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L'ECCELLENZA deve RIPARTIRE o NO? L'INCHIESTA di TOSCANAGOL (1)

Abbiamo sentito le società del girone A per capire la loro posizione in un momento così difficile

"Bolle" sempre di più la "pentola" dell'Eccellenza. Cresce l'attesa per sapere se, è come, anche il massimo campionato regionale dei dilettanti potrà riprendere o meno. Tanti commenti, tante opinioni, persino un gruppo nazionale su facebook che raccoglie la protesta di coloro che chiedono la ripartenza o almeno di avere risposte.

E in Toscana com'è la situazione? I capitani di trentatadue società su trentasei (LEGGI QUA) hanno preso posizione, ora TOSCANAGOL vuole compiere un piccolo "viaggio" tra di esse per sentire gli umori e i pensieri. Iniziamo con il girone A. Queste le tre domande che abbiamo posto ai nostri interlocutori:

1) Quale posizione ha la sua società in merito a una possibile ripartenza? Favorevole o positiva?
2) Nel caso di ripartenza, quale ritiene la formula migliore per poter arrivare in fondo alla stagione?
3) La sua squadra si sta allenando? Si o no?

Enrico Cammelli (vice presidente Zenith Audax)

1) Fin dall'inizio della pandemia abbiamo, rispettato qualsiasi decisione presa dalla federazione: In un momento come questo crediamo sia l'unica cosa da fare, altrimenti ognuno ha la sua idea e la sua soluzione. 
2) La formula migliore dipende da quando si potrà ripartire. E' logico che un campionato con un solo girone e senza retrocessioni sia sportivamente parlando assurdo.
3) Sì, abbiamo ripreso gli allenamenti questa settimana in modo individuale.

Roberto Betti (presidente Prato 2000)

1) Noi siamo negativi per la ripartenza. Quale protocollo dovremmo applicare? Cosa è cambiato rispetto a qualche mese fa. Noi abbiamo tanti ragazzi che lavorano e come si potrebbe fare in caso di contagi? Come farebbero con le loro aziende? La migliore cosa sarebbe quella di ripartire a Settembre. Poi c'è tutto il problema rimborsi e sponsorizzazioni. 
2) Decidere un campionato con un solo girone di andata non mi sembra un'ipotesi percorribile.
3) Non ci stiamo allenando.

Jacopo Pellegrini (direttore sportivo Camaiore)

1) Qualora ci fossero le condizioni per ripartire  noi saremmo favorevole e felici di poter finire il campionato. Crediamo molto nella squadra e nello staff purtroppo siamo fermi da un po’.
2) Ad oggi non sappiamo ancora, nell'eventualità di una ripartenza, come si potrà chiudere questo campionato. Ecco questo è un po’ il punto che ci lascia perplessi: in questo ultimo periodo ho letto tanti punti di vista diversi e io credo che la soluzione migliore sia finire nel più breve tempo possibile, usufruendo anche del turno infrasettimanale
3) I ragazzi si stanno allenando tutti da casa quasi tutti i giorni mi chiamano per sapere se ci sono delle novità , hanno una voglia matta di poter tornare sui campi da gioco ,

Simone Vanni (direttore sportivo Castelnuovo Garfagnana)

1) La nostra società sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria ha sempre messo al primo posto la tutela della salute dei propri tesserati e seguito scrupolosamente i protocolli. Nel momento in cui quindi la Federazione avrà il via libera dal CTS per la ripartenza noi cercheremo di farci trovare pronti. Quindi siamo favorevoli ad una ripartenza in condizioni di sicurezza e con un protocollo applicabile in relazione alle nostre categorie, scoglio più grande la gestione delle quarantene tra scuole e situazioni lavorative, e gli eventuali costi derivanti dai tamponi rapidi se venisse adottato il protocollo per la D.
2) Al di la dei dibattiti sulle varie categorie dilettanti e giovanili su chi ripartirà e chi n , penso che la formula andrà esaminata in base alle data della ripartenza ed al tempo disponibile per portare a termine la stagione  La formula più gettonata dagli addetti ai lavori al momento è quella del solo girone di andata, che con il format di quest'anno vorrebbe dire giocarsi una stagione in circa 2 mesi con tutte le complicazioni del caso,. Quindi riesaminare magari il numero delle promozioni e retrocessioni potrebbe essere una cosa gradita da tutti.
3) Al momento in assenza di una data certa di ripartenza, le nostre squadre eseguono dei piani di allenamento da svolgere autonomamente ad eccetto della prima squadra che oltre al piano personalizzato, svolge una seduta settimanale in Call tramite una piattaforma multimediale insieme allo staff di mister Biggeri.

Luca Scaramuzzino (direttore sportivo Cascina)

1) Siamo favorevoli alla ripartenza.
2) Applicazione protocollo tamponi previsto per la serie D con contributo della Federazione. Girone di andata con ripartenza dalla prima giornata, play off allargati e nessuna retrocessione
3) Non ci stiamo allenando.

