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Raccontiamo il viaggio a Bergamo in "casa Atalanta"

Una giornata da non dimenticare per chi ama il calcio giovanile

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Una giornata tutta d'un fiato, lunghissima (siamo partiti alle 6 e rientrati quasi a mezzanotte), stancante, ma di quelle che ti restano dentro. Peccato solo per i "tanti" che non sono venuti (su questo argomento poi faremo delle considerazioni prossimamente...) a vivere questa full immersion nel mondo dell'Atalanta e del calcio giovanile. Chi c'è stato sicuramente non se n'è pentito, ha potuto conoscere da vicino le metodiche di lavoro e la filosofia di una delle società più organizzate in Italia. Il pullman non era pieno? Che importa, fortunati quelli che c'erano, pochi gli allenatori lucchesi se vogliamo scendere nel dettaglio e questo ci dispiace...

ORE 6 PARTENZA PUNTUALI

Pullman già sul posto, come pure coloro con i quali l'appuntamento era sotto la tribuna coperta dello Stadio di Lucca. Ci sono ragazzi di Prato e di Empoli, alcuni arrivati dalla Garfagnana, della zona di Lucca si sono prenotati solo in quattro... Domenico Lazzari, Nicola Gennazzani, Nicola Baroncelli e Massimo Di Gino... Giusto citarli e dargli il merito. Tutti pronti già alle 5,55, manca solo il "capo gita", il presidente AIAC Francesco D'Arrigo che arriva alle 5,58. Pronti, alle 6 siamo già in partenza verso Viareggio, dove arriviamo in anticipo (6,25) rispetto al previsto. Ci sono tutti, manca solo Marco Giunta, allenatore del Cgc Capezzano 2000, che arriva pochi minuti dopo. C'è pure la "strana coppia" Faccio-Baldeschi (i due selezionatori della Rappresentativa provinciale Giovanissimi B di Lucca), una miniera di simpatia. A guidare il gruppo dei tecnici del Capezzano, Marco Bertelli, responsabile del club, che non si è voluto perdere questa gita. Arrivano anche due giovani tecnici di Livorno, Giacomo Chetoni e Fabio Viterbo, recentamente patentati in un corso allenatori guidato da Francesco D'Arrigo. Ad Aulla salgono anche Riccardo Manzato e due dirigenti dell'Atletico Terrarossa: per loro una sorta di "giornata studio" per capire come si lavora nei settori giovanili. A Fidenza (intorno alle 8,30) salgono anche due tecnici di Parma e si approfitta di un bar della zona per il rito della colazione.

Si passa da Cremona e poi Brescia per evitare il traffico della tangenziale di Milano, ma si sfora un po' nell'orario di arrivo. D'Arrigo avverte Stefano Bonaccorso, il responsabile tecnico della Scuola Calcio Atalanta, che ci attende a Verdellino, un paese a tredici chilometri da Bergamo che confina con Zingonia dove c'è la sede del Centro "Bortolotti". L'appuntamento è proprio qua nel Centro Sportivo "Silver" dove l'Atalanta svolge parte della sua attività. Raggiungerlo però non è semplice per chi ci arriva per la prima volta. Usciamo al casello di Capriate e ci mettiamo un buon venti minuti prima di scorgerlo. 

Il centro sportivo "Silver" è formato da 2 campi polivalenti calcio e tennis: uno in erba sintetica e l’altro in play it, uno stadio a 11, due campi in terra battuta a 11, un campo a 7 in erba sintetica di ultima generazione e una palestra per volley e basket. Bonaccorso ci attende sulla porta e ci saluta. Il cielo è un po' coperto, il sole ogni tanto fa capolino, ma la temperatura è ideale. 

"PIANETA ATALANTA"

Bonaccorso è ormai un'istituzione qua. Laureato in Scienze Motorie, è all'Atalanta dal 1991 e fino al 2007 ha allenato Esordienti, Giovanissimi e Allievi Regionali. Poi è diventato Responsabile dell'Attività di Base del club. Dal Marzo 2005 è anche membro del direttivo nazionale della FIGC per il Settore Giovanile e Scolastico. Ci fa accomodare in una sorta di piccola "piazzetta" all'aperto e inizia la sua lezione (i contenuti in un altro articolo) sul ruolo e sulle competenze dell'allenatore. Un'ora e mezzo di interessantissimi concetti che tengono sempre alta l'attenzione dei nostri gitanti. 

Alle 12,45 il programma prevede l'incontro con Luca Rebba, uno dei principali collaboratori di Bonaccorso (allena il gruppo 2003 e lo assiste con il 2001) che ha "apparecchiato" su un campo adiacente per una proposta di allenamento da vedere e organizzare con i nostri gitanti. Tre quarti d'ora che volano via (il racconto in un altro articolo), quindi alle 13,30 il pranzo nel ristorante del "Silver": 10 euro il menù a prezzo fisso. Niente male, servizio veloce ed efficiente.

