La squalifica del dirigente Sestese fa discutere gli addetti ai lavori
Miliani (Camaiore): "Secondo me arbitro e allenatore andrebbero invece tutelati in maniera identica”

Dopo la sentenza del Giudice Sportivo (LEGGI QUA), che ha comminato cinque mesi di squalifica al dirigente della Sestese, reo di aver colpito l’allenatore del San Michele Cattolica Virtus Gioli, non sono mancate le reazioni da parte degli addetti ai lavori.
Eccone alcune inviateci alla nostra redazione:
Fabrizio Bini (vicepresidente San Marco Avenza) “Ma che giustizia è questa? Cinque mesi... Come se un dirigente o un allenatore valesse meno di un arbitro o segnalinee... E cosi il prossimo anno andrà a fare il dirigente da un’altra parte ed il pugno magari toccherà a qualcun altro... Cinque mesi.... È una VERGOGNA!!!!”
Oreste Petrucci (Responsabile Settore Giovanile Aullese): “Sinceramente cinque mesi di squalifica li trovo veramente inadeguati e non di idonea giustizia sportiva per rispetto nei confronti di tutti. Ogni settimana leggiamo sul comunicati ufficiali di squalifiche e punizioni sproporzionate rispetto all'accaduto ma tutti siamo consapevoli che questo deriva dal rapporto del direttore di gara e di quello che scrive rispetto ai fatti e per cui accettiamo senza critica alcuna. Ma in questo caso l'evidenza è la violenza è chiara e senza dubbi, per cui ripeto non capisco questa squalifica così delicata. Almeno che non si vada a valutare e analizzare i danni che una squalifica maggiore comporterebbe per la società.”
Alessio Miliani (allenatore Esordienti B 2003 Camaiore): “Sono molto amareggiato per la squalifica di soli cinque mesi al dirigente della Sestese. La trovo una pena ridicola. Non voglio neanche pensare che sia stato fatto un trattamento morbido nei confronti di una società importante perché altrimenti verrebbe voglia di smettere. Credo invece che il giudice non abbia preso in considerazione la violenza e la premeditazione del atto compiuto tra l’altro in modo vigliacco e che avrebbe potuto comportare danni fisici enormi. Tra l’altro in questa vicenda ne esce ancora una volta indebolita la figura dell’allenatore rispetto ad altre figure come per esempio quella dei direttori di gara: io sono a favore di pene esemplari quando dirigenti o giocatori si scagliano nei confronti dell’arbitro, ma non capisco perché questo non debba avvenire quando la parte lesa è l allenatore. Credo che su questo argomento le associazioni allenatori presenti sul territorio debbano farsi sentire e sono sicuro che lo faranno poiché la figura dell’allenatore ultimamente è un po’ troppo bistrattata. Oltre alle critiche che ci piovono addosso dalle tribune, oltre al fatto che spesso paghiamo con l’esonero i risultati non buoni, ci vengono chiesti giustamente aggiornamenti continui però non mi sembra che la categoria venga tutelata in maniera adeguata e questa vicenda secondo me lo dimostra. Voglio infine ricordare alcuni episodi del passato: qualche anno fa un guardalinee del Centrolido National a fine gara protesta con l’arbitro e lo colpisce in maniera leggera ad un braccio con la bandierina: cinque anni di squalifica, la formazione del National sfora i 100 punti in Coppa disciplina e viene retrocessa ai Provinciali. Ancora anni fa un giocatore della Juniores del Marina di Pietrasanta protesta con l’arbitro e lo spinge in un gesto di stizza (evidentemente senza nessuna volontà di fare male): un anno e mezzo di squalifica. Ecco due esempi per far capire come le due figure abbiano tutele completamente diverse. Secondo me arbitro e allenatore andrebbero invece tutelati in maniera identica.”
Scritto da La Redazione il 03/02/2015



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