lanciando un sasso, un macigno, lo so, sicuramente sono frasi compromettenti per me, ma queste sono le mie idee, giusto o sbagliate, e ho sempre avuto il coraggio di dirle. Io sono rimasto traumatizzato da questa mia esperienza come diesse del Calenzano. Qua si fa "tratta" di bambini, guardiamo di dircelo in faccia una volta per tutte. Ricordo che una delle prime cose che feci quando assunsi l'incarico fu quella di andare a cercare dei bambini del 2002 del Barberino. Mi dissero che si doveva fare così e mi adeguai. Ricevetti poi una telefonata del diesse del Barberino Grossi che me ne disse di tutti i colori e aprìì gli occhi. A lui chiesi scusa, mi sono vergognato di me stesso. Invece qua è tutto un "ruba ruba", si portano via i ragazzi in continuazione. Credo invece che dovrebbero crescere nel proprio ambiente, solo in età maggiore e quelli bravi devono andare a giocare lontano da casa".
Un'analisi spietata quella di Bucaioni che vorrebbe servisse a tutti "per aprire gli occhi, per vedere in faccia un problema esistente. Non è così che può andare avanti il settore giovanile. Siamo diventati dei "ladri di polli", è una "guerra tra poveri" senza senso, se non che ognuno lo fa solo per interessi e ambizioni personali. Siamo seri, le società che fanno crescere i ragazzi sono pochissime, si contano sulle dita di una mano. Tutti sanno che così non va bene, ma nessuno vuole cambiare il sistema. La FIGC dovrebbe intervenire e cambiare qualcosa nelle norme. Non è possibile che ci siano queste continue migrazioni di ragazzi e di allenatori che si spostano portando via gruppi di giocatori. Bisogna farla finita con questi giochetti di dubbio valore morale."
Considerazioni esagerate o l'esatto "fotogramma" della situazione del nostro calcio giovanile? Bucaioni lancia il sasso e non nasconde la mano. Vuole stimolare la discussione e portare il suo contributo a cambiare le cose. Ci farebbe piacere sentire tanti altri pensieri e iniziare un vero e proprio dibattito, chiaramente costruttivo, per portare un utile contributo alla causa.
G.M.
Scritto da Gino Mazzei il 30/03/2015





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