Gianni Mattiello: "Vi racconto io la storia di mio figlio Federico"
Da promessa del tennis, ai consigli di Roffi, ai cinque anni alla Juve e al debutto in serie A
Vai alla galleriaUn padre, una famiglia, Una storia classica del calcio di oggi, fatta di sogni, di aspettative verso il proprio ragazzo, troppo spesso di “esagerazioni” che alterano il mondo del calcio giovanile. Quella di Federico Mattiello e della sua famiglia è invece la storia di chi potrà dire di avercela fatta: certo, tutto è relativo, ma questo debutto in serie A rappresenta intanto un primo (parziale) traguardo per questo ragazzo.
Un viaggio che merita la pena di essere raccontato quello di Federico Mattiello, classe 1995, nato all’Ospedale di Barga, in provincia di Lucca, residente però a Borgo a Mozzano, centro a 17 chilometri dal capoluogo, conosciuto finora per il suo famoso “Ponte del Diavolo” o per la “Festa della Birra” o per la “Festa di Halloween”, ma che d’ora in poi sarà spesso citato per aver dato i natali a Mattiello e anche a Niccolò Fazzi, anche lui classe 1995, cresciuto nella Fiorentina e ora al Perugia in serie B, oppure a Isaia Bertolacci, classe 1996, attuale portiere della Fiorentina Primavera. Un paese di… calciatori… oggi.
Gianni Mattiello ha un negozio di articolo per campeggio e tempo libero a Fornaci di Barga, centro ad una quarantina di chilometri da Lucca. Per lui una carriera da calciatore a livello dilettantistico, poi la famiglia e il tifo calcistico, lupus in fabula, proprio per la Juventus, quello che poi ha trasmesso al figlio Federico. La moglie Alessandra, un altro figlio più grande, Gianluca, 27 anni, ingegnere meccanico presso un’azienda di Marlia, al quale Federico è legatissimo.
Una famiglia “tranquilla” che ha sempre seguito Federico senza quell’enfasi che troppo spesso, nel calcio giovanile italiano, spesso frena l’esplosione dei nostri talenti.
Gianni racconta a TOSCANAGOL l’emozione di questi giorni, dei tanti complimenti ricevuti per il debutto di Federico in serie A. Un padre ovviamente felice, ma che mantiene tutta la sua serenità e tranquillità. “Poco entusiasta? Perché dovrei? In fondo il debutto di Federico era nell’aria ed arriva a compimento di un certo tipo di percorso. Non eravamo a Torino, l’abbiamo seguito da casa, con SKY oggi si vedono molto meglio le partite in tv che non allo stadio…”
Mattiello senior ha sentito il figlio al termine della partita per una breve telefonata. Doveva partire subito per rispondere alla convocazione con la Nazionale Italiana Under 20 che giovedì 13 Novembre sarà impegnata a La Spezia in una gara contro la Francia Under 21. Mattiello e Aramu (è del Torino, ma è in prestito al Trapani) sono gli unici due ragazzi del 1995 nel gruppo azzurro formato da 1993 e 1994.
Gianni ci racconta questi ultimi mesi alla Juventus, quelli in cui Federico è stato promosso in pianta stabile nella rosa della Prima squadra. “Federico ha partecipato al secondo ritiro precampionato con la Prima squadra, quest’anno svolto a Vinovo. Era nella lista dei convocati di Conte. Poi ci fu il cambio con Allegri e Federico doveva partire insieme ad altri quattro-cinque ragazzi della Primavera per la tournèe in Asia, ma ebbe un piccolo infortunio che non lo fece partire. Sembrava ci fosse la possibilità di mandarlo a fare esperienza a Catania in serie B, ma al ritorno dall’Asia Allegri lo volle ancora nel gruppo e dopo qualche giorno disse che voleva Federico nella rosa della Prima squadra, gli diedero il numero 38 e fu messo nella lista per la Champions League. Da lì è sempre stato convocato per tutte le partite ufficiali, per questo dico che l’esordio poteva essere nell’aria.”
