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Edizione provinciale di Firenze


"Le NORMATIVE non AIUTANO, ma con i BAMBINI serve il BUON SENSO"

Parla il Direttore Generale dello Scandicci Claudio Davitti

TOSCANAGOL continua a raccogliere pareri sul tema “caldo” del passaggio dei giovani atleti dalle società dilettantistiche a quelle professionistiche già durante la Scuola Calcio.

Ad intervenire oggi è il Direttore Generale dello Scandicci Claudio Davitti che mette in luce quelli che, a suo avviso, sono tre aspetti fondamentali.

RAPPORTI TRA SOCIETÀ – “Penso che una cosa che le società professionistiche dovrebbero sempre fare è non passare dalle famiglie per prelevare un bambino, ma interagire con il club dilettantistico di appartenenza”.

NORME FEDERALI – “Purtroppo le professionistiche stanno partendo molto presto con le reclute dei giovani calciatori, ma è anche vero che le nuove normative le incentivano a prelevare bambini sotto i dieci anni età per un risparmio economico che anche per loro inizia ad essere importante”.

PSICOLOGIA DEL BAMBINO – “Ultimo, ma non certo per importanza, il mantenimento di un equilibrio dell’atleta e non uno stravolgimento della propria vita con viaggi magari di quattro ore tra andata e ritorno per andare agli allenamenti quando passano ad un club professionistico distante da casa. È qui deve entrare in scena soprattutto il buon senso quando si parla di soggetti di età sensibile che non devono crescere soltanto calcisticamente, ma anche a livello sociale. Se un bambino passa la settimana in viaggio ed in squadra ha compagni che provengono tutti da posti differenti, non gli resta niente a livello sociale. Diverso è se ti alleni e giochi con ragazzi della tua città, con il quale costruire un rapporto conoscitivo che potrà andare anche oltre il calcio. Senza parlare poi delle grandi aspettative che si creano quando un bambino approda in una società professionistica e magari viene poi scartato poco tempo dopo, moralmente è devastante. Mantenere il proprio habitat e la propria attività sociale in età sensibile è fondamentale a mio avviso, se poi un ragazzo ha delle capacità verrà fuori comunque”.

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  Scritto da Massimo Benedetti il 28/02/2026
 

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