"Dopo la PERDITA dei TITOLI ELITE, che ORGOGLIO per questa VITTORIA"
Parla il Presidente dello Zambra Riccardo Stefanini dopo la conquista del titolo provinciale Giovanissimi A

Dopo la conquista del titolo provinciale Giovanissimi A Pisa, il Presidente dello Zambra Riccardo Stefanini ha parlato ai canali ufficiali del club.
Presidente, partiamo dall’attualità: la vittoria del campionato Under 15 (Giovanissimi A 2011). Che valore ha questo traguardo? “È un risultato che ci riempie di orgoglio, ma soprattutto di grande soddisfazione per il percorso che rappresenta. Vincere il campionato con due giornate di anticipo, dopo le vicende che ci avevano portato alla perdita dei titoli regionali élite, significa aver risposto nel modo più corretto: lavorando sul campo. In appena tre anni siamo riusciti a riconquistare ciò che avevamo perso, e questo testimonia la solidità del lavoro fatto. Ma la cosa più bella è che questo titolo tornerà a Zambra e sarà a disposizione della categoria 2012: un segnale concreto di continuità e crescita”.
Quanto è importante questo risultato per la società Zambra Calcio? “È un risultato che appartiene a tutti. Non è solo una vittoria sportiva, ma il frutto di un lavoro condiviso. Coinvolge il direttivo, la segreteria, i custodi, gli autisti, ogni singola persona che contribuisce quotidianamente alla vita della società. Un ringraziamento particolare va a chi guida e organizza: il direttore generale Maurizio Anelli, il direttore sportivo Francesco Cecchi, e tutti i responsabili di categoria come Emiliano Nicolini e Sebastiano Boccaccio per la leva. Ognuno ha avuto un ruolo determinante”.
Presidente, dietro questo successo c’è un lavoro più profondo. Qual è la filosofia della Zambra Calcio? “La Zambra Calcio ha sempre lavorato con un obiettivo chiaro: la formazione dei propri atleti. Non siamo una realtà che si limita al risultato della domenica, ma una società che costruisce percorsi. Il nostro scopo è fornire ai ragazzi una preparazione tecnica, tattica, coordinativa e comportamentale che possa metterli nelle condizioni, un domani, di raggiungere anche il professionismo. Ma senza illusioni: noi non 'costruiamo campioni'. Chi pensa questo sbaglia. Noi lavoriamo per migliorare ogni bambino, accompagnandolo in un percorso graduale di crescita”.
Negli ultimi anni si parla molto di rifondazione tecnica. Cosa è cambiato? “Da circa cinque anni abbiamo intrapreso una vera rifondazione del programma tecnico. Un percorso costruito con passione, generosità, onestà, concretezza e tantissimo lavoro. Grazie allo staff tecnico, guidato da Gabriele Banti, una figura di grande esperienza e affidabilità, siamo riusciti a creare un sistema organizzato, strutturato, con programmi studiati e adattati alle varie fasce d’età. I risultati stanno arrivando, ma la cosa più importante è che vediamo crescere i ragazzi”.
Possiamo dire che Zambra è oggi una scuola calcio di riferimento? “Assolutamente sì, ma non per presunzione: per organizzazione e metodo. A Zambra c’è una scuola calcio molto ben strutturata, sia dal punto di vista teorico che pratico. Offriamo: tre allenamenti settimanali per le categorie di base, allenamenti specifici per i portieri, sedute dedicate alla tecnica individuale e motoria. Questo significa dare ai ragazzi strumenti concreti per migliorare”.
Che ambiente si respira all’interno della società? “Zambra è un’isola felice. E lo dico con convinzione. Abbiamo creato un ambiente sano, dove non ci sono pressioni inutili, non esistono fanatismi, non trovano spazio gelosie o polemiche. Le famiglie partecipano con serenità, i ragazzi giocano con entusiasmo, e questo ci permette di lavorare con tranquillità. Per noi, soprattutto nella scuola calcio, il risultato della partita è secondario. La partita è un esame, un momento in cui osserviamo ciò che abbiamo insegnato durante la settimana”.
Quanto è importante il percorso formativo anche per gli istruttori? “È fondamentale. Stiamo portando avanti un percorso di formazione anche per gli allenatori grazie anche all’Affiliazione con l’Empoli Academy. Diamo la possibilità ai giovani che vogliono intraprendere questo ruolo di affiancarsi allo staff tecnico, imparando non solo gli aspetti tecnici, ma anche quelli educativi e sociali. Allenare bambini significa avere una responsabilità enorme”.
Che tipo di progetto state portando avanti? “Più che un progetto, lo definirei un percorso strutturato, un iter programmato e condiviso. Siamo circa a metà di questo cammino, e l’obiettivo è chiaro: diventare una delle scuole calcio più competenti, organizzate e riconosciute del territorio”.
Che messaggio vuole lanciare dopo questo successo? “Il messaggio è semplice: noi andiamo avanti per la nostra strada. Indipendentemente da ciò che si dice fuori, continuiamo a lavorare con coerenza, serietà e passione. Siamo felici per questo traguardo perché dà il giusto riconoscimento a ragazzi cresciuti a Zambra, che oggi dimostrano sul campo quanto hanno imparato”.
In conclusione, cos’è per voi il calcio? “Il calcio, per noi, resta uno sport. E il nostro primo dovere è rendere felici i bambini. Devono divertirsi, crescere, imparare. Noi mettiamo a disposizione competenze, organizzazione e conoscenze per permettere a ciascuno di esprimersi al meglio, secondo le proprie capacità. Ed è qui che si riassume tutto nel nostro slogan: ‘Gioco, imparo, cresco e mi diverto’”.
Scritto da La Redazione il 24/03/2026








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