Cinque mesi di squalifica, troppo pochi o punizione congrua?
La sentenza del Giudice Sportivo fa discutere, molti si aspettavano la radiazione

Fa discutere la sentenza del Giudice Sportivo della LND Toscana circa i fatti accaduti domenica scorsa a Sesto Fiorentino. Mentre il San Michele Cattolica non vuole fare commenti, sui social impazzano i commenti di dirigenti di altre società e di altri che criticano la stessa, chiedendo espressamente la radiazione di Rosario Saedan, dirigente (in questo caso con funzioni di massaggiatore) della Sestese. Molti si aspettavano una punizione esemplare.
In effetti i cinque mesi sembrano "pena" lieve per un gesto che poteva davvero costare caro all'allenatore Andrea Gioli del San Michele Cattolica. Sulla onorabilità e trasparenza del Giudice Sportivo però non ci sono dubbi. andrebbero quindi saputi i vari parametri che portano ad emettere tali sentenze.
Se cinque mesi sono pochi, una radiazione ci sembra forse eccessiva, ma andrebbero conosciute in maniera esauriente le carte federali per poterci esprimere. Lasciamo quindi a chi di dovere di prendere le decisioni e, come avviene nella Giustizia ordinaria, partire dal presupposto che "le sentenze si rispettano e non si commentano". Altrimenti se non ci crede a questo, cosa andiamo avanti a fare?
Casomai, si potrebbe aprire una parentesi per discutere sulle disparità di trattamento che ci sono nelle sentenze quando c'è di mezzo un arbitro o nei casi come quello appunto di Sesto Fiorentino. Partendo dal presupposto che è giusto che una certa disparità ci sia, visto il ruolo che deve avere di garante delle regole, talvolta abbiamo visto punizioni pesantissime quando si è trattato di qualcosa che riguardava gli arbitri, ed altre leggere quando riguardavano altri personaggi sul rettangolo di gioco. Come dire, se dai un cazzotto ad un arbitro, ti può succedere di tutto, se lo dai ad un avversario te la puoi cavare con ben poco.
Tutto questo, sempre partendo dal presupposto (onde evitare malintesi) che l'arbitro resta un personaggio centrale e sempre da rispettare nell'ambito calcistico, cosa che troppe volte viene dimenticato. Crediamo però che quando si va in campo, siamo tutti cittadini di serie A, tutti sullo stesso piano e tutti da rispettare.
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Scritto da La Redazione il 03/02/2015





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