Questo è il presente, il futuro non si può certo ipotecare. Facciamo invece un salto all’indietro e con Mattiello senior ricostruiamo il percorso sportivo di Federico.
UN TENNISTA MANCATO
Federico era bravissimo a giocare a tennis, forse un mancato campione. “Forse era più bravo che a fare calcio. Il problema è che il tennis è troppo costoso, devi essere ricco per farlo. La Federazione Tennis conosceva Federico, sapevamo delle sue qualità, Chiesi che lo gestissero loro, per noi era impossibile tenerlo fuori casa per una settimana di seguito per fare i tornei. Lui andava anche via da solo quando aveva 11 anni, ma arrivava sempre in finale e quindi stava fuori per una settimana. Per fare punti ed avere classifica dovevi poi andare all’estero . Il tennis è uno sport d’elite, per pochi, così con il passare del tempo dovevamo fare una scelta. Quando la FIT ci disse di no, fu logico decidere per il calcio."
IVANO PIERI IL PRIMO MAESTRO
“Per me è il numero uno a livello nazionale. E’ di Bagni di lucca e fu lui ad insegnare il tennis a Federico. Ora so che è al Circolo di Lucca di Vicopelago. Lui li prende a zero e li fa diventare giocatori.”
ROFFI, IL “MAESTRO” CALCISTICO
Gianni Mattiello non ha dubbi. “Renato Roffi è stato l’allenatore che ha dato un’impronta a Federico. Tra tutti quelli che ha avuto nel settore giovanile è quello che l’ha cambiato positivamente, forse anche complice l’età che aveva nello sviluppo. Roffi l’ha plasmato, gli ha dato i consigli giusti. Si vede che è uno che ha giocato in serie A. Federico alla Lucchese ha avuto anche Nardi e Ruglioni, ma l’impronta che l’ha fatto cambiare è arrivata con Roffi: per me lui è sottovalutato, buon per chi c’è l’ha come tecnico. Ci sa troppo fare con i ragazzi. Domenica è stato il primo che mi ha chiamato dopo l’ingresso in campo di Federico, lo sente ancora “suo” ed ha ragione.”
I PRIMI CONTATTI CON LA JUVENTUS
Gianni Mattiello racconta come nacque l’interessamento della Juventus nel 2009. “Un giorno Paolo Giovannini, allora diesse della Lucchese, vide Federico all’Acquedotto e lo segnalò ad un osservatore della Juventus della Versilia. Ci chiamarono a Torino per un provino, fu Roffi a chiamarmi per dirmelo. Tre giorni a Vinovo. Volevo esserci anch’io e andammo su con Ivano Ragghianti che era il responsabile del settore giovanile della Lucchese. Le impressioni furono positive. Dopo un mese e mezzo ci arrivo una lettera con la quale ci chiedevano di partecipare con la Juventus ad un torneo a Rimini in prestito. Federico fece gol subito nella prima partita. Alla fine del torneo ci fecero capire che tutto stava procedendo per il meglio. Ad Agosto 2009 iniziò ufficialmente l’avventura di Federico a Torino.”
TUTTA LA TRAFILA, POI IL DEBUTTO
Cinque anni importanti, di crescita in uno dei club più importanti al mondo. Mattiello si è inserito nel “mondo Juve” ed ora ha assaporato il gusto della serie A. “Ora si apre una nuova fase, Federico lo sa. Cosa gli ho detto? “Bravo, stai tranquillo, e so che con lui non ci sono problemi. Ha i piedi ben piantati a terra. Sa che sta compiendo un percorso e che vuole meritarsi giorno per giorno questa grande possibilità che ha.”
NELLA FOTO LA FAMIGLIA MATTIELLO: DA SINISTRA GIANLUCA, GIANNI, FEDERICO, ALESSANDRA
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Scritto da Gino Mazzei il 30/11/2014



















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