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Edizione provinciale di Arezzo


Badia a Roti trionfa nella Coppa Provinciale Arezzo di Terza categoria

Ottaviano Pazzi sconfitto (3-1) al termine di un match ricco di emozioni e combattuto: le pagelle dei vincitori

E' festa grande per il Badia a Roti che ha trionfato nella Coppa Regionale di Terza categoria di Arezzo. Vittoria per 3-1 per la formazione amaranto nella finalissima che si è giocata sul terreno delle "Caselle" ad Arezzo di fronte ad un folto pubblico. 

E' stato un match molto combattuto, a tratti anche infuocato agonisticamente, con le due squadre che hanno terminato in dieci ciascuna per una doppia espulsione. Badia a Roti in vantaggio con Roncucci, poi in chiusura di tempo il pareggio dell'Ottaviano Pazzi. Nella ripresa ha deciso una doppietta dello scatenato Giustelli per la festa finale del Badia a Roti.

Con questo successo il Badia a Roti iscrive il proprio nome nell'albo d'oro del Coppa dopo il successo nel 2014 del Vitiano, e conquista il pass per la fase regionale in cui si confronterà con tutte le altre vincenti delle Coppe Provinciali: chi vincerà sarà promosso automaticamente in Seconda categoria. 

Qua sotto pubblichiamo le simpatiche pagelle che sono state redatte sulla pagina facebook del Badia a Roti

Anche dopo la vittoria del primo "Titulo" del Badia a Roti arrivano le pagelle di Gatto! 
Oggi però non ci saranno i voti, perché dopo un percorso come questo si meritano (ci meritiamo) tutti un bellissimo DIECI! 
Per insulti, reclami o scherzi rivolgersi ad Antonio Margiotta. 

Danny D'Ambrosio. Siamo ancora alla ricerca del cecchino che gli ha sparato sul calcio di punizione ma per ora i risultati sono scarsi. Si riprende alla grande con interventi in tuffo e in uscita che valgono come un gol, giusto giusto per festeggiare alla grande l’arrivo della macchina nuova (finalmente). ORA SI RAGIONA

Cristian Rulli. Inizia come terzino, poi dopo la fumata bianca di Migliorini si sposta in mezzo alla difesa ma i risultati non cambiano: strada chiusa. Imposta, lancia e chiude alla grandissima prendendo le redini della difesa e anche di qualche cavallina sugli spalti. L’UOMO CHE SUSSURRAVA ALLE TIBIE

Lorenzo Gepponi. Almeno il “calvario” della coppa è finito e per una decina di giorni il calcio è solo quelle contenuto nel latte. Appena uscito dagli spogliatoi inizia a tessere la tela per la trasferta a Pietraia con fans autoctone indomabili che non gli danno tregua per tutto il proseguo della serata. C'E' LA FILA PER IL DOTTORE?

Alessio Migliorini. Primo tempo al comando della difesa, poco dopo l’inizio del secondo la gamba decide che non è il caso di continuare e parte una fumata che nemmeno a San Pietro durante il conclave. Il mister che alla quarta giornata era su una delle panchine più scottanti della categoria, si è preso la rivincita contro gufi e maldicenti che probabilmente avranno una stagione da “zero tituli”. HABEMUS MIGLIO

Niccolò Torzini. E’ suo il fallo su cui arriva il gol, ma tre arbitri che l’anno prossimo saranno tra i professionisti non riescono a vedere che l’azione nasce da una punizione tirata con palla in movimento. Insomma, accidenti al peggio. Fruttinha comunque si riprende alla grande e sebbene su di lui penda la spada di Damocle della prima ammonizione, per il resto della partita se la cava più che bene. AVVOCATO PEDATISTA

Margiotta Antonio. Uno che invece non gestisce bene la foga dopo il primo giallo è proprio Margiotta che a dieci dalla fine si fa buttare fuori per un fallo di mano. Anche in questa finale dispensa quel giusto mix di terronaggine, ignoranza e classe il cui risultato non è sempre quello più sperato. Ad American Graffiti mostra tutta la sua professionalità ordinando due lattine di Coca Cola Light, ormai un marchio di riconoscimento. ATTENTO ALLA LINEA

Marco Cardinali. Uno di quegli innesti che possiamo dire abbia aiutato gli ingranaggi della squadra a girare meglio. In fase offensiva non si prende, c’è poco da fare, mentre quando gli viene chiesto di ripiegare come terzino non fa storie e sventa anche un paio di pericoli. E’ ormai diventato l’incubo delle squadre di terza categoria che puntualmente rinforzano la difesa da quelle parti. FAST&FURIOUS

Fittipaldi Gianluca. Il vizio del giochino al limite dell’area nostro non riesce a scrostarselo di dosso, peggio delle conchigliette che si attaccano allo scafo delle barche. A centrocampo però cala una grande prestazione con bei lanci sia sulle fasce che in profondità. Avrebbe potuto sfiorare il gol se quel capone di Giustelli si fosse spostato, ma che ve lo dico a fare? Alza bandiera bianca ad American Graffiti lasciando del cibo nel piatto, roba non da lui. VAN DER PUMA

Francy Giustelli. “Allora girati, tira e fai gol porca m…”, lui si gira, tira e fa gol. C’è poco da fare. Tanti maligni a inizio anno lo avevano già dato per cotto, finito, uno che segna di rado. Per quasi otto giornate rimane a secco e forse inizia a crederci anche lui. Ma quando conta davvero è sempre lì e anche ieri sfonda e ammutolisce tutti con una poderosa doppietta, a voler ribadire il concetto che se lui si gira e tira, molto probabilmente è gol. PUNTA DI DIAMANTE

