Vile AGGRESSIONE per il CAPITANO ed una DOPPIA FRATTURA alla MANDIBOLA
Duro comunicato della Floria che condanna questo brutale gesto di violenza

Una vile aggressione, qualcosa che non dovrebbe mai accadere, a maggior ragione tra ragazzi. Vittima di questo gesto è stato il capitano di una delle formazioni giovanili della Floria.
Il club ha così diramato un comunicato, a firma dei dirigenti e del Presidente, in cui condanna fortemente quanto accaduto e usa parole di conforto per il proprio tesserato.
Negli ultimi giorni la nostra società e il nostro quartiere sono stati scossi da un episodio che nessuno di noi avrebbe mai voluto raccontare.
Il capitano di una delle nostre squadre giovanili, un ragazzo conosciuto e stimato da tutti, è stato vittima di un'aggressione assurda, avvenuta senza alcun motivo, senza lite, senza provocazione.
Due adolescenti che nemmeno si conoscevano ed un gesto che ha cambiato la vita di entrambi. Il risultato è grave: una doppia frattura della mandibola bifocale, un intervento chirurgico e un lungo percorso di riabilitazione.
Ma la ferita più profonda non è solo fisica è morale, e tocca tutti noi: genitori, allenatori, amici, educatori. Non stiamo parlando solo di sport. La Floria è da anni popolata da ragazzi e crediamo sia giusto interessarci di loro anche quando escono dai nostri cancelli.
Perché è lì, fuori dal campo, che si gioca la partita più importante: quella della vita, del rispetto, del lavoro, dell'amicizia e dei valori che vogliamo trasmettere.
Stiamo parlando di ciò che accade fuori dal campo, nelle strade, nei social, negli sguardi dei nostri adolescenti.
Se un ragazzo può arrivare a colpire con tanta violenza, senza una parola e senza un motivo valido vuol dire che qualcosa di profondo si è incrinato nel modo in cui stiamo crescendo i nostri figli.
E questa responsabilità non è solo di chi ha compiuto il gesto, ma di tutti noi: delle famiglie, delle scuole, delle società sportive, del quartiere. Educare oggi non significa solo insegnare a vincere.
Significa insegnare a riconoscere i propri limiti, a gestire la rabbia, a chiedere aiuto.
La Floria, come società e come comunità, condanna con fermezza ogni forma di violenza.
Non c'è spazio, né dentro né fuori dal campo, per chi usa le mani invece delle parole, per chi confonde l'aggressività con la forza.
Ma allo stesso tempo vogliamo riconoscere il coraggio del pentimento: l'autore del gesto, giovanissimo e i suoi genitori hanno mostrato consapevolezza e dolore.
Questo non cancella ciò che è accaduto, ma è un segno importante: un passo necessario per ricostruire e per riflettere.
Negli ultimi giorni però abbiamo sentito rabbia, frustrazione e molte voci di chi vorrebbe "farsi giustizia da solo".
E abbiamo anche letto commenti e sentito parole che cercano di giustificare la violenza con motivazioni di vario tipo, assolutamente ingiustificabili.
Per questo diciamo con forza: no alla vendetta, no alla violenza che genera altra violenza, no al razzismo, no alle scritte sui muri e all'odio sui social. La giustizia è nelle mani delle istituzioni, non nei pugni né nelle tastiere.
Chi ama davvero il ragazzo ferito, chi rispetta la Floria, chi crede nello sport, non alimenta odio: costruisce ponti, non muri.
Per questo, come Presidente lancio un appello a tutti i genitori, ai ragazzi, al quartiere e a chiunque ami il calcio e la vita fermiamoci a riflettere. Parliamo con i nostri figli, ascoltiamoli davvero.
Spieghiamo loro che la forza non è colpire, ma trattenersi;che l'onore non è vincere uno scontro, ma evitare di crearne uno;
che la libertà non è fare ciò che si vuole, ma scegliere ciò che è giusto.Ringrazio i tanti genitori, ragazzi, allenatori e cittadini che hanno mostrato solidarietà e rispetto.
Ringrazio chi ha testimoniato, chi ha collaborato con le forze dell'ordine, e anche i genitori del ragazzo responsabile che, con senso di verità, hanno affrontato la realtà e chiesto scusa.
Al nostro capitano e alla sua famiglia va l'abbraccio di tutta la Floria: ci vorrà tempo, ma tornerà in campo più forte, più consapevole, e con una squadra e una comunità intera alle spalle.
Da oggi in poi, ogni allenamento, ogni partita, ogni gesto di rispetto sarà un modo per dire no alla violenza, no al razzismo, sì all'educazione, alla solidarietà e alla speranza.
Vorremmo che questo messaggio si potesse diffondere e che potesse arrivare ovunque: non solo tra i nostri tesserati, ma in tutto il quartiere e in tutta Firenze.
Chi ama i giovani lo faccia leggere ai propri figli.
Chi ama la vita lo porti come esempio: perché non accada mai più.
Non per dividere, ma per unire.
Perché nessun ragazzo, in nessun quartiere, debba più temere la violenza di un suo coetaneo, né rovinare la quotidianità di un altro per un motivo che non esiste.
I dirigenti Floria e il suo Presidente.
Scritto da La Redazione il 14/10/2025










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