Gioli è tornato a casa, sta meglio ma è ancora sotto choc
L'allenatore del San Michele Cattolica Virtus porta i segni dell'aggressione subita sia fisici che morali

E’ tornato a casa Andrea Gioli, il trentenne allenatore del San Michele Cattolica Virtus, colpito ieri “a freddo” al termine della partita dei Giovanissimi Elite tra Sestese e i giallorossi fiorentini.
Gioli è però ancora in stato confusionale e preferisce non rilasciare dichiarazioni. Ha un forte mal di testa e un dolore diffuso dalla tempia fino a sotto lo zigomo. Anche il labbro superiore è gonfio.
Gioli non riesce a capire la dinamica dell’episodio. Potrebbe essere stato colpito dall’avambraccio oppure a due mani. In ogni caso lui era girato, stava facendo uscire i ragazzi che si stavano un po’ “battibeccando” con gli avversari della Sestese. Fatto sta che è caduto a terra, da un occhio non vedeva più, ha provato a rialzarsi, ma barcollava. Poi si è ritrovato su una barella ed all’ospedale. Paradossalmente il colpo subito poteva portargli conseguenze ben più gravi, magari se veniva colpito alla tempia e in virtuà del fatto che non si aspettava assolutamente di essere colpito, fattore questo molto importante.
Ora è a casa “ferito” fisicamente e psicologicamente. Ha ricevuto tante telefonate e tanti messaggi di solidarietà anche sulla sua pagina facebook. Oltretutto Gioli è unanimemente conosciuto come un tipo davvero tranquillo, socievole, apprezzato da tutti per questo suo carattere.
Una vicenda davvero che ha del paradossale. Due società e tutto il calcio toscano sono ancora attoniti per quanto è accaduto. La Sestese, società che si è sempre distinta in questi anni per serietà e un grande lavoro nel calcio giovanile, si trova ora suo malgrado nell’occhio del ciclone per questo gesto sconsiderato.
Grande costernazione anche in casa Cattolica con il presidente Massimo Cerbai e il diesse Paolo Bosi che sono stati subito vicinissimi ad Andrea che in società è molto considerato sia come tecnico che come ragazzo. L’obiettivo è di riaverlo quanto prima al campo. C’è un gruppo di ragazzi che lo aspetta…
Scritto da La Redazione il 27/01/2015














