"Abbiamo chiesto scusa a tutti, non strumentalizziamo questa storia"
Filippo Giusti difende la Sestese: "Poteva succedere a tutti, è stato un raptus, un momento di follia"

Il giorno dopo Filippo Giusti, presidente della Sestese, è ancora scosso per quanto accaduto ieri mattina al "Biagiotti". Era presente alla partita, ha visto tutto, ha subito preso in mano la situazione e gestito in prima persona quanto è accaduto. "Abbiamo fatto tutto quello che potevamo - dice a TOSCANAGOL -, innanzitutto abbiamo tutelato il direttore di gara, poi provveduto a soccorrere Andrea Gioli, a far intervenire autoambulanza e le forze dell'ordine. Abbiamo raccontato tutti i fatti che sono quelli che avete descritto. Ho visto tutto, è stato un momento di raptus che non ha alcuna giustificazione."
Giusti è ovviamente stupito del gesto del suo dirigente. "Se lo avevamo messo in quel ruolo - spiega - è perchè lo ritenevamo all'altezza. Non aveva mai dato alcun segno di squilibrio, si era sempre comportato secondo quelle che sono le linee della nostra società. La storia della Sestese parla da sola, il nostro lavoro è sempre stato in una certa direzione. Questo episodio infanga la nostra storia, serietà ed educazione sono stati i nostri cavalli di battaglia"
Una presa di posizione subito durissima per censurare l'episodio. "Non poteva essere altrimenti, Non ci sono scusanti. In campo è stata la "solita" partita tra Sestese e Cattolica, fatta di agonismo, "tirata", magari anche con qualche polemica, ma mai da poter arrivare ad una reazione del genere. Andrea Gioli è stato un nostro giocatore, lo conosco benissimo, abbiamo preso il caffè prima della partita. Ha subito un colpo che poteva portargli ben peggiori conseguenze, non ci sono scusanti. Agli organi giudiziari ho detto tutto. è stato un raptus, un momento di follia. Non so cosa gli sia passato per la testa, non mi interessa che mi dia spiegazioni, io con lui non voglio parlarci. Stamattina ho provveduto ad annullare il suo tesseramento alla FIGC e per conoscenza l'ho comunicato anche alla Cattolica. Rosario (questo il nome di battesimo del dirigente ndr) non farà più parte della Sestese."
Giusti accetta tutto, ma non le strumentalizzazioni. "Nessuno ci faccia la morale, o ci giudichi per questo episodio, poteva succedere a chiunque. Come quando un figlio commette una "cazzata" che non potevi aspettarti. E' stato un singolo caso, nato e morto all'istante. La storia della Sestese non c'entra niente. Il nostro nome non può essere infangato ora. E' stata una brutta giornata, una brutta pagina di sport."
Scritto da La Redazione il 28/01/2015














