Andrea Innocenti: "Vi racconto la mia esperienza calcistica in Cina"
Il bravo e apprezzato talent scout di Empoli lavora ora per la "corazzata" Guanzhou con Marcello Lippi e lo staff tutto italiano

Come si dice: “Si chiude una porta, ma si può aprire un portone”. E’ un po’ la storia di Andrea Innocenti, conosciuto dirigente empolese che, da responsabile del settore giovanile del Siena, ha vissuto una stagione 2013-2014 davvero amara, culminata con il fallimento della società. Un breve periodo di inattività , poi la chiamata che arriva da Bari e la possibilità di andare in Puglia a riorganizzare il settore giovanile. Un mese di lavoro, quindi la telefonata che cambia la vita: Innocenti chiede la rescissione al Bari e va in Cina, entra a far parte dello staff italiano di Marcello Lippi, un’occasione da prendere al volo.
Andrea è in questi giorni in Italia, ma tra poco riparte per l’Asia. La stagione là sta per ripartire alla grande, lui ha un contratto in scadenza per la fine del 2015, ma è rinnovabile per altri due anni. A Guanzhou (in Italia si chiama Canton) stavolta Innocenti porta anche la moglie, l’ambientamento continua, l’entusiasmo è a mille.
Andrea Innocenti racconta la sua storia a TOSCANAGOL. Partiamo dall’ultima stagione quella di Siena. Due anni in bianconero dopo la decennale esperienza di Empoli, chiusi con un finale triste. “Ci tengo a dirlo. E’ stata un’esperienza bellissima a livello tecnico. Quella di Siena è una realtà che negli anni a livello giovanile non aveva fatto granchè, noi in poco tempo siamo riusciti a conquistare il primo anno la semifinale al torneo di Viareggio che a livello di immagine è stato fantastico, poi scorsa stagione vittoria campionato regionale Giovanissimi B professionisti che il Siena mai aveva vinto. Poi soprattutto il fatto che nonostante il ciclo si sia chiuso malamente, oggi ci sono nelle varie squadre Primavera, Allievi e Giovanissimi tanti ragazzi usciti da Siena. Ad esempio nella Primavera del Torino ci sono quattro ragazzi “nostri”, nei Giovanissimi Nazionale della Roma altri due. Ultimi mesi drammatici in tutti i sensi, logistico ed economico, Quando parlo degli ultimi mesi ,ringrazio le famiglie perché hanno fatto sacrifici, dimostrando grande attaccamento alla maglia. La parola giusta per definire il tutto è imbarazzante. Personalmente ci siamo usciti alla grande. Una delle ultime partite ufficiali dei Siena è stata quella dei playoffs Giovanissimi nazionali con il Parma. Ripeto, i risultati sportivi sono stati eccezionali.”
Si vociferava in estate di un possibile ritorno ad Empoli ? “Assolutamente no, mai parlato con nessuno. Quando sei di Empoli, hai fatto 12 anni, è indubbio sentirsi legati, però non ho ricevuto nessuna chiamata. La richiesta più concreta è stata quel del Bari dove era andato Stefano Antonelli che era il direttore del Siena. Sono stato di fatto un mese a Bari da responsabile del settore giovanile, in quel periodo abbiamo di fatto costruito le squadre. Ho firmato il 7 Luglio e sono rimasto lì fino al 1° di Agosto. Ho trovato grande disponibilità con la famiglia Paparesta, padre e figlio, le basi erano state gettate bene. Era pianificato che avrei portato alcuni miei collaboratori, primo tra tutti Marco Magni che è con me dai tempi di Empoli e poi Siena. Si era già incontrato con Antonelli e tutto era pronto perché facesse scouting per il Bari per la Toscana e tutto il Centro-Nord Italia. Spesso sarebbe venuto a Bari per conoscere le squadre. Non sarebbe stato solo il responsabile degli osservatori, ma un qualcosa di più visto il rapporto esistente tra di noi. Di Marco mi fido ciecamente. Ero tranquillo, sereno e contento della scelta fatto, pensando di andare in una società che aveva entusiasmo e tanta voglia.”
Invece arriva questa telefonata dall’estero che mi mise Andrea Innocenti in forte difficoltà. “Era Fabrizio Del Rosso, con il quale avevo lavorato a Empoli e con il quale ci conosciamo da una vita. Con lui ci si sentiva spessissimo. Lui è un “jolly” per la società del Guanzhou, allena la squadra riserve e lavora sul campo con la prima squadra. Lui è il terzo campionato che lavora per il Guanzhou. Mi dice che si liberava un posto di chi fa scouting, in pratica Franco Ceravolo lasciava e tornava in Italia al Palermo. Fabrizio aveva proposto a Lippi il mio nome. Un’idea che a lui piaceva. Personalmente non conoscevo il mister.”
