"REINTRODURRE il VINCOLO e OBBLIGARE le SOCIETA' a QUALIFICARSI"
La "ricetta" di Alessandro Balluchi per rivitalizzare il calcio dilettantistico e giovanile

In questa estate che profuma di cambiamento e di voglia di rimettere "mano" al mondo del calcio, ci fermiamo per due chiacchiere con Alessandro Balluchi, reduce da tre anni straordinari a Fornacette, dove la società ha toccato i suoi picchi più alti.
Vederlo ai box, oggi, è quasi una sorpresa. "Eh sì - sorride - Dopo circa 34 anni di tesseramenti ininterrotti, un po’ di distacco ci voleva. Serve per ricaricarsi, per guardarsi intorno, in un calcio dilettantistico sempre più povero, ma ancora capace di non mollare".
La crisi del calcio dilettantistico
Sul tema, Alessandro è diretto: "Gli interventi degli ultimi tre anni hanno abbassato la voglia delle società di investire nei settori giovanili. La riforma si è abbattuta in modo netto: contratti di lavoro, premi di preparazione rivisti… tutto questo ha frenato chi, fino a ieri, metteva risorse e cuore nella crescita dei ragazzi".
Le proposte
Gli chiediamo cosa servirebbe per invertire la rotta. "Di sicuro reintrodurre i vincoli, così le società si sentono tutelate quando investono sui giovani. Poi una mutualità vera: la federazione deve aiutare i piccoli club, ma solo quelli che rispettano requisiti chiari, come la Scuola Calcio Élite. Bisogna obbligare le società a qualificarsi, a crescere, a formare. E a livello di governo, premiare gli sponsor che investono nello sport aumentando le detrazioni. Per uscire da questa inerzia statica, ognuno deve fare la sua parte".
Non solo settori giovanili
"Non è solo un modo per migliorare i settori giovanili continua -. È un modo per permettere alle prime squadre di aiutare i giovani, perché vivono di sponsorizzazioni. Se intravedono aiuti economici e tecnici, tutto il sistema respira".
Uno sguardo al futuro
Prima di salutarlo, gli chiediamo cosa immagina per sé. "Difficile prevederlo - ammette -. Posso dire quello che vorrei: lavorare per un club che abbia l’ambizione di cambiare un sistema fatto di false promesse e obiettivi facili. Un club che creda nei valori concreti, nella fidelizzazione ai propri colori, e che accompagni i giovani atleti a diventare uomini del domani. Se poi saranno anche bravi giocatori, sarà ancora meglio".
Scritto da La Redazione il 07/08/2026
















