Arezzo "viva" e propositiva: tante domande e dibattito con Bresci
Presenza massiccia alla riunione delle società con il presidente regionale della Lega Nazionale Dilettanti Toscana
Vai alla galleria“Arezzo è casa mia, quanti ricordi quando venivo a giocare da queste parti con la mia Rufina”. Così Fabio Bresci, presidente regionale della LND Toscana ha iniziato la serata organizzata con le società della provincia aretina convenute nella sede di via S. Maria delle Grazie. Una villetta davvero carina, ambienti caratteristici, due squisiti padroni di casa come il consigliere regionale Mario Tralci e il delegato provinciale Gianfranco Petrucci che hanno aperto l’incontro che è durato oltre due ore e mezzo.
Una provincia davvero “viva”, interessata, con i suoi rappresentanti che ieri sera hanno sottoposto a Fabio Bresci tante domande. Lui si è segnato tutto, ha risposto per filo e per segno.
In precedenza il presidente ha fatto una piccola relazione sul momento del calcio italiano (“che in questi ultimi mesi ha dato il peggio di sé…”), parlando delle dimissioni di Abete, della contrastata elezione di Tavecchio, delle prossime elezioni per la presidente della Lega Nazionale Dilettanti che “pare già ben contrastata “.
Poi è entrato nello specifico sulla questione-Toscana, sugli impegni presi (e mantenuti), sulla comunicazione che è un po’ mancata, sulla politica del fare e del non apparire, sui 300 defibrillatori dati gratuitamente, sui finanziamenti dati per l’iscrizione ai campionati, sull’intervento fatto per rimodulare i costi per i cartellini.
Quindi, come già avvenuto nelle altre assemblee, è tornato su quanto avvenuto nell’ultima assemblea dello Sheraton di Luglio a Firenze con l’”attacco” personale che ha ricevuto. “Non mi va giù e lo dico ormai a distanza di mesi. Si è speculato, si è tirato nel mucchio solo per prendere applausi. Troppo facile. Noi non abbiamo paura del ricambio, facciamolo pure, ma non disperdiamo le professionalità. Nel calcio non esiste un manuale che spiega come si fa questa o quella cosa: serve il lavoro e l’esperienza che si trasmette o si insegna.”
A proposito dell’Assemblea del 30 a Prato, Bresci si augura che la presenza delle società sia massiccia e chiede che la regione esca con un candidato credibile alla presidenza nazionale (“volevano candidare me, ma non ho accettato, non volevo lasciare la Toscana divisa, io non ho niente da difendere o una poltrona da mantenere, noi si vive per il calcio, non di calcio”) della LND.
Poi il dibattito, le tante domande su temi svariati. Ecco un sunto delle risposte di Bresci: “Non condivido il fatto che diciate che la base non conta: la LND incide a livello nominativo, sulle riforme e anche a livello economico. Sulle riforme per il settore giovanile voi dovete pensare come sia difficile avere a che fare con personaggi che sono lì solo perché hanno un passato, ma che di concreto non sanno neppure cos’è una Scuola Calcio. Pensavano che le società si arricchissero con le Scuole Calcio: un giorno mi sono messo lì e gli ho fatto vedere, conti alla mano che non era vero. Altrimenti stava per passare una norma che vietava di chiedere quote per essa. Serve tanta pazienza per porsi con personaggi che non sanno assolutamente niente di quello di cui si occupano.”
Un Bresci come sempre appassionato e “fuori dai denti” che ha riscosso gli applausi convinti delle società aretine. E venerdì si replica a Grosseto, l’ultimo incontro nelle Delegazioni Provinciali, poi tutti a Prato giovedì 30 Ottobre.
NELLA FOTO DA SINISTRA IL DELEGATO PROVINCIALE FIGC GIANFRANCO PETRUCCI, FABIO BRESCI E IL CONSIGLIERE REGIONALE MARIO TRALCI
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Scritto da Gino Mazzei il 22/10/2014

