Alle 14,40 siamo già pronti, il programma ora prevede di andare nel vicino Centro "Bortolotti" per seguire gli allenamenti delle squadre giovanili. Ma c'è un po' di tempo e allora Bonaccorso ci presenta un altro suo collaboratore, il preparatore dei portieri Gabriele Manini che per una ventina di minuti ci parla di questo ruolo e della sua evoluzione negli ultimi anni.

Alle 15 si parte, a piedi, per andare a Zingonia che in pratica fa parte di Verdellino. Sette-otto minuti a piedi ed ecco le cancellate del Centro Sportivo dell'Atalanta. Entriamo da una porta posta sul dietro e ci affacciamo subito su un vialetto che porta ad un campo in sintetico. Qua sono già in allenamento due squadre neroazzurre, da una parte gli Allievi Nazionali guidati da Sergio Porrini, dall'altra i Giovanissimi Nazionali di Gianluca Polistina. Il nostro sguardo va subito su due ragazzi che ben conosciamo e che da quest'anno sono a Bergamo, si tratta dei due classe 1999 prelevati dalla società gemellata Atalanta Matteo Silvestri (montecatinese) ed Edoardo Nottoli (lucchese). 

ARRIVA FAVINI

Ci accomodiamo sulla tribunetta e iniziamo a seguire con grande interesse i due allenamenti. Dopo pochi minuti, però, come promesso, ecco l'incontro con un "icona" del calcio giovanile italiano, Fermo Favini detto "Mino", 78 anni portati splendidamente, da oltre 20 il responsabile del settore giovanile neroazzurro, l'artefice del boom di questa società. Stefano Bonaccorso ce lo presenta, poi inizia una sua sorta di intervista (il racconto in un altro articolo) al suo "maestro" con il quale sta condividendo il lavoro da oltre 20 anni. Tanti aneddoti simpaticissimi, raccontati insieme a Giancarlo Finardi che da quest'anno affianca Favini e che sarà il suo successore. Una buona mezzoretta a colloquio e applauso finale dei nostri gitanti per questo grande uomo del calcio giovanile italiano.

A BREMBATE PER SEGUIRE LA SCUOLA CALCIO

Quasi due ore a Zingonia, quindi (l'allenamento di Giovanissimi e Allievi Nazionali non era ancora concluso) intorno alle 17 il pullman ci viene direttamente a prendere al cancello di Zingonia. C'è in programma l'ultimo appuntamento di questa intensa giornata bergamasca: un salto a Brembate, un paese limitrofo, dove si allenano le squadre della Scuola Calcio. Un quarto d'ora abbondante in mezzo al traffico della zona ed eccoci arrivare alla struttura dove sono in allenamento i gruppi 2003, 2004 e 2005-2006. Un classico impianto da oratorio, tribunetta lungo il muro, campo in erba sintetica strettissimo, certamente non regolare per il calcio a 11. 

Ci rifocilliamo nell'attrezzato barino, gelati, caffè, in tanti alla ricerca disperata di un bagno, gli sguardi ammirati verso qualche bella mamma che sta seguendo gli allenamenti. Lavoro intenso in campo, tanti piccoli in azione che dimostrano già le loro qualità. Non a caso sono già stati selezionati dal club che, Bonaccorso ci dirà poi alla fine, "in zona non ha rivali come reclutamento e scouting. Qualche ragazzo è vero preferisce le lusinghe di Inter e Milan e va a giocare laggiù, ma noi non temiamo certo alcuna concorrenza."

Finisce qua la nostra impegnativa giornata. Prima di salire sul pullman scattiamo la foto di gruppo fuori dal campo di Brembate. 

IL RITORNO

La stanchezza esce fuori alla distanza, ma il clima sul pullman è simpaticissimo anche nel viaggio verso la Toscana. Qualcuno si assopisce, spuntano fuori tablet e computer, alcuni commentano quanto visto. Le luci della sera ci accolgono a Fidenza dove usciamo dall'autostrada per far scendere gli amici di Parma. E' l'ora di cena e su proposta di Marco Bertelli entriamo in uno "splendido" locale, specializzato in prelibatezze della zona. C'è il patè di parmigiano da assaggiare in un succulento panino con il prosciutto. Una dolce sosta, ancora risate e poi tutti di nuovo in viaggio per il ritorno. Tappe ad Aulla, a Viareggio e vicini alla mezzanotte ecco il rientro a Lucca. Stanchi, ma contenti.

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  Scritto da Gino Mazzei il 10/05/2014
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