Una domenica davvero "bestiale" per il Vorno (Seconda girone A), quella dello scorso 30 Novembre, con pesanti squalifiche (LEGGI QUA) dopo la gara casalinga contro il Serricciolo.
Al rispettoso silenzio della società (che ha però fatto ricorso), ora però è Manuel Pera, il 41 enne attaccante, dalla carriera importante, a prendere posizione. Per lui una squalifica lunghissima che terminerà solo l'8 Marzo 2026. A distanza di alcuni giorni, l'esperto giocatore che, ricordiamo, vanta una lunga carriera anche a livello professionistico (nel corso della quale non si è mai macchiato di episodi controversi nei confronti di arbitri o avversari, con al massimo due giornate di squalifica in un'intera stagione) ha preso posizione con lungo post su facebook:
"In seguito al comunicato uscito il 04.12.25 e alla sanzione di 12 giornate di squalifica, ci tengo a chiarire alcuni punti, soprattutto per chi non ha assistito alla partita. Leggendo il referto sembra che io abbia “sparato a qualcuno”. Mi chiedo se un arbitro possa davvero riportare fatti non veritieri sul referto, perché in questo caso si tratta di questo. Non ho aggredito fisicamente nessuno.
La simulazione dell’avversario ha portato alla mia espulsione senza alcuna prova concreta (se ci fosse stato anche un minimo contatto non starei qui a specificare l’accaduto), dopo di che non nego di aver manifestato il mio disappunto e di aver avuto schermaglie verbali SOLO con il giocatore che si è buttato a terra senza essere nemmeno sfiorato: quello è stato il mio unico errore.
L’arbitro, tra l’altro, era rivolto verso la panchina e non ha visto nulla di ciò che sostiene nel referto. Ripeto: non c’è stato alcun contatto, si è trattata di una simulazione dell’avversario.
Desidero aggiungere un ulteriore elemento: lo stesso arbitro qui a Vorno aveva già adottato provvedimenti analoghi, sempre con diverse espulsioni non pienamente motivate, in un’altra partita poco più di un mese fa. Questo non vuole essere un’accusa, ma un dato che ritengo rilevante per comprendere il contesto e per chiedere una maggiore attenzione nella valutazione dei fatti.
Rilevo con dispiacere come in queste categorie, per molti, il calcio non sia un divertimento, ma un’occasione per sfogare frustrazioni di una vita senza soddisfazioni. Detto questo, tramite avvocato ho avviato il ricorso, avendo piena fiducia nella giustizia sportiva evidenziando come in 20 anni di carriera professionistica e semiprofessionista, io non abbia mai avuto squalifiche per comportamenti scorretti".