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"I GENITORI mi hanno INSULTATO perchè non facevo giocare i FIGLI"

E' successo nel Lazio dove un allenatore si è dimesso. La società però nega e lo contraddice

Un caso limite che merita di essere raccontato e che deve servire come monito per tutti. Il "giocattolo" è bello, ma rischia davvero di rompersi se le varie componenti non si danno una regolata e si vive il calcio, come tante altre cose della vita, con maggiore "cultura" e rispetto, valori che in questo momento sembrano davvero non appartenere a questa società.

Questa storia non ci risulta avere altri precedenti, fortunatamente aggiungiamo noi. In ogni caso ci sono versione completamente opposte, ma questo non è il punto: tutto ciò che è avvenuto rappresenta una pericoloso deriva che va assolutamente frenata, Che si parli di calcio giovanile in questi termini non è assolutamente accettabile, sia se la colpa sia dei genitori, dell'allenatore o della società.

Ecco il racconto di gazzettaregionale.it.

Nella giornata di lunedì il Cassino ha accettato le dimissioni presentate dal mister Sergio Zappoli. Una notizia del tutto inaspettata, visto che la formazione Under 16, che milita nel campionato Elite, si trovava al quarto posto in classifica, un risultato sorprendente per una squadra che partiva con l’obiettivo di mantenere la categoria. L’ormai ex allenatore ha spiegato che la scelta è maturata dopo le offese ricevute da alcuni genitori ma, soprattutto, per non essere stato tutelato dai dirigenti. “Innanzitutto, voglio ringraziare i ragazzi che in questi giorni mi hanno chiamato, chiedendomi di tornare ad allenarmi. Purtroppo, al termine delle ultime partite sono stato pesantemente insultato da alcuni genitori, perché “colpevole di non aver fatto entrare i loro figli". Inoltre, la società, invece che difendere me, ha gettato benzina sul fuoco, definendomi un mezzo allenatore e dando ragione a coloro i quali mi avevano insultato. In quarant’anni di carriera non mi era mai capitato nulla di tutto ciò. Nessuna squadra delle giovanili del Cassino stava ottenendo i nostri risultati, mi aspettavo un trattamento diverso, invece i dirigenti pensano più alla quantità che alla qualità". Infine, Zappoli annuncia di essere pronto a dire basta ad un calcio che non lo soddisfa più. "Preferisco fermarmi e vedere le partite dalla tv. Con questi comportamenti si rovina il bello di questo gioco. È inaccettabile essere attaccato da genitori e dirigenti che non hanno mai giocato a calcio, c’è bisogno di rispetto per chi fa questo lavoro. Queste persone faranno morire il calcio, lo sport più bello al mondo".

Questo invece il comunicato del Cassino Calcio che smentisce il tecnico:

"Asd Cassino Calcio, in riferimento alle dichiarazioni rilasciate dal tecnico Sergio Zappoli alla vostra testata in data odierna, desidera prendere fortemente le distanze rispetto a quanto da lui esternato.

In primis, le dimissioni da lui presentate e accolte con immediatezza senza alcuna remora dalla società, sono state la conseguenza inevitabile di un mix di accadimenti che avrebbero portato, in ogni caso, ad un suo esonero.

In particolare, da sempre si è ravvisato un atteggiamento, a nostro modo di vedere, volgare e intimidatorio nei confronti dei ragazzi. Comportamenti, questi, inaccettabili e distanti totalmente dallo spirito che contraddistingue l’operato del club. Nell’articolo, inoltre, si fa esplicito riferimento a presunti insulti ricevuti dai genitori dei nostri atleti. Dichiarazioni tutt’altro che corrispondenti al vero e lesive della serietà mostrata dagli stessi genitori nonostante atteggiamenti al limite della sopportazione. Come, ad esempio, il suo ingresso nello spogliatoio dell’arbitro dopo una partita documentato da apposito referto con squalifica, “chiedendo di non menzionare sul rapporto il provvedimento disciplinare per il suo calciatore”. Un modo di agire totalmente distante dai principi di sportività, lealtà e correttezza che portiamo avanti quotidianamente con passione. Inoltre, rispetto alle insinuazioni relative ad un nostro interesse privilegiato verso la quantità piuttosto che alla qualità, si rammenta che al mister Zappoli è stato consegnato un organico composto da 32 giocatori e, al momento delle sue dimissioni, ce ne è stato consegnato uno ridotto a 12. Dato eloquente che non ha bisogno di aggiuntive spiegazioni".

 
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  Scritto da La Redazione il 17/12/2021
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