"Troppi COSTI e ZERO RICONOSCENZA, ho sentito di dover dire BASTA"
Luciano Sorrentino spiega i motivi per cui La Cella non allestirà la squadra nella prossima stagione

Traspare non poca amarezza nelle parole di Luciano Sorrentino, dopo la rinuncia de La Cella (LEGGI QUA), club di cui è Vice Presidente, a partecipare al prossimo campionato di Seconda Categoria.
“È una scelta dolorosissima per me, non lo nego, ma ho capito che era giunto il momento di prendere una sorta di anno sabbatico – dichiara l’ex allenatore – la natura di questa decisione è sia umana che economica”.
A cosa si riferisce? “Negli ultimi due anni mi sono reso conto che, a causa delle nuove generazioni, stiamo vivendo una parabola discendente a livello di valori morali. Noi siamo una onlus, praticamente viviamo per il sociale, e i ragazzi non sono più riconoscenti per l’aiuto che gli viene dato, come accadeva invece un tempo. Inoltre, gli sponsor che aiutano le società sono sempre meno, per non parlare della Federazione e dei costi che ci impone, e che neanche una tragedia come il Covid è riuscita a far diminuire o rivedere. Infine, anche gli arbitri sono una problematica non trascurabile, non c’è più onesta morale e soprattutto dialogo con loro, vogliono soltanto apparire”.
Sorrentino ne ha per tutti. “Negli ultimi giorni, dopo la notizia della nostra non iscrizione, ho ricevuto un sacco di messaggi e telefonate da parte di tantissime persone che mi hanno espresso la loro solidarietà. Io li ringrazio, ma dove erano in questi anni?”
Allenatore apprezzato e conosciuto, nel 2017 ha dovuto dire basta. “Ho avuto problemi di salute importanti nel 2014, e tre anni dopo non ho potuto più allenare. Sono stato in panchina per trentatré stagioni, ho cresciuto oltre quattrocento ragazzi, avrei potuto approdare in categorie ben più importanti per le mie qualità tecniche, umane e morali che da sempre mi vengono riconosciute, ma la mia idea di calcio è che questo sport sia soprattutto un mezzo per il sociale”.
Cosa l’ha spinta ad andare avanti per tutti questi anni? “Con il mio grande amico Giovanni Rocchi, persona splendida purtroppo deceduta due anni fa, venimmo dal Ghezzano e facemmo la fusione con La Cella nel 2012. Ho continuato ad andare avanti anche per onorare la sua memoria, ma adesso non riesco davvero più a proseguire. Ripeto, è stata una decisione davvero sofferta, ma mi rincuora che io e mia moglie Emilia Dei, che è anche la Presidente del club, possiamo continuare ad aiutare tanti ragazzi in difficoltà che si sciupano la vita con droghe o altre malsane dipendenze, e che a volte avrebbero soltanto bisogno di essere ascoltati”.
Quale futuro avrà adesso questo club? “La nostra Polisportiva raccoglie quattro quartieri periferici e disagiati che sono San Giusto, San Marco, La Cella e Sant’Ermete e continueremo a fare del bene per i ragazzi del posto con le nostre iniziative. Calcisticamente parlando, ripartiremo con la Scuola Calcio, provando a trasmettere ai bimbi piccoli i veri valori. Per quanto riguarda la prima squadra, magari nella stagione 2025/26 ci iscriveremo nuovamente in Terza Categoria, ovviamente per vincere. Sono rimasto in fantastici rapporti con tanti ragazzi che sono stati qui negli anni, e sono sicuro che se li richiamassi tornerebbero anche lasciando categorie superiori”.
Proprio diversi ragazzi aiutano adesso Sorrentino con il sociale. “Su tutti, devo ringraziare di cuore Edoardo Bianchi, mio ex calciatore classe 1992, che insieme ad altri ci aiutano a portare avanti il progetto. Se guardo il bicchiere mezzo pieno, quest’anno la domenica potrò andare sui campi a divertirmi nel vederli giocare…”
Scritto da Massimo Benedetti il 02/08/2024






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