"Ho FIDUCIA in MALAGO', servono RIFORME IMPORTANTI per il MOVIMENTO"
Parla il presidente della Lastrigiana Samuele Vignolini: "Serve ripristinare il vincolo e dare il giusto riconoscimento a chi fa crescere i ragazzi"

Fase di riflessione nel movimento calcistico e sono tanti i pensieri in libertà che vengono esposti. E' un momento delicatissimo in cui le società dilettantistiche chiedono interventi a sostegno della loro attività. Contestualmente sul tavolo ci sono i problemi radicali del calcio italiano dopo le tre mancate partecipazioni consecutive al campionato del Mondo della Nazionale.
Ospitiamo stavolta l'intervento di Samuele Vignolini, presidente della Lastrigiana, intervistato da Stefano Brogioni de LA NAZIONE. Ecco il testo integrale:
Samuele Vignolini, presidente della Lastrigiana, illustri addetti ai lavori hanno puntato il dito contro il calcio giovanile e dilettantistico accusandolo di contribuire all'impoverimento del calcio italiano: rette troppo onerose che allontanano le famiglie e di conseguenza i giovani calciatori dalla disciplina. Cosa ne pensa?
“Il calcio ha un costo più basso rispetto ad altre discipline sportive, ma vorrei sottolineare anche che i suoi costi non dipendono solo dalla parte tecnica ma molto da tutti gli oneri accessori che le società si devono accollare negli ultimi periodi. Mi riferisco ai contratti di lavoro, al costo dell'impianto, e il costo della rette copre tutto questo lavoro che c'è dietro al mandare i ragazzi in campo. Mi dispiace che la risposta del presidente del comitato regionale Mangini sia arrivata solo dopo una sollecitazione: di battaglie per difendere i dilettanti fino ad oggi ce ne sono state ben poche, ahimè”.
La riforma della legge sullo sport. Regolamentazione di un mondo fino a quel momento “giungla” o eccessivi impegni ed oneri in capo alle società? “C'era bisogno di alcune regole, ma in questo momento sono normative troppe onerose, e qui si torna al problema del costo delle rette. Le società hanno una funzione sociale, non sono un'azienda. Ma alla Lastrigiana abbiamo 90 contratti di lavoro come lo fossimo davvero. Nella maggior parte della società non c'è scopo di lucro”.
Dirigenti come lei suggeriscono interventi per aiutare la base: il ripristino del vincolo almeno su base biennale, premi alla carriera dei calciatori dei vivai e percentuali da riconosciute all'”allevatore” sui trasferimenti professionistici. Sarebbero sufficienti a dare ossigeno, soprattutto anche a quelle società meno ''pregiate''? “L'abolizione del vincolo è stata un disastro per le società sportive. Ed è in quel momento che la battaglia dei nostri rappresentanti doveva essere davvero strenua ma invece non c'è stata. E' inimmaginabile che le società non abbiano riconoscimento per il percorso che ogni atleta fa al loro interno. Non so quale sia l'intervento giusto, ma sicuramente serve qualcosa di organico, di concerto con tutte le componenti”.
Lei è stato uno dei delegati del comitato regionale toscano della Figc che ha votato Malagò. Cosa ci si aspetta da lui per il movimento dilettantistico e giovanile? “Sono uno dei delegati che ha votato Malagò non seguendo l'indicazione della Lega nazionale dilettanti perché ritenevo che votare il nostro presidente sapendo di andare incontro a una sconfitta non aveva logica. E in più, quando lo abbiamo incontrato, Malagò ci ha garantito l'attenzione massima per i dilettanti. Ovvio che quello che riusciremo a vedere nei prossimi mesi sarà importante. L'impressione che ho avuto è che abbiamo messo al comando della Figc una persona vincente nello sport. Un vincente che sappia fare le azioni giuste per riportare l'Italia al vertice del calcio mondiale”.
fonte quotidiano LA NAZIONE
Scritto da La Redazione il 06/08/2026














