Vota il sondaggio

Inserisci la tua email per votare

Puoi votare solo una volta per questo sondaggio e la tua email deve essere valida.
La tua email non sarà resa ne pubblica ne visibile.

Consenso al trattamento dati:

Accetta il trattamento dei dati.

 
×

Accedi al Sito !

Usa le tue credenziali di accesso:
Non ricordi più la password?

Registrati

 Resta connesso

 

oppure

Accedi con Facebook

×

"Un allenatore deve avere quattro competenze specifiche

Stefano Bonaccorso spiega la didattica del ruolo

Con i giovani giocatori non basta conoscere i fondamentali del gioco del calcio per essere un buon tecnico. Occorrono altre capacità per l’allenatore. Sono di tipo tecnico, metodologico, organizzativo e relazionale. Per un istruttore, oltre alla scelta dell’esercizio da proporre ai ragazzi, contano le modalità con cui richiede lo svolgimento. Quanto sono importanti e quali sono gli aspetti tecnici, organizzativi, metodologici e relazionali del gioco? Per allenare non basta aver giocato e conoscere molti giochi ed esercizi. Certo, l’esperienza diretta è importantissima, ma non è sufficiente per insegnare calcio e preparare i giovani calciatori. 


Ecco, in aintesi l'argomento trattato nell'incontro tra Stefano Bonaccorso e i gitanti arrivati dalla Toscana per la giornatac dedicata a conoscere la "filosofia" del settore giovanile dell'Atalanta. Tratteggiamo alcuni spunti dell'intervento di Bonaccorso.


LE COMPETENZE


"A mio avviso sono quattro: tecniche, perché bisogna saper insegnare i fondamentali del gioco del calcio; tattiche, riguardo ai movimenti senza palla, al posizionamento sia dei singoli giocatori che della stessa squadra, quindi insegnare a muoversi sul rettangolo di gioco; organizzative, perché è fondamentale saper strutturare un allenamento, conoscere i passaggi tra un percorso e un altro; e, per ultima, quella socio-relazionale, perché quando si tratta di queste fasce d’età è necessario avere un atteggiamento e un comportamento sia generale che individuale specifici."


TECNICA

 

"Le conoscenze dell'allenatore non hanno un limite, un confine, devono essere sempre allargate e riviste. L'allenatore deve sapere scegliere l'attività adeguata all'obiettivo, deve saper ragionare su quello che propone."


"L'allenatore deve saper variare l'attività a seconda del grado di riuscita della proposta che fa. Deve essere pronto a modificare per ricercare sempre l'obiettivo."


"Le informazioni devono essere uditive e visive. E' importante l'interazione tra allievo e allenatore. Il bravo allenatore sa rilevare gli errori, individuarne la causa e correggerli."


ORGANIZZATIVE


"Nell'allenamento bisogna saper distribuire i tempi, sapere quello che si deve fare dall'inizio alla fine."


"L'allenatore non può arrivare e improvvisare, ma avere giù tutto pronto dall'inizio alla fine."


METODOLOGIA

"Il metodo d'insegnamento è la strada per portare gli atleti alla meta. Può essere induttivo o deduttivo, di stile direttivo o partecipativo. Lo stile è fondamentale. Quello direttivo lo usiamo tutti, però dobbiamo stare attenti anche ad essere partecipativi perchè non dobbiamo dimenticare che il protagonista è sempre il calciatore. Bisogna insegnare dando a lui le soluzioni per risolvere i problemi."

Print Friendly and PDF
  Scritto da Gino Mazzei il 10/05/2014
Tempo esecuzione pagina: 0,07495 secondi