Per Innocenti è come aprirsi un mondo. “Il mio stato d’animo? Sono due le cose che pensai subito. C’è un aspetto economico che è importante ma non fondamentale, il secondo è quello professionale. Non nascondo che dentro di me, da tempo, avevo il desiderio di provare un’esperienza all’estero, perché purtroppo il calcio italiano in questo momento offre poco anche a livello giovanile. La crisi economica è palese,ma c’è soprattutto una crisi di idee. All’estero è un altro mondo. Io venivo dai due anni di Siena dove ho incontrato e affrontato tutte le peggiori difficoltà e non nascondo che anche gli ultimi anni ad Empoli sono stati faticosi. Ecco perché pensavo che un’esperienza all’estero sarebbe stata davvero importante. Qua poi si parlava di poter lavorare con Marcello Lippi, uno dei top al mondo. Quindi è arrivata la voglia di dire, perché non provare? "
Le reazioni? “Con il Bari sono stato chiaro fin dall’inizio, Ho parlato con Gianluca Paparesta e con Stefano Antonelli dicendogli tutta la verità. Non gli ho nascosto niente, cifre comprese. Tanto ad arrivare al punto da dire, ho firmato un biennale con voi, se mi volete liberare per me è cosa gradita, ma se loro non volevano, ci sarei stato male una notte, però non mi sarei tirato indietro e proseguito con il Bari. Il presidente e il direttore hanno preso una paio di giorni di tempo e deciso di rescindere il contratto. E’ un ‘opportunità che cambia la vita e io posso solo ringraziare."
Il 10 Agosto viene fatta la rescissione. “Ho rinunciato al mese di stipendio, non mi sembrava assolutamente giusto. Il Bari mi ha fatto il piacere di liberarmi e io mi potevo solo sdebitare solo così.”
Quindi la partenza per la Cina? “Laggiù ho trovato un grandissimo staff di dieci persone, un gruppo di professionisti che rappresenta l’eccellenza del calcio italiano. Oltre a Lippi, c’è Del Rosso, Massimiliano Maddaloni che fa il “secondo” e lo continuerà a fare ora con Cannavaro, poi Narciso Pezzotti, una vita con Lippi, secondo di Boskov e di Lippi a Mondiali 2006, che segue le squadre avversarie, poi il professor Claudio Gaudino, preparatore atletico, Michelangelo Rampulla, preparatore dei portieri, Silvano Cotti, fisioterapista con un curriculum da brividi con Inter, Roma, Chelsea, Milan, poi l’unico cinese nello staff che si chiama Ltie che era il capitano della Cina Mondiali 2002 in Corea, 200 presenze nazionale cinese, che ha giocato nell’Everton per sei anni in Inghilterra. Lui collaboratore tecnico ed è il secondo anche nella Nazionale Cinese. Poi non dimentichiamoci del “mitico” Enrico Castellacci, medico della Nazionale Italiana che periodicamente viene a seguirci con periodi di almeno una settimana dieci giorni.”
Come è stato l’ambientamento: “E’ veramente un altro mondo, è un paese dove trovi eccessi sconsiderati. Città occidentalizzate come le nostre, altre ancora legate alla cultura cinese, Mondi contrapposti. Io faccio almeno due viaggi alla settimana in aereo, li ci si muove così. Conosci tutta le città cinese, ma per noi occidentali è difficilissimo. Noi viviamo tutti in un centro residenziale di proprietà del club, con albergo, appartamenti e ville. Dalla settimana prossima vivrò in un appartamento perché viene giù mia moglie da metà gennaio. Condizione di privilegio in un mondo dove ambientarsi non è facile. A partire dall’alimentazione che è un problema serio. Noi mangiamo europeo, ma muovendoci tanto in altre città non è possibile. Mi sono trovato male, loro usano spezie ed altro per noi intolleranti. E’ un problema che abbiamo in trasferta anche con i giocatori. Vado spesso da McDonald’s e questo dice tutto. Si fa fatica. Problema importante, il primo mese ho perso sette chili.”
E il clima? “Fino ad ottobre trenta gradi fissi almeno e con un’umidità spaventosa. Questo crea problemi anche per l’alimentazione. Si vive con l’aria condizionata. Fino alla fine di ottobre è stato così. Poi si è abbassata, l’inverno c’è ma difficilmente vai sotto i venti gradi, però se viaggi al Nord trovi freddo siberiano. E’ difficile capire come vestirsi, fortuna che la maggior parte dell’attività viene svolta in questo periodo al Sud.”
