"Non potevo TOLLERARE certi COMPORTAMENTI inaccettabili dei GIOCATORI"
Lettera-denuncia di Corrado Scintu dopo il suo addio all'Intercomunale Monsummano: "Ho trovato uno spogliatoio diviso con sottogruppi e una "casta" che mi ha subito dimostrato indifferenza"

Uno sfogo amarissmo, considerazioni davvero tristi per un allenatore che non riesce di fatto a poter fare le cose per cui è stato chiamato. E' durata tre mesi e mezzo l'avventura di Corrado Scintu (LEGGI QUA) all'Intercomunale Monsummano (Promozione girone A). E dopo l'esonero (LEGGI QUA) avvenuto la scorsa settimana, l'allenatore vuole ora fare chiarezza e racconta le difficoltà avute fin dal primo momento in cui è arrivato sulla panchina.
E' uno sfogo in piena regola, una sorta di "denuncia" che mette a nudo situazioni spesso comuni all'interno delle squadre, troppe volte spiegate come vicende di "spogliatoio" e che ne devono restare all'interno, senza trovarne un racconto. Storie di un calcio dilettantistico troppo spesso però legato a dinamiche di un calcio più evoluto e pieno di contraddizioni, dove non è certo semplice trovare un equilibrio.
Scintu stavolta invece le vuole esternare e ne ha pieno diritto. Storie di calcio, storie di vita, che rappresentano spesso lo "specchio delle realtà" e che possono servire come spunti di riflessione per tutti. Noi le raccogliamo e le raccontiamo, dando chiaramente all'Intercomunale Monsummano, ai suoi giocatori e ai suoi dirigenti, la facoltà e la scelta di rispondere a quanto scritto dall'ormai ex allenatore.
Questa la lettera che ci ha inviato Corrado Scintu:
Due mesi fa, quando il direttore sportivo Fanucci mi chiamò, la squadra era penultima in classifica con sette punti in dieci partite di cui cinque sconfitte consecutive e una sola vittoria. Fanucci mi conosceva bene, avendo condiviso un anno al Ponte Buggianese, in Eccellenza, conosceva il mio modo di lavorare, sapeva benissimo il mio modo d'intendere il calcio, e che non transigo su alcuni punti per me fondamentali: la cultura del lavoro fisico, tecnico e tattico, il rispetto delle regole e dei ruoli e lo spirito di sacrificio che non deve mancare mai.
Mi erano stati prospettati alcuni problemi di orario riguardanti alcuni giocatori, man mano a mio discapito mi sono reso conto che la situazione era gravissima e a mio parere inaccettabile, non in promozione, ma neanche negli amatori.
La situazione era questa: uno spogliatoio formato da sottogruppi e una casta fatta da 4/5 giocatori che con il mio arrivo temeva di perdere i propri privilegi. Da subito hanno dimostrato la loro insofferenza su ogni cosa, ovvero, a loro dire, troppo lavoro fisico, troppa tattica e dieci minuti in più di allenamento diventava una questione di stato.
Quindi avrei dovuto permettere, ad alcuni di loro, di decidere e sindacare su orari, modi e tipologia di allenamento che doveva essere fatto su misura per loro, con il benestare del direttore sportivo, completamente plagiato e schierato totalmente dalla parte del giocatore che manifestava la lamentela di turno, trascurando così il bene e le sorti della squadra, e mettendo al primo posto i loro privilegi, precedentemente acquisiti.
Dal mio canto, mi sono più volte chiesto, come posso accettare, ad esempio, che alcuni giocatori, arrivino alla domenica mezz'ora dopo che avevo dato la formazione e parlato con il resto della squadra? Posso accettare che giocatori importanti si allenino trenta minuti a settimana? Posso accettare, che un giocatore perché pensa di non essere titolare la domenica, decide di non allenarsi? La risposta è assolutamente NO.
Il Monsummano non aveva bisogno di Corrado Scintu, ma di un burattino, di un allenatore che permettesse l'autogestione e l'anarchia dei giocatori che decidono cosa e come farlo. Hanno provato e cercato (senza riuscirci) di intaccare la mia autostima, la mia professionalità, la competenza che mi contraddistingue, con comportamenti irrispettosi non riconoscendo il valore della serietà, anzi ritenuta, paradossalmente, penalizzante.
Ciò che mi ha sempre animato, è la grandissima passione che nutro per questo sport ed è la stessa che mi ha spinto a studiare ed aggiornarmi, e nel 2019 ho conseguito il patentino UEFA A con il massimo dei voti.
A Monsummano ho trovato una società seria che ha un'abituale rettitudine e che s'impegna a rispettare i propri doveri. Mi dispiace molto che sia finita così, purtroppo non mi è stato permesso di allenare come avrei voluto e come so fare.
Ci tengo a ringraziare il Presidente Luigi Schettino, Luca Lenzi, Marco Martini, Alessandro Pecchia che ho sempre sentito vicini.
Il mio rammarico è che questa è una storia iniziata male e finita peggio, non certo per colpa mia!
Forza Monsummano!
Corrado Scintu
Scritto da La Redazione il 04/03/2025







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