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NICOLO' FAZZI, ovvero quando il "sogno" è a portata di mano

Ecco la storia del talento lucchese arrivato in Prima squadra alla Fiorentina

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Una storia comune per i tanti ragazzi che hanno fatto la lunga trafila in un club professionistico e che sono arrivati poi alle soglie della Prima squadra. Il “sogno” è a portata di mano, un contratto professionistico, la possibilità di fare calcio vero e una carriera importante. 

E’ quella di Nicolò Fazzi, classe 1995, lucchese di Borgo a Mozzano, un piccolo centro a venti minuti dal capoluogo adagiato su una sponda del fiume Serchio che lo attraversa. Un padre ex calciatore (ha giocato anche nella Lucchese in C), un amore per quel pallone che rotola iniziato prestissimo.

"Ho iniziato a giocare all'età di 5 anni nel Valdottavo – dice Nicolò ad ATUTTOCAMPOLIVE - e a 8 sono passato alla Lucchese. Qua ci sono stato praticamente solo quattro mesi, visto che subito  mi cercarono  la Fiorentina e l'Empoli. Ricordo con piacere mister Andrea Ruglioni che poi ho ritrovato nel settore giovanile viola. Scelsi Firenze e così ho iniziato il mio percorso in viola con Carobbi e Merlo come allenatori. Ho finito la categoria  Esordienti con Torricelli in panchina. Nei Giovanissimi regionali e nazionali ho avuto mister Guidi. Dopo i Giovanissimi nazionali feci gli Allievi nazionali sotto età, allenato da Gabbanini ed ogni tanto scendevo con i regionali allenati da Maestrini. Poi, ultimo anno di Allievi nazionali, riebbi Guidi: avevamo uno squadrone per gli Allievi, ed uscimmo in semifinale ai rigori contro la Sampdoria nelle finali nazionali, dopo una partita dominata in tutte le zone del campo!. Nel primo anno di Primavera, ho avuto meno spazio, essendo più piccolo degli altri, Sono riuscito però a mettermi in evidenza alla fine nelle finali scudetto, eliminati dall'Atalanta. Anche quest'anno guidati da Mister Semplici abbiamo fatto un gran campionato, siamo arrivati secondo nel girone, dietro la Lazio, arrivati in semifinale alla “ Viareggio Cup” e perso purtroppo la Finale di Coppa Italia, andata e ritorno contro la Lazio."

Un talento di assoluta prospettiva. La crescita di Nicolò Fazzi è andata di pari passo con le convocazioni nelle varie Nazionali di categoria. "Ho iniziato con l’'Under 16 di  Rocca ad uno stage, poi sono stato nell’Under 17 con Zoratto e Vanoli, Under 18 con Evani e quest'anno ad inizio stagione con Pane in Under 19. Ho fatto grandissime esperienze,  ho giocato in Inghilterra, Ucraina, Portogallo, Spagna, Ungheria, Francia."

Le sue qualità non sono passate inosservate e mister Vincenzo Montella ha voluto seguirlo da vicino. "Quest'anno ho avuto la possibilità di allenarmi spesso in pianta stabile in prima squadra. Ho fatto panchine in Europa League, di cui la prima in Portogallo, contro il Pacos. Coppa Italia a Udine e Siena in casa, e campionato con Milan e Sampdoria. Montella è molto bravo, riesce ad avere un buon rapporto con i giovani."

Esperienze importanti per Nicolò a contatto con campioni conclamati. "Quando sei li non puoi solo che imparare a migliorare. Non più che altro il gesto tecnico che fanno, ma come pensano quando sono in campo e fuori dal campo, è quello che fa la differenza. Poi è un gruppo positivo, aiutano molto il giovane e danno tanti consigli."

Ma come si presenta Niccolò Fazzi come calciatore? "Il mio ruolo naturale è esterno di attacco, prevalentemente a sinistra, ma riesco a giocare anche a destra. In passato ho giocato anche punta. Comunque posso fare sia l'esterno dei quattro di centrocampo, sia il quinto esterno del 3-5-2. Mi trovo meglio nel 4-3-3, come esterno d'attacco."

Tanti sacrifici in questi anni per coronare il sogno di diventare calciatori. Le riflessioni di Nicolò valgono per tutti quei ragazzi che pensano di avere subito la “pappa pronta”. "Già il primo anno facevo avanti e indietro da Firenze, tre-quattro volte alla settimana. Avevamo a disposizione un pullmino che partiva da La Spezia e faceva diverse fermate via via che si avvicinava a Firenze. Non è stato facile conciliare il calcio con la scuola, Partire la mattina presto da casa e tornare la sera dopo le 8 e mettersi a studiare… Mi sono impegnato e allo stesso tempo arrangiato. Adesso è da due anni che vivo e studio a Firenze, frequento la 5^ superiore, sono fortunatamente in pari e quest'anno dovrà dare la maturità! Sarà' complicata la situazione, le assenze sono tante e il materiale da studiare ancor di più!!!"

Anche perché i primi di Giugno sono in programma in Romagna le finali del campionato Primavera e la Fiorentina sarà presente."Possiamo fare alla grande, venerdì sapremo chi avremo di fronte. Una vale l'altra, arrivati alla fine, se vuoi vincere devi incontrarle tutte. Siamo un bel gruppo, possiamo fare molto bene. Abbiamo dimostrato che ci possiamo stare alla grande."

Sarà questo il passo d’addio di Fazzi al calcio giovanile: da luglio inizierà ufficialmente la sua avventura nel calcio dei grandi. "Il salto dal calcio giovanile al calcio dei grandi è grosso, che sia Serie A, B o C . Adesso penso a prepararmi al meglio per arrivare a inizio giugno alle finali. Li giocheremo e tireremo le somme. L'importante è far bene sul campo, l'unica cosa che conta veramente, il resto viene da sè. La scelta della piazza è sicuramente importante, può dipendere da tante cose. Allenatore, modulo, tifosi."

L’obiettivo potrebbe così diventare quello di fare proficua esperienza e poi, magari, ritornare alla casa madre viola. Sulle orme di Federico Bernardeschi, giovane di Carrara, che dopo l’exploit di Crotone, partirà questa estate per il ritiro estivo con la Fiorentina prima squadra.. "Sarebbe il massimo senza dubbio. “Berna” è mio amico, lo sento spesso. È riuscito a trovare negli ultimi giorni di mercato una piazza giusta, dove i giovani li vedono e ci puntano. Poi è stato bravo lui a farsi trovare pronto e a dare continuità  alle sue prestazioni. Lo stesso varrà per me: L’importante sarà trovare una sistemazione giusta, dove posso stare bene  e dove posso dimostrare le mie qualità.  Alla distanza non ci penso nemmeno. Sono prontissimo per  fare le valigie!"

Infine, ancora due pensieri sulla sfera personale: il padre Roberto e il paese di Borgo a Mozzano. "Ho iniziato a giocare per scelta mia, fin da piccolo ero sempre con il pallone in mano. Mio padre mi ha sempre seguito, penso che in 14 anni che gioco a calcio non si sia mai perso nemmeno mezza partita. Sa darmi i giusti consigli e riesce a starmi sempre molto vicino. Non è il solito genitore invadente che pressa il figlio. Quanto al mio paese natio, ho un forte legame con tutti, soprattutto ho un gruppo di amici importante. Fino ad ora ho avuto la fortuna di essere stato vicino a casa. I miei amici rivestono una parte importante della mia vita. Sono un ragazzo di paese, organizziamo molto e riusciamo ad essere molto attivi."

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  Scritto da Gino Mazzei il 22/05/2014
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