Ecco un altro "caso" che fa discutere il calcio italiano. In un momento che dovrebbe essere di profonda analisi sui problemi strutturali che lo attanagliano. arriva un'altra "mazzata" sulla credibilità del nostro movimento, e, diciamo pure, della nostra società, intesa come valori culturali.
Riprendiamo quanto scritto da gazzetta.it
Le partite tra ragazzini dovrebbero essere soltanto un divertimento. Ma non sempre è così. È il caso di Fanum Orosei-La Caletta, finita 40-0, che potrebbe anche finire al centro di una inchiesta della Procura federale. Ma, intanto, sta sollevando polemiche.
La Figc della Sardegna è già pronta ad aprire un'indagine sulla partita dei giovanissimi di Nuoro, finita con un punteggio umiliante per una delle squadre, composta soltanto da 10 giocatori, tra cui una ragazzina per fare numero, tutti di due anni più piccoli rispetto agli avversari. Alla squadra di Orosei servivano almeno 35 reti per conquistare il primo posto in classifica a spese della Lupi di Goceano Bono. Ne sono arrivate 40 e questo non soltanto ha indignato più di un addetto ai lavori, ma anche fatto nascere dei sospetti.
L'IRA DELLA FIGC SARDA
"Non si può accettare una cosa del genere. Si aprono le scuole di calcio, si organizzano i tornei giovanili per educare i giovani al rispetto. Non per umiliarli", ha commentato amaramente Luigi Secci, presidente Figc di Nuoro fino ad un mese fa. Quello regionale attuale, Gianni Cadoni, vuol coinvolgere la Procura federale. Ma per prima cosa convocherà i presidenti delle società coinvolte e gli educatori: "Dovranno dare spiegazioni convincenti per evitare pesanti provvedimenti. È gravissimo quello che è successo, va contro la normalità del calcio. Lo sport a questo livello deve andare oltre il risultato, va vissuto in modo ludico. Rispetto, divertimento e cultura devono stare al primo posto. Su questa storia è necessario fare chiarezza".
Sulla vicenda ora così paginate sui giornali e social chiaramente scatenati. Nasce il solito dibattito di un giorno, in cui si fanno le mille morali sui comportamenti tenuti, su chi doveva fermarsi (la squadra più forte), sull non rispetto per il debole e via discorrendo. Come pure di quelli che spiegano che il rispetto per l'avversario è anche quello di continuare a giocare secondo le proprie potenzialità. Insomma, il solito "teatrino" che stucca e che ormai diventa davvero solo retorica. Stavolta oltretutto, c'è pure il sospetto di una presunta combine, visto il numero di gol che mancava ad una squadra per vincere il campionato. Se così fosse saremmo davvero al ridicolo.
In ogni caso tutto si può dire ed obiettare, ma il concetto che manca a tutti noi, indistintamente, è quello "culturale", quello di uno sport inteso come ben altro. Valori che in Italia si sono persi (o non abbiamo avuto...) e che ci portano poi a situazioni di questo genere dove si potrebbe discuterne per ore senza poi arrivare a un risultato concreto.