Serie D girone E, a Scandicci si dimette il diesse Lorenzo Vitale
"Hanno esonerato Brachi senza dirmi niente, mi è stato mancato di rispetto quindi la mia figura non serve"

Pomeriggio nerissimo allo Scandicci nonostante la vittoria della Prima squadra sul Castelfranco Emilia. L’esonero di mister Marco Brachi comunicato al termine della stessa, ha portato come conseguenza le dimissioni del diesse Lorenzo Vitale. “E’ successo un fatto che si commenta da solo – spiega Vitale a TOSCANAGOL – perché l’allontanamento di Brachi era stato deciso dal Consiglio d’Amministrazione della società o presunta tale, avvenuto giovedì, e penso che il diesse andasse avvertito della cosa. Il fatto che non sia stato fatto significa che la mia figura allo Scandicci non serve. Evidentemente chi comanda non aveva piacere che io stessi allo Scandicci.”
Vitale è lucidissimo e chiaro nella sua esposizione. “Avevano già preso Baiano, aspettavano solo la fine della partita per mandare via Brachi. Mi hanno scavalcato completamente e siccome io non vivo per i soldi che mi dà lo Scandicci e penso di essere più bravo di loro a fare calcio. Hanno fatto tutto ad arte perché si arrivasse a questo punto, ero una figura scomoda.”
Ma c’era stato qualche sentore di problematiche? “Cose normali, certo un po’ di confusione c’era quando ci sono sei teste nella proprietà. Io non parlavo con nessuno e questo forse non andava bene.”
Il fatto è che il presupposto tecnico per questo esonero appare un po’ “debole”. “Siamo arrivati da una stagione storica come quella 2013-2014 in cui lo Scandicci ha centrato il traguardo storico dei play-offs. Ora siamo a metà classifica, con un po’ più di fortuna potevamo essere anche più in su con due rigori falliti allo scadere in un girone che vede società nettamente più forti economicamente parlando. Per lo più c’erano gli ottavi di finale di Coppa Italia conquistati.”
A Brachi pare si imputi poca “forza” con il gruppo. “Sono tutte bischerate quelle per cui dicono che non abbia polso. Non c’era alcuna motivazione plausibile. Poi uno può dire ciò che vuole. La squadra stava lavorando bene, io l’ho seguita dal primo giorno. Credetemi.”
A “caldo” di pensava che le sue dimissioni potessero poi rientrare. A mente fredda invece? “Ma che scherzate davvero? Sono inderogabili. Quando si danno le dimissioni non si deve tornare indietro. E’ successo un fatto gravissimo dove è venuto a mancare il rispetto che io do ed esigo. E’ un principio fondamentale sul quale non discuto.”
Scritto da Gino Mazzei il 24/11/2014





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