Dario Pantera (direttore generale Massese)

1) Noi siamo favorevoli se entro il 10 Febbraio arriva una risposta e, soprattutto, solo se riaprono gli stadi. Noi abbiamo dei giocatori che in caso di non ripartenza vorrebbero avere la possibilità di andare in serie D e cosa gli dovremmno dire? Le liste chiudono il 26 Febbraio e noi abbiamo un DPCM che fino al 5 Marzo non ci dirà niente. Inoltre servirebbe un protocollo come quello della serie D e che ci vengano incontro con le spese per i tamponi. Se nessuna di queste condizioni fosse seguita, sarebbe allora giusto ripartire il 1 Luglio per la nuova stagione quando si spera che tutti siano vaccinati. 
2) Assolutamente contrario al fatto di fare un solo girone di andata. Basterebbe sbagliare una partita per complicare tutto. A mio avviso ci sarebbero i tempi per il campionato completo. Servirebbe fare dei turni infrasettimanali e non vedo il problema se si parte i primi di marzo.
3) Avevamo ricominciato il 3 Gennaio con un programma di allenamenti e seguendo tutte le regole, ma ci siamo interrotti con l'uscita del nuovo DPCM che sposta tutto al 15 Marzo.

Alessandro Del Carlo (vice presidente Tau Calcio Altopascio)

1) Noi auspichiamo che se si decidesse di ripartire, il campionato venga svolto nella versione iniziale. Certo è che più si va avanti con i tempi e sempre più difficile è ripartire, dato che i ragazzi iniziano ad essere fermi da 5/6 mesi e il tempo per poter riprendere in maniera adeguata la preparazione è sempre meno.
2) Come spiegato nella risposte preciedente, giocare l’intero campionato e non un solo girone, cosa non fattibile dato che non si può decidere una promozione su 10 partite giocate.
3) No.

Sandro Marcheschi (direttore sportivo Cuoiopelli)

1) La Cuoiopelli valuterà le eventuali disposizioni che arriveranno dalla Federazione sperando che chi prenderà delle decisioni le prenda tenendo conto del momento difficilissimo che il movimento sta attraversando. Non è possibile rischiare quello che già è accaduto a ottobre, vale a dire spendere 40/50.000€ per poi giocare effettivamente 1/2 partite.
2) Anche la formula del solo girone nel caso della Toscana non regge, essendo 11 le partite con squadre che giocherebbero più gare in trasferta di altre e viceversa. Non saprei la formula giusta, basta però che sia ragionata e che tenga conto delle difficoltà del momento.
3) No.

Luca Bini (presidente San Marco Avenza)

1) Favorevole in condizioni di sicurezza fisica, personale ed economica, altrimenti è molto difficile per tutti.
2) in caso di ripartenza che si vada più possibile verso uno svolgimento reale e “normale”, anche magari sfruttando l’estate, con pubblico e punti ristoro aperti.
3) Sì, facendo l'attività consentitanelle modalità e nei tempi dettati dalle regole, lasciando libertà ai ragazzi di partecipare o no, visto che gli spogliatoi sono inutilizzabili.

Fabrizio Giovannini (direttore generale Montecatini)

1) Favorevole a patto che in sicurezza possano almeno assistere alle gare un numero contingentato di persone Favorevole a patto che le spese che la società deve affrontare di tamponi e sanificazione vengano ristorate dagli enti preposti.
2) Se ci sono le possibilità e i tempi terminare il campionato e la Coppa Italia altrimenti solo girone di andata. In tutte i due i casi però, sempre con le retrocessioni bloccate, vista la anomalia della stagione e dando un segnale di valorizzazione giovani.
3) Ci stiamo allenando con gruppi formati a seconda della residenza degli atleti. Tutto questo solo per parte atletica senza contatto e con la doccia ognuno nelle proprie abitazioni.

Diego Pioli (direttore generale River Pieve)

1) Noi chiediamo per ripartire che si ritorni ad una situazione di normalità a livello pandemico. Oggi come oggi il calcio non deve essere una priorità. Ognuno di noi ha altre attività e la testa logicamente va ai problemi esistenti. Ci piacere ripartire però su altri basi e con un protocollo diverso. Non sarebbe possibile per noi farlo senza avere gli stadi aperti e con una gestione degli allenamenti semplicificata.
2) Penso che se si andasse nella direzione di ridurre le partite, sarebbe giusto allora bloccare le retrocessioni.
3) Noi siamo fermi da ottobre.

Maurizio Giuntini (direttore sportivo Pontremolese)

1) La tematica nella Pontremolese viene seguita dal Presidente Aprili, da Beghini dal punto di vista amministrativo e dal sottoscritto per la parte tecnica. In sintesi la nostra posizione è questa. Ripartire significa giocare con tamponi (chi si accolla il costo ?), senza pubblico, con rischi di rinvii (serie D già 100 partite da recuperare), comunque notevoli costi sostenuti, solamente per garantire regolarità organico serie D? A quel punto giochino solo le squadre interessate a salire. Non si possono accettare retrocessioni in queste condizioni. Non vogliamo negare soddisfazioni sul campo a chi vuol salire, ma il mantenimento del titolo sportivo mi pare il minimo, dopo queste stagioni tribolate. Oltre al problema sanitario che è il primo il secondo problema è far programmare le società per il futuro.
2) Personalmente consiglierei la Federazione a dire ok se ripartiamo non ci sono retrocessioni. In questo caso molti giocatori di società non interessate a salire, libererebbero intanto i giocatori richiesti dalla serie D o a trasferimenti a società interessate a salire e programmerebbero dando spazio ad altri del settore giovanile i campionati successivi.
3) La Pontremolese ha chiuso l'attività al campo ma segue faticosamente i ragazzi in forme di allenamento individuale. Siamo pronti a riprendere, in caso di evolversi positivo del problema covi , con nuove iniziative che stiamo programmando a livello di Lunigiana ma che potremmo allargare alla provincia con la necessaria collaborazione del comitato provinciale a cui faremo riferimento.

 

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  Scritto da La Redazione il 21/01/2021
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