L'ARBITRO "PENSA" di aver sentito una FRASE RAZZISTA e lo ESPELLE
Il Firenze Nord accusa il direttore di gara di domenica scorsa contro il Serravalle: "Fortuna che l'attaccante avversario lo ha smentito e lui si è messo a ridere"
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E' indubbiamente un buon momento per il Firenze Nord nel girone A della Terza categoria di Firenze: quattro vittorie e un pareggio nelle ultime cinque gara. Ma domenica scorsa ecco una storia che il vice presidente e allenatore del club Davide Nenci ha voluto raccontare a TOSCANAGOL, precisando di aver inviato una lettera alla FIGC di Firenze.
Tutto è successo al 10' del secondo tempo della partita giocata a Monterappoli contro il Serravalle. Sentite Nenci: "Dopo averne combinate di tutti i colori, mancando di rispetto a tutti, rispondendo faccia a faccia in maniera maleducata, ma soprattutto dopo aver espulso gente completamente a caso, l'arbitro ha fatto una cosa a mio avviso GRAVISSIMA: dopo un contrasto animato, ma leale, un nostro difensore e il loro attaccante si sono un po "agganciati", una cosa che capita ad ogni contrasto tra giocatori che stanno lottando. L'arbitro inspiegabilmente ha estratto il cartellino rosso al nostro difensore, reo secondo lui di aver apostrofato con un epiteto razzista il loro attaccante".
Un vero e proprio equivoco. "Esatto, e voglio complimentarmi con il Serravalle e in particolare con questo attaccante che ha corretto la decisione arbitrale, testimoniando direttamente all'arbitro di non aver ricevuto alcuna offesa razzialele. L'arbitro a quel punto ha cancellato la decisione presa non espellendo il giocatore e commentando ridendo: "Menomale che avevo capito male ahahah".
Questa cosa manda su tutte le furie Nenci. "Ma menomale cosa? Sapete la nostra identità, sapete l'identità politica del presidente e del vice presidente che sposano idee di coesione, uguaglianza e antirazzismo. Noi non abbiamo niente a che fare con il razzismo, non abbiamo niente a che fare con tutti gli stereotipi del calcio, abbiamo una delle poche presidenti donne (anche se con piacere ne vediamo sempre di più), siamo stati impegnati (come tante altre realtà) nella raccolta fondi per l'alluvione e sapete quanto i fondi per le società del nostro livello siano linfa vitale. Allora non tolleriamo questi errori da prendere con il sorriso sulle labbra e con sufficienza".
Nenci allarga il concetto sulle conseguenza che ci sarebbero state. "Pensate a cosa sarebbe accaduto qualora l'arbitro non avesse creduto al giocatore del Serravalle? Sarebbe stato espulso il nostro ragazzo per minimo sei mesi, con la nostra società infangata per RAZZISMO. Attenzione, qualora fosse successo veramente queste erano sicuramente decisioni giuste degli organi competenti e anche noi saremo intervenuti con qualche iniziativa. Ma non così, non con questa sufficienza, non con il sorriso, non per queste cose. Qui non si parla di gomitate, pedate, falli e scaramucce. Qui si parla di civiltà, di razzismo e di coesione".
Nenci non ci sta. "Questa cosa è troppo grave per risolverla raccontandola solo al bar dopo la partita. Queste cose vanno raccontate a voce alta. Allo stesso modo di quando succedono per davvero. Perché non si può capire male e cavarsela con un "menomale..." Serve rispetto anche per chi gioca. Non si può continuare con personaggi che sbagliano e pensano di potersela cavare. Qui non si parla di un rigore o di un cartellino rosso. Qui si parla di infangare società per bene. Per una ripicca come a dire "ora ci penso io". Ora basta".
Scritto da La Redazione il 09/01/2024
















