"I RAGAZZI devono RIPARTIRE da dove si sono FERMATI"
Blocco o no delle annate nel settore giovanile? Ci scrive un genitore: "Devono recuperare un anno e mezzo perso completamente"

Il nostro articolo di domenica 16 maggio (LEGGI QUA) continua a far discutere. E arrivano ancora commenti da parte degli utenti di TOSCANAGOL. Come questo che pubblichiamo qua sotto di un genitore che, con una "ricostruzione" sicuramente interessante ci fornisce un quadro esauriente della situazione del calcio giovanile e di una "crescita" interrotta di almeno un anno e mezzo per ciascun ragazzo. Il tema ripartenza è ovviamente di difficile soluzione e noi, come sempre, cerchiamo di "ragionarci" sopra.
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Gentile Redazione,
ho letto con interesse i Vs. articoli sulle modalità di ripartenza dei campionati giovanili e volevo esprimere alcune opinioni personalissime, premettendo di essere padre di un ragazzo del 2004 e, quindi, in un certo senso, “parte interessata”.
Credo che ogni volta che si affronta la questione blocco sì/blocco no (chiariamo subito...io sono per il sì), si perde il punto di vista più importante, ossia quello dei ragazzi, che sono tra quelli che, a causa della pandemia, hanno visto maggiormente stravolgere la loro vita e perdere gran parte dei propri "punti di riferimento" (scuola in DAD, socializzazione azzerata, sport idem). Se questo è un dato su cui non si può non concordare, allora mi chiedo perché colpire ulteriormente questi ragazzi, eliminando alla radice la possibilità di recuperare un minimo di normalità e di quello che hanno perso, che potrebbero viceversa più facilmente ritrovare se li si facesse ripartire da dove si erano fermati.
Non sono uno psicologo, ma da padre (che si è più volte confrontato, sul punto, con i propri figli e con i loro amici) mi chiedo e vi chiedo: non sarebbe meglio che, a questi ragazzi, che pure tanto hanno perduto e tante problematiche di vario genere rischiano nel futuro, fosse evitato un ulteriore danno in ambito sportivo, garantendo loro che, almeno lì, le “perdite” siano il più possibile limitate e i loro diritti concretamente "ristorati" ?
Come è possibile che vi sia una motivazione (qualunque essa sia) talmente forte e talmente preponderante rispetto all'interesse dei ns. ragazzi, così da poter scientemente dire loro, soprattutto alle annate dal 2004 al 2008, che questo anno mezzo è definitivamente ed irrimediabilmente perso Quale grave conseguenza sul “mondo calcistico” ci sarebbe nel far ripartire tutte queste annate da dove si sono arrestate, facendogli disputare almeno una stagione calcistica nelle categorie nelle quali a giugno saranno un anno e mezzo in cui non si sono cimentati ?
Tanto per chiarire: i 2004 – seguendo il progetto di cui si discute – avranno fatto circa 5 mesi di Allievi B e niente di Allievi A; i 2006, idem nelle categorie Giovanissimi; i 2008, dopo pochi mesi a 9 negli Esordienti B, si troveranno a fare i Giovanissimi B, non solo passando a 11, ma soprattutto saltando una categoria transitoria fondamentale quale gli Esordienti fair play. E il discorso vale ovviamente anche per i 2005 e per i 2007 (quest'ultimi magari si troveranno a fare un regionale, arrivando direttamente dagli Esordienti).
Non sono un esperto, ma mi pare che tutte queste categorie non potranno che soffrire in modo manifesto, sotto il profilo della crescita calcistica (sia tecnica che fisica). E tutto questo in nome di cosa ? Per quale motivo superiore ?
Non affronto, poi, l'aspetto tecnico perché non ne ho le competenze (certo il progetto di cui oggi si parla e che era già stato ventilato alcuni mesi fa nella riunione di Firenze, mi pare un po' contraddittorio, dal momento che, in esso, da un lato, si dice che sussiste la necessità di “salvaguardare la crescita” dei 2004 e, dall'altro, meramente si prevede che i comitati abbiano la facoltà – neppure l'obbligo – di fare un campionato Juniores “b”): vorrei però fare qualche considerazione sugli aspetti per così dire logistici, proprio in relazione a tale ultima prospettiva.
Intanto, è ovvio che non tutte le società che avevano gli Allievi 2004, faranno la Juniores “b”: questa evenienza riguarderà soprattutto quelle società che hanno la filiera Juniores/prima squadra, che avranno l'interesse a tenere – in prospettiva futura – anche i 2004, mentre le altre lasceranno perdere e molti gruppi si sfalderanno (quanti ragazzi abbandoneranno per questo motivo o per il fatto che – persa la possibilità di fare gli allievi, magari regionali – si ritroveranno a fare un campionato una tantum, presumibilmente su base provinciale ? E ancora che dire dei 2002, ad es., che passerebbero da Juniores per pochi mesi a fuori quota, il che, per la stragrande maggioranza, significa abbandono).
Vi è poi il problema delle strutture e delle “finestre” in cui giocare il campionato: una Juniores “B” comporterà la necessità di un maggior sfruttamento delle strutture delle singole società (quand'anche non la necessità di reperirne altre) per la presenza di una squadra “a 11” in più, con le sue esigenze settimanali di allenamento e “domenicali” per le partite. E ancora le società (con questi chiar di luna...) dovranno dotarsi di ulteriore personale, materiale e spendere per più allenamenti (acqua calda, luce etc). E, poi, l'anno successivo, che succederà quando i 2005 diverranno Juniores e si uniranno ai 2004 e ai 2003 (e forse anche a qualche 2002 fuori quota, almeno nel provinciale) ?
Scusate lo sfogo, ma credo che i ns. ragazzi meritino maggiore attenzione da parte di tutti, perché questa epoca, purtroppo eccezionale in negativo, ha bisogno di risposte eccezionali in positivo, cui tutti dovrebbero poter contribuire. Cordiali saluti e buon lavoro.
G.C.
Scritto da La Redazione il 19/05/2021



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