Come è stato l’approccio con Lippi? “Straordinario, lui ti mette a tuo agio. E’ un professionista, ha la cultura del lavoro, qualunque argomento lui si interessa, segue con cognizione e interesse. Questo ti fa piacere, ti stimola, Vivendo quotidianamente insieme è davvero bello capire come lui si rapporta con gli altri, Umanamente persona eccezionale. Tra toscani ci siamo capiti subito. Questo aiuta.”
Quali compiti ha? “Faccio solo ed esclusivamente scouting. Mi fermo li. Qualsiasi trattativa la lascio fare ad altri. Anche per un problema di lingua. Un altro grande ostacolo per noi è di capire i regolamenti interni della Federazione. Hanno tantissime cose particolari che si trovano solo in Cina: ad esempio hanno tre campionati nazionali, Under 19, Under 17 e Under 15, loro credono molto nei tornei fra rappresentative provinciali, regionali e territoriali. Uno quindi magari gioca sia nel suo club, ma anche nella squadra della città o provincia dove vive. Per loro come primo concetto c’è la territorialità, il club viene dopo. Ogni quattro anni ci sono i giochi della Cina e per loro sono importantissimi.”
E il settore giovanile del Guanzhou? “Fabrizio Del Rosso è il responsabile tecnico del settore giovanile, Insieme a lui ho il monitoraggio delle nostre squadre. Abbiamo quattro squadre, quella riserve che non ha età, ha lo stesso calendario della Prima squadra. Noi giochiamo con l’età da Primavera e questa nostra scelta è ora seguita da altre società. Poi abbiamo Under 19, Under 17 e Under 15. Quest’ultima è il culmine dell’Accademy che ha una struttura impressionante. Ha 80 campi, alloggi incredibili, è organizzata secondo i College: c’è la scolarizzazione e nel 2014 ha iscritto oltre 3000 ragazzi che vivono tutti dentro. Pagano una quota. Ma nasce come Scuola, la Scuola Calcio viene dopo. Prima dell’arrivo di Lippi, loro hanno fatto un accordo con il Real Madrid che manda 25 allenatori fissi qua per insegnare.”
Innocenti ha seguito finora tantissime partite. “Io ho visto tutto di varie età. Dai 2001 per iniziativa personale, fino a salire per vedere i prestiti della prima squadra in B e in C. Partite di settore giovanile ci sono ma in forma particolare: non giocano ogni settimana, ma organizzano concentramenti una volta al mese in varie città, questo anche per un discorso di distanze. Quindi si ritrovano tipo 30 squadre e giocano per quindici giorni. Sei-sette giornate di campionato tutte insieme e questo dà la possibilità di vederli tutti. Questo avviene tutto l’anno. La stagione ufficialmente però finisce metà novembre e riparte a metà gennaio.”
Le cose belle che hai visto e che esporterebbe in Italia? “Porterei qualche giocatore giovane: là vedi grande potenzialità ma poco lavoro fatto negli anni precedenti. Poi porterei quasi tutti gli impianti sportivi che sono tutti migliori dei nostri. Vedi in C stadi che in Italia non ci sono in A. Poi porterei le partite del settore giovanile senza genitori. Sono tutte senza pubblico o con pochissimi familiari, viste le distanze. Portarli via dal loro territorio e la loro cultura non è semplice. Sarebbe bello portarli in Europa e per iniziare un processo di lavoro. Loro pretendono di crescerli lì e costruire qualcosa di importante in Cina. La nostra proprietà vuole vincere la Champion Asiatica tra dieci anni con soli calciatori cinesi. Percorso lungo, ma notizia di quindici giorni fa, il Governo cinese ha obbligato le scuole ad inserire nelle materie scolastiche il corso di calcio. Ventimila scuole ora lo faranno subito. C’è voglia di calcio. E’ un paese che può primeggiare anche nel calcio. E’ una potenza assoluta.”
Domenica 4 la partenza per la Cina. “Lunedì inizia la nuova stagione, vanno in preparazione le squadre, sia la Prima che quella riserve che mi occupa in maniera diretta. I campionati giovanili hanno un calendario stranissimo, periodico. Metà gennaio partono anche loro, anche se di fatto non si sono mai fermati. Molto complicata è l’organizzazione. Seguirò TOSCANAGOL da laggiù e magari ogni tanto vi scriverò qualcosa per raccontarvi questa fantastica realtà.”
Scritto da Gino Mazzei il 06/01/2015
















