"Sono ancora amareggiato per quell'assemblea: Firenze dovrà chiarirsi"
Fabio Bresci torna su quanto accaduto il 12 Luglio, chiede chiarezza e di tornare ad una Toscana compatta e coesa

E’ un Bresci ancora arrabbiato e ferito quello che ritroviamo dopo un’estate di duro lavoro. Quanto è successo nell’ultima assemblea (quella tanto per capirci del 12 Luglio scorso pre-elezioni federali nazionali) non gli è ancora andato giù. Quella presa di posizione di alcune società della zona di Firenze durante l’assemblea è ancora lì ad amareggiarlo. Si è sentito pugnalato alle spalle, è stato colto di sorpresa.
Così nel suo discorso tenuto a Lucca con le società di Terza e Juniores provinciali, Fabio Bresci è tornato (e tornerà in tutte le sue visite alle altre Delegazioni) sull’argomento. Prima però ha fatto un passaggio (doveroso) sull’elezione di Tavecchio alla presidenza federale. “Non si può discutere quanto lui ha fatto per il calcio dilettanti – ha osservato Bresci – al quale ha portato risorse e visibilità importanti. Cito solo alcune cose, come l’assunzione di tanti giovani nelle varie Delegazioni provinciali utilizzando risorse arrivate dai diritti televisivi, la nascita dei Centri Federali, il primo dei quali in Toscana al “Buozzi” di Firenze. Sono stati tanti i risultati importanti avuti dalla “gestione Tavecchio” che hanno migliorato la Lega Nazionale Dilettanti.“
Poi il presidente della Toscana calcistica è entrato nello specifico facendo un riflessione. “Vedete, noi dobbiamo riconoscerci un difetto: comunichiamo poco quello che facciamo. Siamo volti troppo all’attivismo, alla politica del fare, non facendo poi vedere i nostri risultati. Tutto questo ci ha portato a dei malintesi che fanno dimenticare quanto abbiamo portato avanti in questi anni. Non voglio certo mettermi a qua a ricordare tutto, ma faccio solo l’esempio delle sedi delle varie Delegazioni Provinciali che abbiamo modernizzato e ristrutturato, oppure la politica sui defibrillatori o del microcredito alle società. Vorrei però guardare solo in avanti, ai tanti impegni da risolvere, non ultimo quello sul costo del cartellino che l’anno scorso aumentò in maniera sciaugurata. Mi sono impegnato per rivedere certe cose e alcuni risultati sono arrivati, ma non sono contento: deve essere rivisto il costo per i dirigenti. Il segretario non può essere trattato alla stregua di un dirigente che va ogni domenica in campo.”
Parafrasando Bresci si avvicina al tema centrale. “Sono cambiati i tempi, ora le guerre non si fanno più con i fucili e le bombe. Lo si vede nella vita sociale. Serve avere credibilità per essere ascoltati. La Toscana è seria, credibile e propositiva. Però quanto è accaduto nell’ultima Assemblea non farà più tornare le cose come prima. Chi c’era sa cosa è successo. Lucca non c’entra niente, lo so. Sono rimasto ferito, c’è stato qualunquismo e il gusto di voler creare confusione. Io credo alla buona fede di quelle società che sono andate dietro a questo “boutade”, però la riprova l’avremo nella prossima assemblea.”
Eccoci al “cuore” del problema. “La cosa è limitata ad un nucleo ristretto di società della provincia di Firenze, proprio la provincia che esprime il management del calcio regionale, come il sottoscritto e il vice presidente Vasco Brogi che veniamo da questa provincia, come i nostri collaboratori. Firenze ora non può permettersi di non chiarire questa situazione anche agli occhi delle altre province.”
Poi un’altra riflessione. “E’ giusto il rinnovamento, ma questo non deve passare per il non rispetto delle persone. Il concetto vale per tutti. Per me è la cosa principale e mi ci batterò fino in fondo. Cosa pensate? Anche noi veniamo dalle società: il ricambio dovrà sempre venire dalle società. Certi valori però non andranno mai dispersi, vorrebbe dire tornare indietro di venticinque anni. E’ questa la riflessione che mi piaceva fare con tutti voi. So quanto nel territorio lucchese sia amato il calcio.”
In un altro passaggio Bresci ammette quello che da più parte era stato ventilato alcuni mesi fa: gli era stato proposto di subentrare a Tavecchio alla guida della Lega Nazionale Dilettanti. “L’ho rifiutata. Io penso alla Toscana e a lasciare una regione compatta e coesa con persone serie e corrette. Filippo Raffaelli mi ha detto che sono stato un fesso. Può essere, io voglio avere la certezza che la Toscana vada avanti con la stessa forza che ha ora.”
Scritto da Gino Mazzei il 12/09/2014