Martelli Luigi. Quando in un motore arriva troppa benzina non sempre è detto che vada di più, anzi, molto probabilmente si ingolfa. E questo succede a Gigi nel primo tempo, non carbura. Nel secondo tempo cala la tensione e inizia a fare quello che gli riesce meglio: recuperare palloni, pressare, lottare e servire assist vincenti. Non trova la gioia del gol in finale, ma alza la Coppa. E questo conta. CAPITANISSIMO

Giacomo Roncucci. E’ suo il gol dell’1-0. O forse è un autogol ma chi se ne frega, la palla è in fondo alla rete e sotto le tribune ci siamo andati noi. Il resto della partita lo passa a centrocampo ad arginare le incursioni avversarie che su quel lato sono particolarmente pungenti ma che finalizzano poco. Goffo tentativo di mascherare la capigliatura col paracollo nel post partita, si meriterebbe un paio di voti in meno ma oggi non facciamo distinzioni. "L’estetica conta il 50% di un giocatore”, come ha sempre detto, ma qui sfioriamo livelli che possiamo aspettarci da Margiotta. IL MIO CORPO CHE CAMBIA

Gabriele Vestri. La figura del guardalinee lo intimorisce così oggi non riesce a sfoderare una prestazione con la tabella dei cambi come ci aveva abituato durante l'anno. Per il resto segnaliamo una grandissima presenza negli spogliatoi vicino ai cioccolatini e ad American Graffiti cala la giocata di classe. POZZO

Nico Tessitori. Passa il secondo tempo a scaldarsi così da avere la scusa pronta per scroccare una doccia. Ancora è un po’ timoroso e non capisce che fuori casa anche dalle tribune dovrebbero portare la roba per fare una doccia a sbafo. EDUCATO (P.S. in settimana ti porto la macchina, mi raccomando trattamento VIP)

Lorenzo Savini. Sia quando parte titolare sia quando entra a partita in corso il risultato è il solito: dà il 101% e lotta come un dannato. Di occasioni non ne ha poi troppe, ma quei palloni che gli passano per i piedi non sono mai regalati e gli avversari sanno che quando passano di lì la battaglia è dura, molto dura. Ogni promessa è un debito, quindi a fine partita con la Coppa fra le mani emula Isidoro regalandosi un taglio all’ultimo grido eseguito dalle esperte mani di Fittipaldi. EGREGIO&STILOSO

Emanuele Leporati. Quando si gioca a pochi chilometri da casa tira sempre un sospiro di sollievo non dovendo passare per i valichi tra valdichiana e valdarno che in passato gli hanno regalato gioie come cinghiali che gli si stampano sul paraurti. Il buon Leporati si accomoda in panchina e, sfidando la cabala, decide di cambiare posizione con altri colleghi sebbene il risultato della partita fosse ancora incerto. PIU’ FORTE DELLA SORTE

Matteo Isidoro. Gattino si mette in panchina con una spalla tumefatta e in corpo una dose di antidolorifico che avrebbe potuto stendere un Bud Spencer affamato dentro una trattoria. A cena forse esagera un po’ trovandosi nel piatto sempre nuovo cibo, così si regala una notte non proprio tranquilla attaccato alla bottiglia dell’acqua. VITTORIA SALATA

Lorenzo Stoppielli. Di prepotenza si impone per andare in panchina nonostante il fratello minore avesse portato anche la borsa per cambiarsi. Ancora più di cattiveria sul gol del 3-1 si alza in piedi e fa uno scatto di venti metri rischiando la definitiva dipartita del ginocchio. Per Stoppielli e consorte sveglia presto stamattina, ma le vittorie difficili hanno prezzi alti (e salati). L’UOMO SENZA SONNO

Daniele Vestri. Prendere un giallo dalla panchina è roba da giocatori consumati, esperti e con quel giusto miscuglio di genio e sregolatezza. Porta una scatolata di cioccolatini e si conquista definitivamente il rispetto dello spogliatoio, rispetto che poi fa valere dando indicazioni dalla panca e aiutando la squadra nella partita più dura dell’anno. GUIDA INDISCUSSA

Dirigenza: Roncucci senior anche oggi rischia l’ennesima espulsione dalla panchina, tanto che ormai vederlo fuori dal campo non desta più sorpresa. Marco Santagata dal canto suo fino al 94’ non riesce a staccare gli occhi dalla partita rischiando l’infarto in più di una occasione. Quest’ultimo porta a casa la Coppa trattandola meglio di una figliola, e probabilmente ha mandato la moglie a dormire sul divano per godersi una notte con quell’aggeggio con su scritto “Prima classificata” che nelle ultime settimane gli aveva tolto il sonno. DREAM TEAM

Tribuna VIP: Alessandro Cappe Cappelli si fa sentire dagli spalti e gli incitamenti non mancano, porta la sua rumenaggine e la mette a disposizione della squadra nel momento del bisogno. Diego Mechini oggi si vede tutti col suo stesso voto e probabilmente si indispettirà, ma se si potesse andare sopra il dieci sicuramente con le conquiste recenti potrebbe aggiudicarsi il voto fuori scala. Luca Stoppielli si accomoda in tribuna e si gode la partita, desideroso di rientrare in campo il prima possibile a fare strage di malleoli e rotule. FONDAMENTALI

Chiudiamo con una citazione del nostro massaggiatore preferito, che prima della partita ci aveva messo in guardia: “Dentro a ogni gatta morta c’è una zoccola viva”.

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  Scritto da La Redazione il 11/03/2015
 

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