Parla la FIGC: "una SOLUZIONE non c'è, le REGOLE non le facciamo NOI"
L'intervento del Coordinatore Regionale del Settore Giovanile Enrico Gabrielli: "Siamo disponibili ad un incontro con tutte le componenti"
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Il Coordinatore Regionale del Settore Giovanile Scolastico FIGC Enrico Gabbrielli interviene in prima persona sull'inchiesta di TOSCANAGOL "LA TRATTA DEI BAMBINI NELLE SCUOLE CALCIO" .
Nei tanti commenti ricevuti in merito sui social, si è spesso richiesto l'intervento della FIGC, considerata come l'organo che gestisce le regole del gioco. E tra i tanti appelli pervenuti si chiedono misure restrittive e regole ferree per le società professionistiche, con l'idea persino di vietare loro di fare attività con i bambini di giovanissima età.
Concetti che Enrico Gabbrielli ha ben chiari. "Attualmente una soluzione non c'è, diciamolo subito a scanso di equivoci - precisa - perchè, anche se ci fosse una visione univoca a livello nazionale, la FIGC deve recepire le normative UEFA; in tal senso, non esistono divieti negli altri paesi europei riguardo al raggio d'azione delle società professionistiche tra le fasce di età delle attività di base. In tutti i casi - aggiunge - ci potrebbe sempre essere il ritorno a quanto accadeva nel passato, quando alcune società dilettantistiche "prestavano la propria denominazione" alle società professionistiche per organizzare l'attività dei più piccoli".
Qualcosa però è stato fatto... "Esatto, negli ultimi anni è stata imposta ai club professionisti la limitazione dell'iscrizione di una sola squadra nella categoria Esordienti".
Gabbrielli sta seguendo con interesse il dibattito aperto in questa inchiesta di TOSCANAGOL. "Leggendo i vari interventi che sono stati pubblicati, ritengo che le problematiche che riguardano il calcio giovanile non siano solo di natura normativa, ma soprattuto di sistema e culturale. Tecnici che lavorano solo in funzione del risultato immediato e non su una programmazione pluriennale che metta al centro lo sviluppo del giovano calciatore; genitori a cui spetta in tutti i casi la facoltà di scegliere dove tesserare i propri figli che vedono come un miraggio il passaggio dei propri bambini nel mondo professionistico, non considerando i loro bisogni reali. Ripeto, la problematica è grande e al di là degli interventi che ritengo tutti interessanti, sarebbe importante poterli dibattere in maniera più approfondita".
Ecco che la proposta di Enrico Busoni (LEGGI QUA) trova l'approvazione del Coordinatore Regionale del S.G.S. "Se ce la possibilità di organizzare un tavolo di riflessione tra tutte le componenti, io ci sono e credo anche il presidente regionale della LND Paolo Mangini. Penso che siano tanti gli spunti su cui poter discutere e ritengo che farlo in presenza possa essere molto costruttivo e di indubbio interesse per tutti".
Scritto da La Redazione il 18/03/2026







