Il tifo becero si estende al calcio giovanile: ecco il genitore-ultras
Ora siamo arrivati a cori, insulti e minacce anche nelle partite dei piccoli

L'allarme è rosso ormai da tempo. Le degenerazioni del mondo del calcio in particolare quello giovanile rappresentano ormai non più delle rare eccezioni. Personalmente ci siamo trovati di fronte ad un bruttissimo episodio avvenuto non più tardi di venti giorni fa a Pontedera in uno dei tornei da organizzati.
Ora dobbiamo constatare quanto è successo ieri a Genova nel corso della partita tra l'Angelo Baiardo e il Tau Calcio Altopascio valevole come fase nazionale del campionato Giovanissimi. Non entriamo nei particolari, tanto non servono a niente e non sono il "nocciolo" delle questione- Quello che vogliamo invece porre alla ribalta e che è sicuramente motivo di preoccupazione è questa trasformazione dei genitori prima in tifosi e ora.. .addirittura... in ultras.
Guardate la foto qua sopra del campo dell'Angelo Baiardo di domenica scorsa: non sembra quella di uno stadio dove si gioca una partita dei grandi? Guardate quella persona di spalle con tanto di megafono in mano: non sembra un capo tifoso che incita la curva a cantare? Mi dicono che sia un tifoso del Genoa, spero davvero che non sia un genitore... E quel bandierone che copre la scalinata?
Brutto spettacolo davvero, non ce ne vogliamo quelli dell'Angelo Baiardo che prendiamo solo per esempio di una degenerazione che non ha senso. Se prima la partecipazione dei genitori era limitata solo ad un po' di incitamento, ora siamo arrivati agli striscioni, ai cori, alle offese e persino all'arrivo nei campi del calcio giovanile di personaggi che niente hanno a che fare e che portano solo turbamento.
Non fraintendetemi: il sostegno ai ragazzi con qualche coro, qualche incitamento, è cosa bella ed apprezzabile. Anzi, se tutto è limitato nel partecipare sportivamente, ben venga. Il problema è che spesso tutto degenera, che si contesta l'arbitraggio, che si sottolineano i fallacci, che esce puntalmente fuori la "non cultura sportiva" di noi italiani. E così si parte con le offese, con le minacce, con gente che trasforma una partita di calcio giovanile in una sfida personale per scaricare le proprie frustrazioni.
Cosa dobbiamo aspettarci dunque? Che le "curve" prendano possesso anche dei tranquilli (forse una volta?) campi del calcio giovanile? E che magari negli eventi più importanti (vedi le prossime FINAL SIX) si passi al "tifo organizzato" con genitori con tanto di sciarpe e cori ultras?
Scritto da Gino Mazzei il 17/06/2015















