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Juve, Napoli e Atalanta: tre protagoniste in difficoltà

La Serie A italiana si articola in 38 giornate, suddivise equamente tra il girone d'andata e quello di ritorno. Trarre giudizi definitivi quando ci si trova solo alle soglie dell'ottava giornata risulta decisamente prematuro, poiché nel corso della stagione gli scenari possono evolvere notevolmente.

Le squadre che hanno incontrato difficoltà nelle prime battute possono infatti ritrovare la forma e la concentrazione necessarie per risalire la china. Allo stesso modo, può verificarsi il percorso inverso: formazioni protagoniste di un avvio brillante rischiano di perdere smalto col passare del tempo, come avvenuto alla Lazio nella stagione 2024-2025 sotto la guida di Baroni, protagonista di un eccellente avvio sia in campionato sia in Europa League.

Un ruolo determinante è svolto dagli infortuni: con impegni ravvicinati ogni tre giorni tra campionato e coppe, il rischio di fermi ai box è molto alto, ma esiste anche l'altro lato della medaglia, rappresentato dal rientro dei giocatori chiave capaci di ridare impulso alla squadra. Tutte queste variabili risultano determinanti non solo per l'andamento della squadra, ma anche per le valutazioni fatte dai bookmaker nell'ambito delle quote Serie A.

Rispetto alle ultime stagioni, ci sono tre grandi protagoniste che quest'anno sembrano faticare più del previsto: Juventus, Napoli e Atalanta. Tutte e tre si trovano attualmente lontane dalla vetta, staccate tra loro da pochissimi punti. La situazione più complessa appare quella dell'Atalanta, capace di raccogliere appena tre punti nelle ultime cinque gare, frutto di ben quattro sconfitte. La Dea è guidata da Maurizio Sarri, allenatore dal carattere schietto e originale, sui cui metodi di allenamento e scelte tattiche non mancano però diverse perplessità. Ad ogni modo, va ricordato che la squadra bergamasca deve fare i conti con un'emergenza infortuni senza precedenti, con otto giocatori attualmente in infermeria e un reparto difensivo letteralmente decimato.

Problemi analoghi riguardano i partenopei: l'arrivo di Massimiliano Allegri non sembra aver garantito alla squadra quel salto di qualità e quella determinazione che ci si attendeva da un tecnico della sua esperienza. Anche in questo caso si rincorrono le voci di un possibile esonero, sebbene si tratti di indiscrezioni parzialmente ingenerose. Il Napoli, infatti, appare come una formazione a fine ciclo, necessitante di un profondo rinnovamento e di un ringiovanimento della rosa. A complicare il quadro subentrano questioni interne allo spogliatoio: Anguissa è ormai destinato a partire a parametro zero, mentre De Bruyne risulta sgradito sia allo staff sia al resto del gruppo.

I bianconeri, infine, stanno ancora cercando di assimilare la dura sconfitta casalinga per 0-3 subita ad opera della Lazio. Questo episodio si inserisce in un avvio di stagione decisamente opaco, le cui responsabilità, a detta dei tifosi, vanno distribuite in egual misura tra la guida tecnica di Luciano Spalletti e la dirigenza rappresentata da John Elkann. Da un lato, l'opinione diffusa è che l'allenatore toscano sia ormai prossimo all'esonero; dall'altro, alla proprietà vengono contestate una conduzione societaria carente e una progressiva disattenzione verso un club che vanta uno dei palmarès più prestigiosi del calcio italiano.

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  Scritto da La Redazione il 23/10/2026
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