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"Per GUIDARE la LUCCHESE verrei a PIEDI da ROMA"

Carlo Pascucci racconta a TOSCANAGOL l'amore per la Toscana, i suoi trascorsi da giocatore e l’attuale carriera da allenatore

Carlo Pascucci, classe 1966, originario di Roma, ha collezionato 5 presenze in Serie A con la Fiorentina e quasi 200 in Serie B con alcune maglie importanti come quella della Fiorentina, Lucchese, l’Ascoli, l’Avellino e la Sambenedettese. Come allenatore vanta tante esperiezna in serie D e Eccellenza.

Un esempio di giocatore che entra nel professionismo con le tempistiche giuste: “Avevo 16 anni quando la Fiorentina mi prese dalla Pro Cisterna in Serie D, anche Lazio e Roma mi volevano ma il vice presidente viola aveva buoni contatti con la mia squadra, non è stato difficile trasferirsi anche perché mi allenavo spesso nel settore giovanile della nazionale a Coverciano - e aggiunge - il destino ha voluto che il mio esordio in Serie A sia stato proprio un Roma-Fiorentina da appena maggiorenne.”

La Toscana e in particolare Lucca sono una seconda casa a tutti gli effetti per l’ex difensore: “In realtà le metto a pari merito con Roma soprattutto per i magnifici trascorsi con la Lucchese. Abbiamo fatto dei risultati importanti in quelle stagioni (su tutte la vittoria della Coppa Italia Serie C in cui Pascucci segna l’ultimo calcio di rigore nella finale con il Palermo n.d.r.) ma in generale è un ambiente in cui sono stato veramente bene - e prosegue - domenica scorsa è stato bellissimo vedere l’entusiasmo di Lucca per la vittoria del campionato. Sono il primo tifoso della Lucchese e vedere il Porta Elisa pieno mi ha emozionato molto.”

La carriera da allenatore che nasce non appena finisce quella da giocatore: “A 32 anni prendo il primo patentino, ma non volevo smettere di giocare, sei anni dopo ho conseguito la qualifica Uefa A per allenare nel professionismo. Ad oggi, sfortunatamente, non ho avuto molto successo: ho allenato solo squadre di Eccellenza e di Serie D, quasi esclusivamente nel Lazio - continua - l’unica esperienza su una panchina toscana è stata quella con il Ghiviborgo nel 2017: entro in corsa in quella stagione, siamo costretti a giocarci dei playout molto difficili, ma riusciamo a salvarci. Avevo l’accordo per essere riconfermato in caso di salvezza, ma nel calcio le cose cambiano molto velocemente… avrei voluto giocarmi la stagione successiva, così invece non accadde.”

La stagione 2025-2026 senza una panchina: “Qui nel Lazio alcune situazioni sono complesse: esistono delle società che mi hanno chiesto un "regalo" all’arrivo, uno sponsor. Io sono un professionista e condanno fermamente queste dinamiche, se una squadra mi sceglie lo deve fare per le mie qualità tecniche e tattiche, non perché porto uno sponsor utile alla squadra. Purtroppo succede nel Lazio, ma anche in tante altre parti dell'Italia. Preferisco così starmene a casa, perché per me sono altri i modi di fare calcio e spero di trovare presto una società che la pensa come me.”

Pascucci è preparatissimo e informato su tutto quanto succedendo nei vari campionati. Mostra una grande preparazione sul calcio toscano ("ho allenato da voi solo a Ghivizzano, ma ci sono tante piazze belle e stimolanti") di serie D ed Eccellenza e poi confida un suo desiderio: “Il mio sogno è quello di sedermi sulla panchina della Lucchese, amo la città e quando ho allenato squadre in cui mi sono trovato bene da giocatore ho fatto sempre buone stagioni, mi da uno stimolo in più - e dichiara - se mi chiamassero ora per firmare il contratto partirei a piedi da Roma.”

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  Scritto da Federico Paoli il 20/04/2026
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